Sanità pugliese che funziona/Per i malati di fegato una speranza in più
IL PROFILO
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma nel 1995, e specializzato in Malattie Infettive presso la Scuoladi specializzazione di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Chieti nel ’99. Dal 2004, il dottor Roberto Chiavaroli presta servizio a tempo indeterminato presso l’Unità Operativa di Malattie Infettive del P.O. di Galatina ove ha diretto l’ambulatorio di Ultrasonologia Clinica ed Interventistica. Dal 12 febbraio 2008 è responsabile dell’Ambulatorio Tumori Epatici ed Epatotrapianto pressola Struttura Complessa di di Malattie Infettive di Galatina. Dal novembre2008 ha ricevuto dalla Asl di Lecce l’incarico di Alta Professionalità in ecografia diagnostica ed interventistica.
Una equipe multidisciplinare per abbattere i costi
Primo intervento nel Salento, di tips al fegato, è stato eseguito su una donna di 43 anni nell’Ospedale di Scorrano. La donna, affetta da cirrosi epatica, aveva una prognosi di vita di circa 6 mesi a causa della formazione di una grave ascite (liquido nell’addome), una della complicanze mortali della cirrosi epatica. Si tratta di un pratica di radiologia interventistica resasi possibile grazie alla spontanea collaborazione tra il radiologo interventista del Vito Fazzi Raffaele Prudenzano, l’ecografista interventista degli infettivi del Santa Caterina Novella Roberto Chiavaroli, del chirurgo di Scorrano Cosimo Mastria.
A supervisionare l’equipé medica, il radiologo interventista dell’Università “La Sapienza” di Roma, Fabrizio Fanelli. La paziente che è in buone condizioni, si trova attualmente ricoverata sotto osservazione nel reparto di malattie infettive del Santa Caterina Novella di Galatina, potrà così sperare di arrivare al trapianto del fegato, unica terapia definitiva per la cirrosi epatica.
Novità per il Sud/Malattia di Dupuytren, anche Bari in buone mani
Per il trattamento della contrattura di Dupuytren, una terapia innovativa, ‘mini-invasiva’, che rappresenta un’alternativa al trattamento chirurgico e garantisce, secondo i dati disponibili, un recupero funzionale della mano immediato. “La malattia di Dupuytren – spiega il prof. Michele Pascone – è una patologia a progressione lenta che colpisce lo strato del tessuto connettivo del palmo della mano e delle dita (aponeurosi palmare), che ci consente di afferrare saldamente gli oggetti”.
La diagnosi di questa malattia è piuttosto semplice: “Non esistono esami specifici, esiste invece un test, che tutti possono fare anche a casa. In inglese si chiama table top test e consiste nell’appoggiare il palmo della mano su una superficie completamente piatta. Nel momento in cui la mano non riesce più ad essere totalmente distesa su una superficie piana, si dichiara iniziata la fase in cui è appropriato intervenire. Questa patologia può essere curata efficacemente solo se ci si affida a mani chirurgiche esperte: si tratta di un intervento che richiede una profonda conoscenza dell’anatomia della mano”.
Christian Tarantino
















