Viaggio nel Sindacato/Salento e Crisi: pronti a ripartire
La Puglia sta attraversando le acque tempestose della crisi. Secondo lei, quali sono i primi pilastri su cui chi governa dovrebbe fare leva per ristabilire il welfare e far ripartire per tutti la ruota dell’economia?
Ogni fenomeno va interpretato in una visione d’insieme, ma senza sottovalutare gli aspetti di una determinata area geografica. In particolare il Salento ha visto cambiare la sua geografia economica, fondata per decenni sul Tac, sul tabacco e determinati servizi terziari, a favore di nuove esigenze del mercato globale e nazionale, per le quali si sta pagando il gap di non aver rimodulato per tempo sia le proprie risorse imprenditoriali sia i propri distretti produttivi. La ripartenza dovrebbe iniziare proprio da lì, tenendo altresì presente l’elemento geografico del Salento, sino ad oggi mai sfruttato pienamente.
Un paio di mesi fa l’Inps ha varato la decisione di non recapitare più ai pensionati la documentazione reddituale in formato cartaceo, bensì soltanto online, per motivi di spending review. Come avete affrontato questa emergenza?
Sarebbero altre le azioni atte ad un risparmio cartaceo di cui l’Amministrazione Pubblica necessiterebbe. Questo non ha fatto altro che disorientare un delicato utente come il lavoratore italiano in pensione che, oltre ad altre preoccupazioni, si deve industriare su un inutile “fai da te”. A riguardo, i nostri uffici Caf coadiuvano al massimo questo tipo di esigenza.
Si può ancora parlare, oggi, di potere sindacale?
La definizione di “potere sindacale” mi lascia perplesso, se guardiamo un attimo alla storia del sindacato italiano rileviamo che determinati successi sono costati non poco. Il mio pensiero non può che andare a tutti quei sindacalisti che sono stati vittime delle Brigate Rosse e della Criminalità Organizzata. Il “potere sindacale” per me è solo la capacità dei lavoratori di organizzarsi nelle forme previste, al fine di difendere al meglio le loro prerogative. Molte volte si è enfatizzato questo termine o è stato strumentalizzato per ragioni politiche, ma il lavoro è un valore che deve essere difeso indipendentemente dal colore politico.















