Pubblicato in: Ven, Feb 22nd, 2013

Sanità che funziona nel Salento/Donazioni di sangue per i Trapianti di Midollo/Specialisti in Cellule Staminali

Ospedale “G. Panico” di Tricase/Dipartimento di Ematologia/5000 donazioni, 45 gruppi di donatori in aiuto di pazienti affetti al 90% da patologie ematologiche oncologiche.

Il Dipartimento di Ematologia e Medicina Trasfusionale dell’Ospedale “Cardinale Panico” di Tricase è uno dei riferimenti regionali per il trattamento delle patologie ematiche che meglio rappresenta un modello efficiente di struttura sanitaria al servizio della popolazione. Un’eccellenza che ha avuto impulso grazie alla lungimiranza di un management attento, alla professionalità di uno staff medico e paramedico altamente qualificato, alla organizzazione del servizio e alle dotazioni strumentali che sostengono e supportano l’intero sistema territoriale. Il Dipartimento è costituito dalle Unità Operative Complesse di Ematologia e di Servizio Immuno Trasfusionale. 

A colloquio con il dott. Angelo Ostuni, Direttore del Servizio Immuno -Trasfusionale

“FONDAMENTALE LA DISPON IBILITÀ DI CORDONE OMBELICALE”

EFFICACI SINERGIE/“Importante il laboratorio per la manipolazione e il congelamento delle cellule raccolte presso gli ospedali di Lecce e Brindisi”.  

DETERMINANTI NUMERO DI NASCITE E DISPONIBILITÀ/“Prima del parto riceviamo dalla futura mamma l’autorizzazione a conservare il cordone ombelicale per la donazione”.  

A giudicare dai risultati, la vostra attività sembra basarsi su un patto con il territorio stretto nell’interesse dei pazienti…

Il nostro fine è quello di fare il meglio possibile per i pazienti in ogni modo – replica il dott. Angelo Ostuni, direttore dal 2006 del Servizio Immuno Trasfusionale del Panico di Tricase. Con tutte le associazioni di volontariato – prosegue – abbiamo instaurato un rapporto continuo che ha dato risultati molto positivi e concreti: lo scorso anno, per la prima volta come Centro Trasfusioni di Tricase, abbiamo superato le 5000 donazioni; un risultato che ci soddisfa molto ma non basta. Al nostro Centro fanno riferimento circa 45 gruppi di donatori, quasi in uno per ogni comune del territorio circostante è presente una delegazione delle associazioni come Avis, Fidas, Fratres.  

Un risultato ragguardevole se rapportato alla popolazione del territorio…

In parte è così ma a fronte di un continuo aumento del fabbisogno trasfusionale, possiamo definire i nostri “numeri”, nonostante tutto, sufficienti e riteniamo che tali resteranno anche negli anni a venire. 

Riuscite a offrire un servizio senza affanni? E quale è il rapporto con gli altri centri trasfusionali della provincia di Lecce?

Senza affanni è una parola grossa, diciamo che facciamo del nostro meglio per fronteggiare situazioni che possono presentare aspetti e criticità in maniera repentina. Nel nostro ambito di attività la collaborazione con gli altri Centri Trasfusionali dell’area ritengo sia un aspetto molto positivo per la nostra struttura: il Dipartimento Interaziendale di Medicina Trasfusionale dell’Asl Lecce, del quale fanno parte il Servizio Trasfusionale di Lecce, Tricase, Gallipoli, Copertino, Galatina e Casarano, consente una stretta collaborazione che si basa fondamentalmente sullo scambio di sangue e derivati sulla base di necessità che sempre più spesso richiedono tempi di risposta molto brevi; come Dipartimento di Ematologia e Medicina Trasfusionale di Tricase, all’interno della stuttura interaziendale dell’Asl di Lecce, riusciamo a offrire il supporto ai pazienti ricoverati anche negli altri ospedali della provincia.  

Quali aspetti caratterizzano la vostra struttura?

L’Ospedale “Cardinale Panico” di Tricase ha 410 posti letto, più la residenza Hospice “Casa di Bethania” e la “Lungo Degenza”; per quanto riguarda il Dipartimento Ematologia e Centro Trasfusionale, il trasfusionale garantisce il supporto a quelle che sono le esigenze delle Unità Operative.

Non solo, anche al territorio, per esempio, offriamo il supporto trasfusionale ai pazienti  ambulatoriali, che sono a casa e in misura del 90% hanno problematiche ematologiche oncologiche; qualora si renda necessario un supporto trasfusionale – come ad esempio di globuli rossi o piastrine – garantiamo a questi pazienti tutta l’assistenza del caso: il paziente viene presso il nostro Reparto,effettua il controllo, se necessario trasfonde e poi rientra al proprio domicilio.  

È possibile effettuare la trasfusione domiciliare?

È possibile ma è necessaria l’assistenza del medico che non necessariamente deve appartenere al Centro Trasfusionale. Può essere il medico di famiglia, può essere anche quello di una delle associazioni nazionali come ad esempio ANT e AIL che effettuano assistenza domiciliare; comunque un medico che si assuma la responsabilità di eseguire questo tipo di terapia a domicilio.  

Quali le fasi per poter eseguire questo tipo di procedura domiciliare?

Su richiesta del medico si attiva il Centro trasfusionale di riferimento più vicino al domicilio dell’ammalato che rende disponibile l’unità necessaria, cioè la quantità necessaria di globuli rossi o piastrine secondo prove di compatibilità e prove pre-trasfusionali; tale unità è portata da un servizio apposito presso il domicilio del’ammalato e consegnata al medico che si assume la responsabilità di quello che viene chiamato “atto trasfusionale”.

Non sempre però è possibile effettuare la trasfusione presso il domicilio: le condizioni cliniche dell’ammalato talvolta non lo consentono. Per alcuni pazienti che in passato hanno avuto reazioni trasfusionali è preferibile trasfondere sotto controllo medico in una struttura ospedaliera. 

Come è strutturato il Centro Trasfusionale del “Panico” di Tricase?

In generale, ogni centro trasfusionale è strutturato con l’attività di laboratorio, dove sono presenti le frigo-emoteche per la conservazione del sangue, l’assistenza alla donazione, ovvero la gestione di donatori, del sangue del plasma e delle piastrine. Qui a Tricase sono presenti i settori dedicati all’assistenza ai pazienti in terapia anticoagulante orale, all’assistenza ambulatoriale ai pazienti per supporto trasfusionale.

Esiste, inoltre, il settore che si occupa della Aferesi terapeutica: ci occupiamo della donazione delle cellule staminali. Altra importantissima componente del Centro è costituita dal laboratorio di criobiologia, dove viene effettuata la manipolazione e il congelamento delle cellule staminali; questa attività viene realizzata oltre che per quelle raccolte dalla nostra struttura anche per le raccolte effettuate presso gli ospedali di Lecce e Brindisi. 

Quindi il Centro Trasfusionale di Tricase è il riferimento territoriale per Lecce e Brindisi nel settore della criobiologia?

Al momento si. Ma ci sono differenti motivi. Per la nostra struttura si è trattato di una scelta di fondo della Amministrazione del nostro Ospedale che ha permesso al Centro Trasfusionale di Tricase di collocarsi in una posizione avanzata nel settore già da diversi anni, al punto da effettuare le attività di raccolta e poi di congelamento delle cellule staminali per primi sul territorio provinciale e così continuare a realizzarle in forma pressoché esclusiva, nonostante i costi di esercizio molto alti che questa attività richiede. Il Centro di Brindisi invece è in fase di ristrutturazione. 

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