Pubblicato in: Dom, Set 9th, 2012

Sanità che cambia: Medici di base in servizio permanente

PERCHÉ NO

Meglio potenziare la Guardia Medica

In merito alla proposta del ministro Balduzzi, si dichiara personalmente contrario il Dr. Retucci, medico di famiglia a Tiggiano (LE) da trent’anni. “I motivi che mi fanno protendere verso un no sono tanti. – dichiara il Dr. Retucci – Bisogna innanzitutto considerare la densità abitativa del territorio in cui si opera: nel nostro Salento i paesi non superano i 2000 abitanti e, dal momento che il decreto prevede uno studio medico ogni 15.000 abitanti, si rischierebbe di avere un unico studio che coprirebbe l’utenza di 5-6 paesi vicini con notevole disagio per i pazienti più anziani e bisognosi, i quali sarebbero costretti a spostarsi nella sede più vicina ad ogni esigenza”. – E continua – “Sarebbe più efficace potenziare il servizio di Guardia Medica nato espressamente per garantire un’assistenza h 24, piuttosto che finanziare un così costoso progetto e correre il rischio di relegare i medici di famiglia al ruolo di semplici distributori di ricette”.

Luciano Retucci

Medico di base di Tiggiano (Le)

 

 

PERCHÉ SI

Una svolta nelle cure a favore dei cittadini

Fa, invece, parte del blocco in difesa del decreto Balduzzi il Dr. Donato Monopoli, da trentuno anni medico di famiglia nella città di Fasano (BR), che esprime la voce unanime della FIMMG Brindisi in cui riveste la responsabilità di Segretario Provinciale. Il più rappresentativo sindacato dei medici di famiglia, infatti, pare sostenere per grandi linee la proposta del ministro della sanità. “Se il decreto otterrà approvazione, si potrà parlare di una vera e propria svolta nelle cure a favore dei cittadini – sostiene il Dr. Monopoli – È necessaria, tuttavia, una certa flessibilità che permetta l’adattamento della normativa alle differenti  realtà presenti da regione a regione. Tra l’altro, bisogna considerare in Puglia è già attiva un’assistenza h 10 secondo la quale il medico deve garantire disponibilità per dieci ore; successivamente interviene la guardia medica”.

Donato Monopoli

Medico di base di Fasano (Br)

 PERCHÉ NÌ 

Funzioni però la struttura pubblica

Un si “sub conditio” quello espresso dal Dr. Nicola De Siato, medico di famiglia nella città di Oria (BR). “Ritengo che il decreto racchiuda spunti interessanti, ma credo anche che l’assenso o, viceversa, il diniego da parte dei medici di famiglia dipenda da come si intenderà articolare l’orario di lavoro”. In questa dichiarazione, il Dr. De Siato non cela la saggezza di chi, in trentacinque anni di esercizio della professione, ha vissuto in prima persona l’evoluzione di un sistema sanitario che, tuttavia, non ha mai soddisfatto a pieno le necessità del Paese. “Personalmente – continua – sono disposto ad assecondare la misura proposta dal ministro Balduzzi, ma a condizione che mi venga fornita una struttura pubblica completa di mezzi e personale specializzato. Inoltre, l’informatizzazione dell’intero sistema medico-sanitario rende necessaria, all’interno di ogni équipe, la presenza di  personale addetto alle ricette elettroniche che permetta al medico di svolgere esclusivamente la professione di medico”.

 Nicola De Siato

Medico di base di Oria (Br)

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