Pubblicato in: Sab, Mar 8th, 2014

Sanità/Assegni di cura. In Puglia domande on line

Ora le procedure vengono semplificate e gestite quasi totalmente dalle Asl.

Da qualche giorno è cam­biato, in tutta la Puglia, il sistema di concessione degli assegni di cura rivolto alle persone non auto­sufficienti. In particolare, la novità riguarda le modalità di presentazione delle domande, diventano vincolanti i criteri di accesso al beneficio, viene semplificata la procedura di concessio­ne. Il nuovo assegno di cura previsto ora dalla Regione Puglia sostituisce e comprende sia il vecchio assegno di cura per persone non autosufficienti, sia l’assistenza indiretta personaliz­zata, entrambi introdotti nel 2010. Lo ha stabilito l’Assessorato Regionale al Welfare e alle Politiche della Salute guidato da Elena Gentile.

Fino al 2013 in Puglia esistevano tre strumenti differenti: gli assegni di cura per le persone con Sla, gli assegni di cura per non autosufficienti gravi e l’assistenza indiretta personalizzata. Ora le procedure vengono semplificate e gestite quasi totalmente dalle Asl. L’assegno di cura riassume tutti gli strumenti precedenti ma sarà differen­ziato per tipologie di beneficiari.

Alle persone con Sla (Sclerosi Late­rale Amiotrofica) e atrofia muscolare spinale, o altre patologie rare, vanno da un minimo di 500 euro mensili, sulla base di diagnosi certa, a 1.000 euro per carichi assistenziali inter­medi, sino ad un massimo di 1.100 euro al mese, nella fase di maggiore aggravamento della malattia e del carico assistenziale. In totale, la Re­gione Puglia ha stanziato per il 2014 ulteriori 6 milioni di euro.

Assistenza-anziani

E si stima che oltre ad assicurare la continuità agli assegni di cura per i 300 pazienti già presi in carico, nel corso del 2014 si potrà arrivare a circa 500 pazienti complessivi, consideran­do l’estensione alle altre patologie af­fini. Anche per gli assegni di cura per soggetti gravissimi non autosufficienti vi sono novità: l’importo è anche qui unico, ma pari a 600 euro mensili e 7.200 euro annui. In totale, per il biennio 2014-15, sono stati stanziati 36,8 milioni di euro. “Si tratta di uno degli importi più elevati tra quelli as­sicurati dalle diverse regioni italiane”, ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare e alle politiche della salute, Elena Gentile. La stima dei possibili beneficiari è di circa 2.550 pazienti non autosufficienti gravissimi, cui sarà assicurato il beneficio per almeno un biennio, attraverso la copertura finanziaria attuale. A partire dalle ore 12,00 di lunedì 24 febbraio è attiva la procedura telematica per la presentazione delle domande da parte delle famiglie interessate.

Fino al 30 aprile la procedura sarà riservata esclusivamente ai pazienti affetti dalle patologie individuate come priori­tarie. Come già detto, sono – per il primo gruppo – Sla (sclerosi laterale amiotrofica), Sma (atrofia muscolare spinale) e altre patologie rare. Anche per gli assegni di cura per gravissimi non autosufficienti sono state definite in modo puntuale le patologie grave­mente invalidanti che danno diritto di accesso al beneficio economico: pa­zienti in stato vegetativo, coma vigile o stato di minima coscienza assistiti a domicilio, malati gravi dipendenti da alimentazione indotta e respirazione assistita in modo continuativo, sog­getti affetti da patologie rare, grave­mente invalidanti, neurodegenerative o cronico-degenerative non reversibili (come, ad esempio, Sindrome di Rett, Corea di Huntington, eccetera).

La procedura è “a sportello”, cioè ciascuna Asl esaminerà le doman­de in ordine temporale di arrivo, e ammetterà a finanziamento, facendo decorrere il beneficio economico dalla data di presa in carico in Uvm (Unità di Valutazione Multidimensionale) nel cui ambito è stato costruito il Pai (Progetto Assistenziale Individualiz­zato) che lo riguarda. Soltanto in presenza di eventuali risorse residue, dopo la presa in carico di tutti i pazienti considerati prioritari perché individuati come più gravi, a partire dal 5 maggio si potrà valuta­re – in ciascuna Asl – la possibilità di aprire le domande anche ad altre gravi condizioni di non autosufficienza. (A.S.)

 

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