Salento bocciato in sicurezza sul lavoro
MALATTIE PROFESSIONALI…
TREND IN AUMENTO SPECIE AL SUD
Quanto alle malattie professionali, gli ultimi dati Istat presentano un trend in aumento ma con un cambio di direzione. Fermo restando che le categorie di rischio sono sempre le stesse (riconducibili a fattori chimici, fisici, biologici), i report dimostrano che alcune malattie un tempo diffuse in ambito lavorativo oggi sono entrate a far parte della storia della medicina del lavoro.
Un risultato ottenuto anche grazie all’attività di prevenzione svolta dallo Spesal e dalle altre strutture preposte che, oltre a portare benefici alla salute del lavoratore, si ripercuote positivamente anche sul piano sociale e macroeconomico. “Oggi – spiega De Filippis – prevalgono le malattie degenerative come quelle da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori: le cosiddette malattie non tabellate”.
La tabella delle malattie professionali riporta l’elenco di quelle patologie automaticamente riconosciute dall’Inail perché direttamente connesse ad un determinato tipo di lavoro. Ci sono poi malattie di genere multifattoriale, provocate cioè non soltanto da fattori lavorativi ma anche da fattori extralavorativi (stile di vita, fattori genetici, ecc), dunque malattie per le quali il lavoro gioca un ruolo concausale.
“In riferimento a queste ultime – continua – dopo la sentenza dell’88 la Corte Costituzionale ha ammesso anche l’indennizzo delle patologie non inserite nelle tabelle, ma per le quali il lavoratore dimostri che la causa è lavorativa o che il lavoro ha concorso alla manifestazione della stessa”.
Pagine a cura di Serena Carbone
















