San Pompilio Maria Pirrotti/Il Carisma di un Santo del Mezzogiorno
Dopo il pontificato di Innocenzo XIII, che regnò dal 1721 al 1724, e del suo successore Benedetto XIII, che rimase sul soglio pontificio dal 1724 al 1730, fu eletto papa Clemente XII, che regnò da 1730 al 1740, protetto dai Medici, amante dello splendore, di salute cagionevole e di cui si diceva fosse più competente in questioni finanziarie che in questioni di Chiesa .
Gli successe Benedetto XIV, pontefice dal 1740 al 1758, considerato forse il più importante del secolo, del quale si ricorda in particolare l’impegno per la cura dei rapporti tra Chiesa e società e che gli valse la critica “magnus in folio, sed parvus in solio”. Egli diede nuovo vigore alla vita diocesana, alle visite pastorali, ai sinodi diocesani come spazi in cui discutere dei problemi della vita religiosa della diocesi. Se Clemente XII era stato amante dello splendore, Benedetto XIV lo fu della scienza, tanto che Montesquieu lo defini “Papa degli scienziati”. Alla scienza infatti egli riconosceva la libertà necessaria; fondò università pontificie, riconobbe l’importanza dei laboratori di fisica e chimica. Diede impulso all’archeologia, all’anatomia, alla storia dell’arte e alla storia della liturgia .

Clemente XIII, che regnò dal 1758 al 1769, è l’ultimo pontefice a condividere l’epoca del nostro Santo, che nell’arco della sua vita non lunga vide l’alternarsi di ben sei pontefici. Anche quest’ultimo conclave fu espressione di un potere politico molto sensibile alla vicende della Chiesa, compresa l’elezione pontificia. La scelta infatti cadde su chi sembrava in quel momento meglio tutelare gli interessi della Francia, particolarmente ostile alla Compagnia di Gesù. Ma una volta eletto, Clemente XIII fece sfoggio di autonomia di pensiero e azione, e con la bolla Apostolicum pascendi munus, del 1765, non solo non soppressela Compagnia di Gesù, ma la difese totalmente.
Il 1741 è un momento molto importante per la lotta anticurialista favorita dall’ondata illuminista. È l’anno in cui viene firmato il concordato tra Carlo III di Borbone, sul trono del Regno di Napoli, ela Santa Sede con a capo Benedetto XIV. Questo concordato sancisce il ridimensionamento dei poteri della Chiesa.
Furono ridotte o abolite le esenzioni fiscali delle proprietà ecclesiastiche, il numero dei sacerdoti ammessi nel Regno venne stabilito a non oltre 10 per ogni 1000 abitanti e la loro formazione passò sotto il controllo dello Stato. Alla firma di questo concordato si giunse da un lato perché la via dell’intesa fu ritenuta la più opportuna dal pontefice, dall’altro perché vi fu l’opera diplomatica del ministro Bernardo Tanucci, il quale anche se anticurialista convinto, era uomo di profonda spiritualità, tanto da meritare l’autorevole apprezzamento di S. Alfonso Maria deʾ Liguori, che gli dedicò un libro dal titolo “Trionfo della Chiesa”, e contemporaneo del nostro S. Pompilio.
Il Settecento vede, dunque, il potere politico agire la sua superiorità su quello spirituale. Probabilmente il fascino della Ragione e la sua vocazione alla ricerca della verità sono la via migliore per combattere quegli “inestetismi” culturali rappresentati dalle credenze religiose. Tuttavia sono proprio queste a fondare il consenso delle masse nei diversi regni d’Europa. Pertanto, con una mossa di costantiniana memoria, le case regnanti d’Europa decisero di fondare il proprio potere sulla societas cristiana, ed anzi per meglio difenderla la annettono al proprio potere anche per gli aspetti che le sono più propri, come l’elezione del pontefice, organizzazione economica e i confini delle diocesi, l’istituzione di nuove parrocchie, la formazione del clero, le riforme di cerimonie liturgiche e degli atti di culto.
Ciò varrà a dare della Chiesa del tempo di S. Pompilio l’immagine di un’istituzione alquanto ricca, con cospicue rendite per vescovi e cardinali e un rilevante numero di ecclesiastici. Lo stato maggiore della Chiesa è impegnato nell’accentuarne la visibilità giuridica. Pertanto l’idea di una Chiesa “Corpo” e “Sposa” di Cristo, la sua indole carismatica, gli aspetti suoi più profondi sono lasciati in ombra.
Alla necessità della Chiesa settecentesca di garantirsi una fisionomia ed un potere propri, si affianca tuttavia lo sforzo, perlomeno di alcuni, di tener fede, in qualche modo, alla originaria vocazione apostolica.
Anche il meridione d’Italia non si sottrae alla metà del ʾ700 all’influsso di un religiosità intrisa di infiltrazioni magiche e risulta alimentata dalle predicazioni (arbitrarie) di falsi dottori e falsi profeti.
Questo è perlomeno un tratto della comunità religiosa di una diocesi campana denunciato in una visita pastorale dal vescovo di Campagna, in provincia di Salerno, intorno alla metà del XVIII secolo . Non meno impegnativa è la condizione di vescovo nel contesto della gerarchia ecclesiastica .
CAMPI IN FESTA/NEL SANTUARIO IL 15 LUGLIO L’EUCARESTIA DEL VESCOVO
TRA SACRO…
Sarà ricco di appuntamenti, anche quest’anno, il calendario liturgico e civile previsto per la festa in onore di S. Pompilio, il 14 e 15 luglio 2012, presso la città di Campi Salentina. Questa celebrazione viene intesa come una riscoperta della vocazione alla santità, in linea con l’esortazione del santo irpino a camminare al cielo secondo il proprio stato.
Dopo una serie di appuntamenti preliminari, iniziati il 5 luglio, oggi sabato 14 alle ore 9.30 padre Ugo Barani, superiore provinciale dei Padri scolopi, presiede la solenne concelebrazione eucaristica e la benedizione del pane. Alle 19, dopo il rosario, la Messa presieduta da don Teodoro Rapuano, parroco di Montecalvo Irpino. Subito dopo si svolgerà la processione con la statua del Santo, che partirà da via Pirrotta per poi giungere in via Calasanzio.
Domenica 15 alle 9,30 la solenne concelebrazione eucaristica sarà presieduta da Domenico Umberto D’Ambrosio, arcivescovo metropolita di Lecce, mentre alle 19.30 la Messa, presieduta da padre Serafino Perlangeli, vedrà la partecipazione del “Gruppo di Preghiera S. Pompilio”. Lunedì 16, giorno della memoria della Beata Vergine Maria del Carmelo, dopo le consuete celebrazioni liturgiche, la Polifonica “S. Maria delle Grazie”, diretta da Emanuela Pellegrino, eseguirà il canto del Te Deum.
… E PROFANO
Sabato 14 luglio alle ore 9 il Concerto Musicale Città di Trepuzzi allieterà la mattinata e accompagnerà la processione per le vie della città. Alle ore 22 si esibirà invece il gruppo musicale “Bundamove”.
Domenica 15 luglio alle 9 e alle 21 si svolgerà il Gran concerto bandistico – Città di Sogliano Cavour, con il maestro direttore e concertatore Giovanni Guerrieri.
Nei giorni 14 e 15 la Chiesa, la Stanza del Santo e il Museo Pompiliano rimarranno aperti fino alle ore 23,00, con possibilità di acquistare nuovi “oggetti religiosi”.
Il Gruppo di Preghiera e il Laboratorio Artistico S. Pompilio metteranno inoltre a disposizione “torte, dolci, prodotti domestici e artistici”, il cui ricavato sarà devoluto alle opere calasanziane.
“S. Pompilio e la sua terra” è il nome del lavoro che i ragazzi del Corso “Operatore ai servizi di vendita” della Formazione Professionale del Calasanzio presenteranno.
Il 14 luglio, dalle 20 all’1, sarà possibile assistere presso i Giardini Casa Prato ad un percorso artistico che prevede installazioni, video, foto, pittura e performance per esplorare il mondo intorno a noi. Miro Picci è l’art director dell’iniziativa, all’interno della quale è compresa l’esposizione fotografica “Bruxelles, l’Europa siamo noi”; dei ragazzi del corso “fotografo grafico” del Calasanzio. Il coordinamento artistico fa capo a Mariantonietta Luongo, a cura dello studio Korema.
















