Salvaguardia dei lavoratori in esubero
La salvaguardia prevista per i lavoratori al termine del proprio percorso di attività è stata recentemente estesa ad altri 6.500 soggetti. Il Decreto Legge 31 agosto 2013 n. 102 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 31 agosto 2013), ha infatti previsto ulteriori disposizioni di salvaguardia per 6.500 soggetti che possono accedere alla pensione in base ai requisiti pensionistici in vigore prima dell’ultima riforma delle pensioni. In questo modo gli interessati fruiranno di “accessi” più ampi al trattamento previdenziale, evitando di incappare nel tragico guado che li lascia senza lavoro e senza pensione.
In particolare, vengono ora inclusi tra i soggetti interessati alla concessione del beneficio della salvaguardia anche i lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto tra il 1° gennaio 2009 ed il 31 dicembre 2011, in ragione della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro, a condizione che – successivamente alla data di cessazione – abbiano conseguito un reddito annuo lordo non superiore a 7.500 euro, ma siano anche in possesso di determinati requisiti anagrafici e contributivi.
Tali requisiti sono stati descritti in dettaglio nel Messaggio Inps n. 14254 del 10 settembre scorso, reperibile in www.inps.it. Il percorso dei lavoratori salvaguardati, spezzettato poi in vari contingenti, complesso e non privo di ostacoli, ha avuto inizio in agosto 2012 e – come possiamo vedere – dura tuttora. Le operazioni di salvaguardia sono connesse all’attuazione dell’ultima riforma delle pensioni (Riforma Monti-Fornero).
Il piano operativo per la verifica del diritto a pensione è stato addirittura anticipato da Inps con il Messaggio n. 12196 del 20 luglio 2012, dando quindi avvio alla verifica del diritto a pensione a favore dei lavoratori cosiddetti “salvaguardati”. Tali lavoratori, se risultati in possesso dei requisiti appositi di età e contribuzione previsti dalla legge, potevano essere ammessi ai trattamenti di pensione sulla base dei criteri di accesso previsti dalla precedente normativa.
Il piano delle attività ha coinvolto sia le strutture centrali sia quelle territoriali dell’Istituto previdenziale e si avvia ormai verso la conclusione. Nella prima fase del processo è stata inviata ai potenziali beneficiari una comunicazione, con la quale gli interessati sono stati invitati a prendere visione del proprio estratto contributivo e a prenotare un appuntamento presso la struttura Inps competente per territorio, nel caso fossero state rilevate carenze o inesattezze.
Tutti gli interessati sono stati anche invitati a dotarsi di Pin (Personal Identification Number) Inps, una specie di password che consente di seguire personalmente e da casa – grazie alla telematica – l’intera operazione di accesso alla prestazione pensionistica. Ma il Pin – va ricordato – può essere utile a qualsiasi cittadino per la presentazione di una qualsiasi domanda di prestazione previdenziale o pensionistica o per conoscere le informazioni che lo riguardano in questo campo. Per avere il Pin basta chiamare il numero gratuito 803.164 da rete fissa o lo 06.164164 da cellulare.
Antonio Silvestri
















