Pubblicato in: Ven, Lug 6th, 2012

San Pompilio Maria Pirrotti/Il Carisma di un Santo del Mezzogiorno

Dopo il pontificato di Inno­cenzo XIII, che regnò dal 1721 al 1724, e del suo successo­re Benedetto XIII, che rimase sul soglio pontificio dal 1724 al 1730, fu eletto papa Cle­mente XII, che regnò da 1730 al 1740, protetto dai Medici, amante dello splendore, di salute cagionevole e di cui si diceva fosse più competente in questioni finanziarie che in questioni di Chiesa .

Gli successe Benedet­to XIV, pontefice dal 1740 al 1758, considerato forse il più importante del secolo, del quale si ricorda in particola­re l’impegno per la cura dei rapporti tra Chiesa e società e che gli valse la critica “ma­gnus in folio, sed parvus in solio”. Egli diede nuovo vigore alla vita diocesana, alle visite pastorali, ai sinodi diocesani come spazi in cui discutere dei problemi della vita religio­sa della diocesi. Se Clemen­te XII era stato amante dello splendore, Benedetto XIV lo fu della scienza, tanto che Montesquieu lo defini “Papa degli scienziati”. Alla scienza infatti egli riconosceva la liber­tà necessaria; fondò università pontificie, riconobbe l’impor­tanza dei laboratori di fisica e chimica. Diede impulso all’ar­cheologia, all’anatomia, alla storia dell’arte e alla storia del­la liturgia .

Clemente XIII, che regnò dal 1758 al 1769, è l’ultimo pontefice a condividere l’e­poca del nostro Santo, che nell’arco della sua vita non lunga vide l’alternarsi di ben sei pontefici. Anche quest’ulti­mo conclave fu espressione di un potere politico molto sensi­bile alla vicende della Chiesa, compresa l’elezione pontificia. La scelta infatti cadde su chi sembrava in quel momento meglio tutelare gli interessi della Francia, particolarmente ostile alla Compagnia di Gesù. Ma una volta eletto, Clemente XIII fece sfoggio di autonomia di pensiero e azione, e con la bolla Apostolicum pascendi munus, del 1765, non solo non soppressela Compagnia di Gesù, ma la difese totalmente.

Il 1741 è un momento molto importante per la lotta anticurialista favorita dall’on­data illuminista. È l’anno in cui viene firmato il concordato tra Carlo III di Borbone, sul trono del Regno di Napoli, ela San­ta Sede con a capo Benedetto XIV. Questo concordato sanci­sce il ridimensionamento dei poteri della Chiesa.

Furono ridotte o abolite le esenzioni fiscali delle proprie­tà ecclesiastiche, il numero dei sacerdoti ammessi nel Regno venne stabilito a non oltre 10 per ogni 1000 abitanti e la loro formazione passò sotto il con­trollo dello Stato. Alla firma di questo concordato si giunse da un lato perché la via dell’in­tesa fu ritenuta la più opportu­na dal pontefice, dall’altro per­ché vi fu l’opera diplomatica del ministro Bernardo Tanucci, il quale anche se anticurialista convinto, era uomo di profon­da spiritualità, tanto da merita­re l’autorevole apprezzamento di S. Alfonso Maria deʾ Liguo­ri, che gli dedicò un libro dal titolo “Trionfo della Chiesa”, e contemporaneo del nostro S. Pompilio.

Il Settecento vede, dun­que, il potere politico agire la sua superiorità su quello spiri­tuale. Probabilmente il fascino della Ragione e la sua voca­zione alla ricerca della verità sono la via migliore per com­battere quegli “inestetismi” culturali rappresentati dalle credenze religiose. Tuttavia sono proprio queste a fonda­re il consenso delle masse nei diversi regni d’Europa. Per­tanto, con una mossa di co­stantiniana memoria, le case regnanti d’Europa decisero di fondare il proprio potere sulla societas cristiana, ed anzi per meglio difenderla la annettono al proprio potere anche per gli aspetti che le sono più propri, come l’elezione del pontefice, organizzazione economica e i confini delle diocesi, l’istitu­zione di nuove parrocchie, la formazione del clero, le riforme di cerimonie li­turgiche e degli atti di culto.

Ciò varrà a dare della Chiesa del tem­po di S. Pompi­lio l’immagine di un’istituzione alquanto ricca, con cospicue rendite per ve­scovi e cardina­li e un rilevante numero di ec­clesiastici. Lo stato maggiore della Chiesa è impegnato nell’accentuar­ne la visibilità giuridica. Pertanto l’idea di una Chiesa “Corpo” e “Sposa” di Cristo, la sua indole carisma­tica, gli aspetti suoi più profon­di sono lasciati in ombra.

Alla ne­cessità della Chiesa sette­centesca di garantirsi una fi­sionomia ed un potere propri, si affianca tuttavia lo sforzo, perlomeno di alcuni, di tener fede, in qualche modo, alla originaria vocazione apostoli­ca.

Anche il meridione d’Italia non si sottrae alla metà del ʾ700 all’influsso di un religio­sità intrisa di infiltrazioni ma­giche e risulta alimentata dalle predicazioni (arbitrarie) di falsi dottori e falsi profeti.

Questo è perlomeno un tratto della comunità religiosa di una diocesi campana de­nunciato in una visita pastora­le dal vescovo di Campagna, in provincia di Salerno, intor­no alla metà del XVIII secolo . Non meno impegnativa è la condizione di vescovo nel contesto della gerarchia ec­clesiastica .

CAMPI IN FESTA/NEL SANTUARIO IL 15 LUGLIO L’EUCARESTIA DEL VESCOVO

TRA SACRO…

Sarà ricco di appunta­menti, anche quest’an­no, il calendario litur­gico e civile previsto per la festa in onore di S. Pompilio, il 14 e 15 luglio 2012, presso la città di Campi Salenti­na. Questa celebrazio­ne viene intesa come una riscoperta della vocazione alla santità, in linea con l’esorta­zione del santo irpino a camminare al cielo secondo il proprio stato.

Dopo una serie di appuntamenti pre­liminari, iniziati il 5 luglio, oggi sabato 14 alle ore 9.30 padre Ugo Barani, superiore provinciale dei Padri scolopi, presiede la solenne concelebra­zione eucaristica e la benedizione del pane. Alle 19, dopo il rosa­rio, la Messa presie­duta da don Teodoro Rapuano, parroco di Montecalvo Irpino. Su­bito dopo si svolgerà la processione con la statua del Santo, che partirà da via Pirrotta per poi giungere in via Calasanzio.

Domenica 15 alle 9,30 la solenne concelebra­zione eucaristica sarà presieduta da Dome­nico Umberto D’Am­brosio, arcivescovo metropolita di Lecce, mentre alle 19.30 la Messa, presieduta da padre Serafino Perlan­geli, vedrà la parteci­pazione del “Gruppo di Preghiera S. Pompi­lio”. Lunedì 16, giorno della memoria della Beata Vergine Maria del Carmelo, dopo le consuete celebrazioni liturgiche, la Polifo­nica “S. Maria delle Grazie”, diretta da Emanuela Pellegrino, eseguirà il canto del Te Deum.

… E PROFANO

Sabato 14 luglio alle ore 9 il Concerto Musi­cale Città di Trepuzzi allieterà la mattinata e accompagnerà la processione per le vie della città. Alle ore 22 si esibirà invece il gruppo musicale “Bun­damove”.

Domenica 15 luglio alle 9 e alle 21 si svol­gerà il Gran concerto bandistico – Città di Sogliano Cavour, con il maestro direttore e concertatore Giovanni Guerrieri.

Nei giorni 14 e 15 la Chiesa, la Stanza del Santo e il Museo Pompiliano rimarran­no aperti fino alle ore 23,00, con possibilità di acquistare nuovi “oggetti religiosi”.

Il Gruppo di Preghiera e il Laboratorio Artisti­co S. Pompilio mette­ranno inoltre a dispo­sizione “torte, dolci, prodotti domestici e artistici”, il cui ricava­to sarà devoluto alle opere calasanziane.

“S. Pompilio e la sua terra” è il nome del la­voro che i ragazzi del Corso “Operatore ai servizi di vendita” del­la Formazione Profes­sionale del Calasanzio presenteranno.

Il 14 luglio, dalle 20 all’1, sarà possibile assistere presso i Giardini Casa Prato ad un percorso artistico che prevede instal­lazioni, video, foto, pittura e performance per esplorare il mon­do intorno a noi. Miro Picci è l’art director dell’iniziativa, all’inter­no della quale è com­presa l’esposizione fotografica “Bruxelles, l’Europa siamo noi”; dei ragazzi del corso “fotografo grafico” del Calasanzio. Il coordi­namento artistico fa capo a Mariantonietta Luongo, a cura dello studio Korema.

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