Santa Lucia, la cripta rivedrà la luce
Approvato il progetto di recupero e di restauro di ciò che resta dell’antica chiesa. Intervento auspicato e voluto dall’Arcivescovo di Lecce. interviene l’Arch. Pippo Fiorillo.
“Si tratta di realizzare una struttura semplice e trasparente, in modo da rendere il sito fruibile da tutta la cittadinanza”.
All’indomani dell’atto con cui la Sovrintendenza di Lecce ha vincolato artisticamente e storicamente l’intera area su cui insistono i resti dell’antica Chiesa di Santa Lucia di Fuori (all’inizio dell’attuale via San Lazzaro), vale a dire la cripta, ormai a cielo aperto, è ciò che resta della vecchia canonica, l’Ufficio per i beni Culturali della Curia Arcivescovile di Lecce, d’accordo con l’Arcivescovo D’Ambrosio, si è messa subito al lavoro per trovare una soluzione sostenibile. Ora che è pronto il progetto di restauro e di recupero dell’intera area, abbiamo intervistato l’architetto Giuseppe Fiorillo, responsabile dell’Ufficio Diocesano.
Dov’è ubicata esattamente la cripta di Santa Lucia?
Il sito è il luogo dove sorgeva anticamente la Chiesa di Santa Lucia di fuori e successivamente la cripta, all’incrocio tra le vie di San Lazzaro e Piazzale Tito Schipa, di fronte agli odierni scavi archeologici che interessano quella zona. La Chiesa fu poi abbattuta nel 1938 per poter ampliare la strada, una decisione difficile che scatenò le polemiche tra il Comune e l’allora Podestà, che si risolsero con l’accordo di una successiva ricostruzione, per altro mai avvenuta.
Cosa è accaduto all’edificio nel frattempo?
Il sito, in parte di proprietà della Diocesi e in parte privata, versa ora in stato di totale abbandono. Gli edifici intorno ad esso, risalenti agli anni ’60, sono stati, inoltre, demoliti e l’area risulta ora inagibile, essendo diventata un deposito a cielo aperto di materiali cantieristici. Più volte sono stati sollecitati gli uffici di competenza per effettuare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, ma fino ad oggi non si è potuti intervenire.


















