Pubblicato in: Dom, Set 23rd, 2012

SCUOLA: DEI DIRITTI E DEI CASTIGHI

Un dibattito antico : È giusto o no punire gli alunni? Dirigenti, docenti e genitori continuano ad interrogarsi. Gli esperti consigliano: è fondamentale fin dalla tenera età lo sviluppo del senso morale.

SCUOLA DIGITALE?

I-PAD E SOCIAL NETWORK COSTITUISCONO ‘NUOVE ISOLE DI SENSO’ : TRA IL SAPERE E LE RELAZIONI, TRA UN “CONDIVIDI” E UN “MI PIACE” CON FACEBOOK SOTTO IL BANCO 

Il mondo digitale è entrato ormai in maniera prepotente nella vita di quasi tutte le persone. Anche la scuola, ormai, ha quasi abolito totalmente il cartaceo e consegnato buona parte della sua attività alla nuova dimensione digitale, sem­bra che non si può fare a meno di questo mondo, il quale è una seconda pelle che coinvolge la vita delle persone. La cosa più vera è che è diventato “il nuovo contesto esistenziale”, per questo occorre rettificare il nostro modo di acco­starci ad esso. Infatti la domanda più corretta non è più come utilizza­re i media, ma, come suggeriscono gli Orientamenti Pastorali della Cei, in che modo questi strumenti sono entrati e riescono a incidere nella vita delle persone, permettendo un ampliamento delle potenzialità, al­largando la percezione di se stessi, in una esperienza di vita che non coinvolge solo il proprio ambiente, ma la globalità del mondo.

La giusta valutazione di questi stru­menti bisogna farla senza pregiudi­zio, valorizzando quanto di positivo offrono e quanto sono riusciti a cambiare nella vita delle persone. Occorre subito, però, precisare il passaggio avvenuto dalla comunità virtuale, attenta a temi di interessi comuni dove si cadeva in una forma di evasione dalla realtà, ai social network, attenti alla relazione, allo scambio, alla condivisione dove si cerca l’incontro virtuale, ma concreto. Una rivoluzione che coinvolge le persone in uno spazio, come Mons. Pompili ricorda, multi situato, perché non c’è contrasto, come nella comunità virtuale, tra on line e off line, ma l’on line altro non è che la estensione dell’off line.

Il suggerimento è di abbandonare il modello di comunità virtuale, con i rischi che ne comportava, e introdurre quello di social network, dove i punti di forza sono il legame che cerca di realizzare e il potenziamento delle possibilità degli spazi oltre i nostri limiti spaziali. Inoltre è bene indicare che questi nuovi spazi promossi dai social network, dove il privato si unisce a pubblico, hanno dato ori­gine a nuove situazioni vitali, qualificate dagli studiosi come le “nuove isole di senso”. Per questo non ci si può permettere di liquidare con frettolosi giudizi morali tutto il mondo di relazioni che passa su queste linee.

 

IL VIRTUALE E L’EDUCAZIONE 

La questione non è quella di munirsi di strumenti di protezione per difendersi dagli attacchi della rete, ma comprendere i motivi che nascono dai bisogni degli uomini identificati come bisogno di identità, di riconoscimento, di amicizia, di comunità, perfino anche di autorità e riguardano ogni bambino, ragazzo, giovane o adulto. Essi non sono altro che il punto di parten­za di ogni esperienza e sfida educativa.

Questi bisogni propri di ogni essere umano sono da comprendere, sostenere nel fornire, come scuola o altre agenzie, il valore e il significato della vita attraverso le nuove forme educative introdotte dai social network. Lasciare il libro nell’at­tività educativa e avere un I Pad non è indice di semplice modernizzazione delle strutture, ma è passione per l’uomo, condivisione delle sue esperienze di vita e anche allargamento della visione di vita nel guidare in modalità specifiche le nuove generazioni nella comprensione di un significato per la propria esistenza, realizzando se stessi in modo e forma del tutto originale. 

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