San Bernardino Realino/La Casa della Comunità che crede e cammina
GLI OPERATORI PASTORALI IN PRIMA LINEA ANCHE QUANDO LE STRUTTURE NON C’ERANO
In qualità di segretario del consiglio pastorale della parrocchia San Bernardino Realino desidero esprimervi le mie personali riflessioni sulla consacrazione della nuova chiesa, che penso rispecchino il sentire comune degli altri operatori. Questo è un evento denso di emozioni e suggestioni anche per tutti gli operatori pastorali.
La comunità di San Bernardino Realino ha atteso con paziente devozione questo grande risultato per decenni, cercando umilmente di vivere il percorso di fede inizialmente in strutture semplici e improvvisate (garages, locali di abitazioni private), che non hanno impedito la maturazione di un profondo sentimento religioso diffuso e radicato nelle coscienze di tanti abitanti, grazie anche all’impegno e alla umile dedizione dei sacerdoti che si sono succeduti alla guida della parrocchia. Nel corso degli anni, la mancanza di adeguate strutture logistiche per il servizio ecclesiale (solo in parte mitigato dalla costruzione della sala fino ad ora adibita a sede di culto) ha certamente ostacolato un completo sviluppo della comunità parrocchiale e impedito la promozione di una più ampia offerta di iniziative pastorali al territorio.
Gli stessi operatori hanno spesso vissuto con imbarazzo e, a volte, con frustrazione, questa limitazione, che rischiava di rendere l’orizzonte della nostra parrocchia unicamente limitato al servizio sacramentale e liturgico, che deve potersi accompagnare anche ad altre modalità di testimonianza di fede, soprattutto nell’ambito sociale, culturale e ricreativo, così da rendere la testimonianza evangelica sempre credibile e aggiornata alle esigenze della società.
Gli operatori laici hanno vissuto in prima linea lo sforzo della comunità per pervenire a questo risultato, che consentirà alla parrocchia di concludere una sua fase storica e avviare una nuova stagione di impegno articolato in diversi settori, con mezzi e strutture più idonee a rispondere alle esigenze della nuova missionarietà che la Chiesa italiana indica come attuale emergenza pastorale. In questo nuovo e più favorevole contesto, gli operatori laici contano di promuovere un rilancio deciso della presenza della parrocchia nel territorio, anche attraverso forme di animazione pastorale fin’ora solo abbozzate, che susciteranno nell’intera comunità un rinnovato interesse verso l’esperienza di fede.
Giorgio Serafino![]()
















