Pubblicato in: Ven, Nov 15th, 2013

Scomparsi/Vite sospese tra dolore e speranza

I dati della relazione del Commissario Straordinario del Governo, mille in più dal 2011 all’anno successivo. 11mila sono minorenni. 

CADAVERI NON IDENTIFICATI: 870 ad aprile 2013, 852 a dicembre 2012, 832 a dicembre 2011

focus

LE 5 REGIONI CON PIÙ SCOMPARSI: Lazio 6.580, Lombardia 3.500, Campania 2.943, Sicilia 2.648, Puglia 1.869 

Dal 1974 ad oggi in Italia sono 27mila…

“Sto freddo non viene da fuo­ri, io ce l’ho dentro…”. Scriveva così su Facebook, il 7 ottobre scor­so, Giovanna Prontera sorella di Matteo Turco, il 21enne tricasino scomparso a Franco­forte nel mese di agosto.

Fortunatamente, qualche gior­no dopo quel post, il 9 ottobre, Matteo è stato ritrovato: era ricoverato in ospedale a segui­to di un incidente. Giovanna – assieme ai suoi parenti – è stata un grande esempio di forza e determinazione, utilizzan­do ogni mezzo per cercare suo fratello. Lei che, dopo il ritrovamento, ha ringraziato il popolo di Facebook per il sostegno ricevuto: “Siete la di­mostrazione che questo mondo non fa poi così schifo!”. Quello di Matteo, purtroppo, non è un caso isolato. A confermarlo la relazione pubblicata lo scorso 24 ottobre dal Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse. Dal 1974 ad oggi sono 27mila le persone sparite nel nulla.

Missing-Person

Ma a preoccupare non è il numero, quanto la velocità con cui questo fenomeno si espande negli ultimi anni: al 31 dicem­bre 2012 gli scomparsi erano 26.081 (di cui quasi 11mila minori), oltre mille unità in più in confronto con l’anno pre­cedente (24.912, di cui 10.319 minori). Sono dati che lasciano senza parole, ancor più quando non si ha modo di rintracciare una dinamica, un perché, una motivazione. Per molti è un dramma superiore persino al lutto perché, a differenza della morte, nella scomparsa la vita è solo sospesa.

La morte ti obbliga a fare i conti con la realtà; la scomparsa ti fa vivere nel silenzio, ti lascia appeso ad una speranza impedendo al dolore di placarsi. Ad accom­pagnare la difficile condizione di chi vive la scomparsa di un parente, inoltre, c’è quella straziante sensazione di respon­sabilità per un torto fatto, un segnale non compreso o, nel caso, di minori, una semplice distrazione. Stati d’animo che i genitori del piccolo Tommaso Onofri, alcuni anni fa, furono in grado di esprimere con una sola frase: “Nella disgrazia, ci riteniamo fortunati perché noi nostro figlio l’abbiamo ritro­vato… Morto, ma l’abbiamo ritrovato”.

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