San Francesco d’Assisi è davvero passato da Lecce?
Devozioni nel Salento…
San Francesco d’Assisi 1185-1226 è conosciuto in tutto il mondo per l’originale e positiva visione della vita. Per Francesco tutta la creazione è motivo di lode al Signore come scriveva nel Cantico delle Creature: Laudato sii tu mi Signore (…) a motivo di frate sole, sorella luna, frate vento, frate nubilo, madre terra. San Francesco fu l’ispiratore di Giotto il quale tradusse in arte la visione di Francesco nei famosissimi affreschi della cappella degli Scrovegni a Padova e nella Basilica dello stesso Santo ad Assisi. Dal nome Francesco deriva l’aggettivo francescano con il quale si vuole marcare uno stile di vita semplice, umile, essenziale riscontrabile in alcune persone che amano vivere in determinati contesti socio-ambientali. Ancora giovane Francesco d’Assisi si arruolò con le forze militari di Gualtiero di Brienne in partenza per la Puglia, ma fu bloccato dalla febbre a Spoleto. Successivamente però Francesco d’Assisi venne in Puglia sul Gargano al santuario di San Michele Arcangelo. Le leggende locali moltiplicarono le presenze del Santo di Assisi che lo vollero ad Alessano, Gallipoli, Lecce, Manduria, Mottola, Nardò, Oria, Ostuni, Otranto. La presenza di San Francesco a Lecce la si lega alla chiesa di San Francesco della Scarpa la cui parte più antica risale al sec. XIII. La leggenda vuole che il santo di Assisi nel 1219, di ritorno dalla Terra Santa, avrebbe operato proprio qui a Lecce il miracolo de “la puddhica” a favore di una famiglia del luogo. Padre Benigno Perrone, storico leccese afferma che le tradizioni locali riguardanti la presenza del Santo di Assisi presentano un possibile substrato storico sostenuto dal dato che i francescani in Terra d’Otranto furono presenti fin dal ‘300 come testimoniano gli edifici sacri di Santa Maria del Casale a Brindisi, di Santa Caterina d’Alessandria a Galatina.
La Chiesa di S. Caterina in Galatina fu voluta da Giovanni Antonio Orsini Del Balzo con la moglie Anna Colonna che ebbero il consenso del Papa Urbano VI (1378-1389). Va ricordato che tra il 1378 e il 1417 fu per la chiesa un tempo molto travagliato perché in esso avvenne il trasferimento della sede apostolica da Roma ad Avignone (Francia) ed iniziò pure lo scisma d’occidente che vide tre papi contendersi la sede apostolica. Un riscontro di questo vissuto storico è come impresso nell’impianto architettonico e pittorico di Santa Caterina in Galatina (1378 -1435) riferito in modo specifico alla felice conclusione di quello scisma nel concilio di Costanza (1417) con l’elezione del Papa Odo Colonna che prese il nome di Martino V, zio di Anna Colonna moglie di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo. Doppio motivo gioia per la famiglia Orsini e per Galatina: Martino V è nostro zio e con lui finisce pure lo scisma d’Occidente, gioia che trova riscontro nell’affresco neogotico collocato in alto nella volta della basilica detto il trionfo della chiesa. Esso propone quattro personaggi, la figura del pontefice è posto al centro tra Gesù Cristo che dalle spalle sorregge le braccia del Papa e i santi apostolo Pietro e Paolo che ricevono le chiavi del Regno di Dio. Altro importante riferimento francescano è riscontrabile nella cattedrale di Nardò. Qui si segnala il pulpito detto di San Bernardino da Siena (1380-1444) dal quale il Santo predicò ai fedeli di Nardò, l’evento è ricordato nella pregiata icona di San Bernardino da Siena da sempre raffigurato con in mano una tavoletta sulla quale è riprodotto un cerchio raggiato dentro esso è abbreviato il nome di Gesù (JHS). San Bernardino da Siena si dimostrò molto attivo nella predicazione e molto richiesto in ogni parte d’Italia, dalle Alpi a Nardò. Il riferimento francescano “maschile” trova riscontro con quello “femminile”. Qui proprio a Nardò sorse fin dal primo secolo delle origini il monastero delle monache clarisse dette “le sorelle povere di Santa Chiara”.
Antonio Febbraro
















