Scomparsi/Vite sospese tra dolore e speranza
I dati della relazione del Commissario Straordinario del Governo, mille in più dal 2011 all’anno successivo. 11mila sono minorenni.
CADAVERI NON IDENTIFICATI: 870 ad aprile 2013, 852 a dicembre 2012, 832 a dicembre 2011
LE 5 REGIONI CON PIÙ SCOMPARSI: Lazio 6.580, Lombardia 3.500, Campania 2.943, Sicilia 2.648, Puglia 1.869
Dal 1974 ad oggi in Italia sono 27mila…
“Sto freddo non viene da fuori, io ce l’ho dentro…”. Scriveva così su Facebook, il 7 ottobre scorso, Giovanna Prontera sorella di Matteo Turco, il 21enne tricasino scomparso a Francoforte nel mese di agosto.
Fortunatamente, qualche giorno dopo quel post, il 9 ottobre, Matteo è stato ritrovato: era ricoverato in ospedale a seguito di un incidente. Giovanna – assieme ai suoi parenti – è stata un grande esempio di forza e determinazione, utilizzando ogni mezzo per cercare suo fratello. Lei che, dopo il ritrovamento, ha ringraziato il popolo di Facebook per il sostegno ricevuto: “Siete la dimostrazione che questo mondo non fa poi così schifo!”. Quello di Matteo, purtroppo, non è un caso isolato. A confermarlo la relazione pubblicata lo scorso 24 ottobre dal Commissario Straordinario del Governo per le persone scomparse. Dal 1974 ad oggi sono 27mila le persone sparite nel nulla.
Ma a preoccupare non è il numero, quanto la velocità con cui questo fenomeno si espande negli ultimi anni: al 31 dicembre 2012 gli scomparsi erano 26.081 (di cui quasi 11mila minori), oltre mille unità in più in confronto con l’anno precedente (24.912, di cui 10.319 minori). Sono dati che lasciano senza parole, ancor più quando non si ha modo di rintracciare una dinamica, un perché, una motivazione. Per molti è un dramma superiore persino al lutto perché, a differenza della morte, nella scomparsa la vita è solo sospesa.
La morte ti obbliga a fare i conti con la realtà; la scomparsa ti fa vivere nel silenzio, ti lascia appeso ad una speranza impedendo al dolore di placarsi. Ad accompagnare la difficile condizione di chi vive la scomparsa di un parente, inoltre, c’è quella straziante sensazione di responsabilità per un torto fatto, un segnale non compreso o, nel caso, di minori, una semplice distrazione. Stati d’animo che i genitori del piccolo Tommaso Onofri, alcuni anni fa, furono in grado di esprimere con una sola frase: “Nella disgrazia, ci riteniamo fortunati perché noi nostro figlio l’abbiamo ritrovato… Morto, ma l’abbiamo ritrovato”.

















