Pubblicato in: Dom, Nov 4th, 2012

Salute dei Leccesi: Rischi dai fumi dell’Ilva. Ma non solo

A colloquio con il dott. Patrizio Mazza, Primario di Ematologia all’Ospedale “G. Moscati” di Taranto. “Inutile continuare a parlare. Bisogna agire creando in breve tempo una rete industriale che assorba gli operai senza lavoro”.  

“Si riscontra un aumento di linfomi, di tumori del polmone, della pleura, della mammella, dell’utero, dello stomaco e del rene”. 

 

“Non è vero che il cibo di Taranto sia inquinato. Solo le diossine potrebbero intaccare alcuni tipi di molluschi. Ma il mollusco costituisce una minima parte della nostra alimentazione”. 

“Per due tre anni dimentichiamoci della grande industria e creiamo una rete di piccole imprese che assumano gli operai dell’Ilva. Solo allora si potrà chiudere lo stabilimento senza ulteriori danni ai cittadini”. A parlare è il Dott. Patrizio Mazza, primario di Ematologia presso l’Ospedale “Moscati” di Taranto e Consigliere regionale.

Il Ministero ha presentato il Rapporto “Ambiente e salute a Taranto”, contenente l’aggiornamento agli anni 2003-2009 dello Studio Sentieri relativo all’area di Taranto. In cosa consiste?

Lo studio Sentieri, coordinato dall’Istituto superiore di sanità e finanziato dal Ministero della salute, si compone di varie parti. Da un lato, la ricognizione della mortalità del 2008-2009; dall’altro, la ricognizione dei ricoveri ospedalieri con dati piuttosto recenti. Sentieri si avvale inoltre dell’analisi epidemiologica svolta attraverso il registro tumori, commissionato dalla Regione Puglia e dall’Asl di Taranto e riferito al 2006-2007. La situazione potrebbe essere quindi ben peggiore rispetto ai dati che conosciamo.

Quali sono le principali patologie presumibilmente causate dagli inquinanti dell’Ilva?

Come rilevato dallo Studio Sentieri, a Taranto si riscontra un aumento di linfomi, tumori del polmone, della pleura, della mammella, dell’utero, dello stomaco, del rene, che si associano alla presenza di tre sostanze considerate dall’Oms sicuramente cancerogene. Vi sono poi patologie dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio: bronchiti, tracheiti, fibrosi polmonari; un altro danno è l’alterazione del sistema immune, da cui deriva un’elevata percentuale di tiroiditi, di lupus, di artriti reumatoidi e altre patologie autoimmuni.

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