San Cesario ricorda il suo Parroco/Don Oronzo, una vita per la gente
“Mi cercò più volte l’indimenticabile don Oronzo, dopo aver lasciato la guida della parrocchia di Santa Maria delle Grazie di San Cesario”. Nelle parole di Ottorino Forcignanò non c’è soltanto il racconto di un pezzo di strada insieme all’arciprete del suo paese natale: c’è uno spaccato della vita sociale, economica e civile di San Cesario di Lecce, pochi chilometri dal capoluogo e crocevia di storie. Che, come in ogni piccolo centro, si intrecciano indissolubilmente con il vissuto ecclesiale. Si chiama “Una vita per la comunità” il libro-testimonianza edito da Manni e presentato nei giorni scorsi, anche attraverso le parole del conterraneo vescovo di Otranto, Donato Negro. Nel volume si parla di “Don Oronzo Margiotta e la sfida dei suoi tempi”, alternando biografia e tratti umani del sacerdote. “Da tutti conosciuto, come accade sempre in una piccola comunità – scrive l’autore – è stato fatto oggetto di forti attenzioni, con il relativo carico di opinioni, giudizi, passioni, simpatie e antipatie, partigianerie esagerate o critiche dure. Come capita – aggiunge – a chi non solo è parte di una comunità ma, per il ruolo svolto, ne diviene imprescindibile punto di riferimento”.
C’è uno studio molto serrato alla base del libro: la lettura del diario personale del sacerdote e dei suoi numerosi articoli apparsi sul periodico cattolico locale “Noi, comunità”, oltre alle omelie, “panegirici”, e documenti messi a disposizione dai parenti. Ma soprattutto c’è il cuore dell’autore, che ripercorre cinquant’anni di storia di don Oronzo, legati dall’“amore appassionato per il suo paese e i parrocchiani a lui affidati che, con la catechesi, ma soprattutto con la sua autentica testimonianza, educa a una fede concretamente vissuta, come scelta di vita e maturazione personale”.
Il testo è accompagnato dai saluti di Antonio Girau, sindaco di San Cesario, e di Maria Grazia Margiotta, a nome della famiglia. La prefazione è a cura di mons. Gino Scardino, attuale arciprete del paese e successore del compianto protagonista del libro.
Salvatore Scolozzi















