Sarete per me un Regno di Sacerdoti
Giovedì Santo 2013/L’Omelia dell’Arcivescovo per la Messa del Crisma.
Pronta la Nuova Lettera Pastorale di Mons. D’Ambrosio/”Attraversare la Porta”: “È possibile attraversare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma”.
TUTTI I DONI DEL SIGNORE
Vi accolgo tutti con intima e profonda gioia, grato al Signore per il dono di questa unica solenne Concelebrazione per la Messa del Crisma, presbiteri e vescovo, corde e cetra per celebrare l’unica fede invocando l’evento dello Spirito che consacrerà tutti noi con l’unzione sacerdotale e ci manderà ad annunziare ai poveri un annunzio di gioia e di liberazione.
Non posso non pensare ai doni che il Signore ci ha elargiti in questo anno: l’Anno della fede voluto e indetto da Papa Benedetto XVI come “invito ad un’autentica e rinnovata conversione al Signore, unico Salvatore del mondo” (Porta fidei, 6) che aiuti tutti noi a sentire la fede non come un “qualcosa di sedimentato, di stantio, di monotono, ma come un cammino che dura tutta la vita, mai scontato, mai ovvio, che ci pone domande, moltiplica e convive con dubbi e timori, va alla ricerca di ragioni che ne confermino validità e certezze.
La fede, ne siamo certi perché è l’esperienza che viviamo, è l’incontro con una persona, con il Signore Gesù capace di cambiare in modo radicale la nostra esistenza imprimendole una direzione sicura, dando senso e forma alla nostra vita” (Lettera pastorale Attraversare la porta). Nel deserto del mondo c’è bisogno di persone di fede che con la loro stessa vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza.
Nel corso di questo anno di grazia il Signore ci ha donato la bellezza e lo stupore del gesto umile e coraggioso e del grande amore alla Chiesa di Benedetto XVI che continua ad accompagnare il cammino della Chiesa con il servizio della preghiera. Papa Francesco è la sorpresa dello Spirito alla sua Chiesa. È per tutti noi, guida e luce di speranza. Lo ha detto ai giovani nell’omelia della Domenica delle Palme, lo dice a tutti noi: “Non lasciatevi rubare la speranza, quella che ci dà Gesù”.
OGNI BATTEZZATO È SACERDOTE, RE E PROFETA
Noi qui convocati e radunati siamo oggetto, ci ricorda il brano dell’Apocalisse, della grazia e della pace di Dio, comunicataci attraverso la mediazione essenziale del Figlio di Dio, a cui Giovanni riserva quattro titoli. È…
– identificato come il Cristo, il messia atteso – qualificato come il “Testimone degno di fede e veritiero” (Ap3,14) che ci ha fatto conoscere fedelmente il pensiero del Padre: “sono venuto nel mondo per dare testimonianza alla verità” (Gv18,37);
– il primogenito dei morti: la sua risurrezione rende possibile e garantisce la nostra;
– il principe dei re della terra: Giovanni restituisce al vero sovrano la corona usurpata dai Cesari persecutori.
Ora quello che era il privilegio del popolo d’Israele, attestato fin dal libro dell’Esodo: “Se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare, voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa” (19,5-6) è nostro. Sant’Ambrogio usa una breve formula: “Tutti i figli della Chiesa sono sacerdoti” .
Il Concilio Vaticano II nel decreto sull’Apostolato dei laici afferma: “I laici… vengono consacrati per formare un sacerdozio regale e una nazione santa onde offrire sacrifici spirituali mediante ogni attività e testimoniare dappertutto il Cristo” (AA,3).
La liturgia della benedizione degli oli, in particolare del crisma, sottolinea la consacrazione di ogni battezzato per il ministero sacerdotale, profetico e regale. Fra poco nell’introduzione alla benedizione del crisma rivolgeremo la nostra preghiera al Padre “perché benedica e santifichi l’olio misto a profumo perché coloro che ne riceveranno l’unzione siano interiormente consacrati e resi partecipi della missione di Cristo Redentore”.




















