Pubblicato in: Gio, Mar 14th, 2013

Sanità che funziona nel Salento/Lotta alle Leucemie, ai Linfomi e ai Mielomi: Ecco il Trapianto di Midollo

Ospedale “G. Panico” di Tricase/Dipartimento di Ematologia e Medicina Trasfusionale/A colloquio con il Primario, dott. Vincenzo Pavone, Dirigente dell’Unità Operativa Complessa. 

“L’INQUINAMENTO AMBIENTALE E CHIMICO, PRIMA CAUSA DELLE MALATTIE DEL SANGUE” .

LA DRAMMATICA CARENZA DI PERSONALE/In questo tipo di malattia l’intervento di trapianto in tempi rapidi può fare davvero la differenza rispetto al risultato. Noi cerchiamo di rispondere al meglio con il sacrificio incredibile da parte di tutti: personale medico, infermieristico, ausiliario. Contribuisce a questa sensazione di fatica il fatto che i medici, oggi, devono fare anche altro”. 

sala operatoria

La Pia Fondazione di culto e religione “Cardinale Panico” di Tricase proietta non solo in ambito salentino e regio­nale, ma in tutta l’Italia meridionale, la sua dimensione positiva. Un’Azienda Ospedaliera che è divenuta un punto di riferi­mento anche con la sua Unità Operativa di ema­tologia e trapianto per tutti coloro i quali hanno la necessità di affrontare impegnativi percorsi legati a malattie ematiche, una unità che cura «a 360 gradi» pazienti affetti da leucemie, linfo­mi, mielomi e altre gravi patologie del sangue. Ne è il Direttore responsabile il dott. Vicenzo Pavone.

Dottor Pavone, il tipo di malattia con cui quotidianamente vi misurate richiede impegno ed energie.

Vero, purtroppo lo facciamo misurandoci anche con l’atavica e cronica carenza di perso­nale che caratterizza un po’ tutto il mondo della sanità italiana.

Questo è particolarmente penalizzante per un reparto come il vostro…

Anche questo è vero, poiché diventa davvero difficile pensare di poter dire a chi si presenta con patologie importanti come mielomi e linfo­mi che c’è da attendere. In questo tipo di malat­tia l’intervento di trapianto in tempi rapidi può fare davvero la differenza rispetto al risultato. Noi cerchiamo di rispondere al meglio con il sa­crificio incredibile da parte di tutti: personale medico, infermieristico, ausiliario.

Contribui­sce a questa sensazione di fatica il fatto che i medici, oggi, devono fare anche altro. Hanno incombenze di tipo amministrativo, devono avere competenze da economisti, si devono oc­cupare della gestione di budget. Questo tipo di impegno conduce a dover gestire la professione, che non dobbiamo dimenticare è una missione a favore del malato, risicando spazi importanti.

Se si pensa che a questo si aggiunge la necessità di tenere alta l’attenzione sulle attività di gestio­ne di protocolli di studio nazionale, per i quali siamo investigator, con il dovere di raccogliere dati, una messe di dati che vanno restituiti in modo da offrire la possibilità di una valutazione scientifica il quadro è completo.

Quale potrebbe essere?

Ritengo che per certo tipo di attività ci vor­rebbe un ufficio a parte. In Francia, dove ho completato la mia formazione, c’era un piano della struttura che ospitava un’equipe intera­mente dedicata al management dell’istituto. Non penso si possa avere al tempo stesso la competenza di tipo economico, di tipo statistico e di ricerca.

In ogni caso,nonostante tutto ciò il Pani­co è una eccellenza nel panorama della sanità pugliese.

Non posso che dichiarare il piacere di sa­pere che la percezione rispetto alla nostra uni­tà operativa e la nostra azienda ospedaliera è positiva. Lavoriamo sodo, questo posso affer­marlo senza tema di smentita. Il reparto è molto cresciuto. Oggi abbiamo l’esigenza di aumen­tare considerevolmente gli spazi. Noi abbiamo cominciato 8 anni fa, oggi servono camere steri­li in più, ulteriori laboratori. È però necessario fare i conti con la penuria di fondi. Il mancato recupero dei crediti dalla regione non consente di investire.

Può spiegare di quali trapianti vi occu­pate e per trattare quali patologie?

Cellule staminali e midollo osseo per inter­venire su leucemie acute, linfomi e mielomi. In generale tutte le malattie ematiche, comprese le autoimmuni. Noi facciamo trapianti autologhi , allogenici da familiari e poi da registro. Ma nel­lo specifico, la nostra struttura è accreditata per tutte e tre i tipi di trapianto e questo dipende dai numeri che si registrano nel corso dell’anno.

Se non si giunge a un certo numero di interventi per ogni tipologia non c’è la possibilità di accedere al Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo, o IBMDR , acronimo internazionale per Italian Bone Marrow Donor Registry (L’IBMDR è sta­to fondato nel 1989 ad opera di alcune Società medico-scientifiche coinvolte nella problema­tica: la Società Italiana di Ematologia (SIE), l’Associazione Italiana di Emato-Oncologia Pediatrica (AIEOP), la Società Italiana di Me­dicina Trasfusionale e di Immunoematologia (SIMTI), l’Associazione Italiana di Immuno­genetica e Biologia dei Trapianti (AIBT).

Nel contesto del progetto, denominato “Donazione di Midollo Osseo”, esso ha lo scopo di pro­curare ai pazienti ematologici in attesa di tra­pianto, privi del donatore ideale (fratello HLA identico), un volontario, estraneo alla famiglia, con caratteristiche immunogenetiche tali da consentire il trattamento terapeutico con eleva­te probabilità di successo.  

È riconosciuto quale unica struttura di interesse nazionale: coordina le attività dei Registri istituiti a livello regiona­le (RR) e corrisponde agli analoghi organismi istituiti in altri Paesi, promuove la ricerca di donatori non consanguinei e tiene il registro nazionale dei donatori allo scopo di procura­ re a pazienti italiani ed esteri cellule staminali emopoietiche (CSE),prelevate da volontari e/o da sangue cordonal, e di favorirne gli scambi a livello internazionale – n.d.r.)

È dunque importantissimo promuovere la donazione del midollo osseo o le cel­lule staminali emopoietiche.

Assolutamente sì. Alcune malattie del san­gue o malattie tumorali quali forme gravi di leucemia e l’anemia aplastica, ma anche al­cune malattie genetiche, possono essere curati con il trapianto di midollo osseo o di cellule staminali emopoietiche. Si può stimare che solo in Italia circa un migliaio di persone ogni anno, di cui quasi la metà bambini, potrebbero trar­re beneficio da questa terapia che in molti casi rappresenta l’unica possibilità per continuare a vivere. Talvolta è possibile trovare un donatore “compatibile” nell’ambito familiare, ma non è facile considerando che la probabilità di esser­lo tra fratelli e sorelle è solo del 25%. Da qui nasce la necessità di trovare persone disponibi­li a offrirsi come donatori volontari di midollo osseo.

Questa unità è dunque accreditata per un tale importantissimo accesso.

Sì, facciamo parte del Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, il GITMO, che raggruppa i centri maggiori, selezionati, come ho già detto, in base al numero di trapianti an­nui, mai inferiori a 10. Siamo, ad esempio, ora in attesa di cellule da un donatore statunitense, il mese scorso una ragazza di Galatina ha fatto l’allogenico con un donatore canadese. Questo tipo di attività è possibile se si dispone di un processo di qualità riproducibile.

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