SCUOLA: DEI DIRITTI E DEI CASTIGHI
GIUSEPPE SABATO – I.I.S.S. “F. A. ASTORE” – CASARANO
LA SCHIZOFRENIA DELLA MODERNITÀ
“HO SEMPRE RUBATO AI MIEI STUDENTI ENTUSIASMO E GIOVINEZZA”
La mia esperienza come Dirigente e quella precedente come docente sono state un’avventura esaltante. Pochi mestieri danno la possibilità di vivere quotidianamente a contatto con i ragazzi e rubare loro un po’ di giovinezza e di entusiasmo. E’ un privilegio non da poco ed una gratificazione incommensurabile. Anche dal punto di vista economico, nonostante le diffuse lamentele, le cose non sono poi così male. A me hanno consentito di condurre un’esistenza decorosa, di far studiare i miei figli.
La scuola, in questi anni, ha seguito i mutamenti della società e del mondo del lavoro che richiedono conoscenze settoriali e superficiali. Niente approfondimenti dei saperi, niente ” canoscenza”. Speriamo che questa superficialità dei saperi non degeneri in una banalizzazione degli stessi.
Oggi il mestiere del dirigente è ad alto rischio. Con responsabilità equiparabili al “privato datore di lavoro”, senza però le prerogative e gli strumenti operativi.
Si parla tanto di modernizzazione della didattica: un computer in ogni aula! A che può servire, didatticamente, un computer in una classe di 30 studenti? E poi gli I-Pod, le LIM. E’ già difficile la trasmissione diretta del sapere tra docente e studente. L’introduzione di un intermediario informatico la renderà ancora più superficiale. “Niente più libri a scuola!”-si grida- senza rendersi conto dell’aberrante follia in questa affermazione.
La scuola subisce la schizofrenia della “modernità”: le si delegano una gran quantità di funzioni e, nello stesso tempo, si taglia il personale per effettuarle. Chi, come il sottoscritto, avrebbe voluto rimanere ancora a lavorare è stato collocato unilateralmente in pensione; chi vorrebbe andare in pensione è costretto a rimanere. Spending Review la chiamano con espressione elegante e compiaciuta, “macelleria sociale”, espressione più cruda, definisce meglio la situazione ed è più onesta. Continuando così non vedo un grande futuro per la società e, quindi, perla Scuola. L’unico suggerimento che mi sento di dare è: “Fermate questo cavolo di progresso!”
a cura di Lucia Buttazzo















