SCUOLA: DEI DIRITTI E DEI CASTIGHI
CULTURA DELLE REGOLE: EDUCARE FA RIMA CON SANZIONARE
La scuola secondaria di primo grado costituisce il luogo di crescita civile e culturale dei ragazzi tra gli undici e i tredici anni e rappresenta, insieme alla famiglia, la risorsa che più di ogni altra può promuovere sia l’osservanza delle regole sia la consapevolezza che la propria libertà si raggiunge attraverso il rispetto dei diritti degli altri e l’adempimento dei propri doveri.
Si può affermare, dunque, che compito della scuola è quello di far acquisire non solo competenze, ma anche valori, al fine di formare cittadini che abbiano senso di identità, appartenenza e responsabilità
Per raggiungere queste finalità essa deve programmare e condividere con gli studenti, con le loro famiglie, con le altre componenti scolastiche e le istituzioni del territorio, il percorso educativo (Patto di corresponsabilità) più adatto alla formazione dei nostri giovani allievi
Tale Patto, costituito dallo Statuto delle studentesse e degli studenti e dal Regolamento, rappresenta uno strumento fondamentale per sostenere la cultura dei diritti e dei doveri tra le giovani generazioni di studenti e per regolare, nello stesso tempo, le sanzioni disciplinari degli alunni.
In questo modo di fronte al diffondersi nelle scuole di fenomeni, talvolta gravissimi, di violenza, di bullismo o comunque di offesa alla dignità ed al rispetto della persona umana, la scuola possiede gli strumenti concreti di carattere, sia educativo che sanzionatorio, per poterli affrontare.
Per questo è necessario partire da un’attenta analisi della normativa, ma anche da alcuni modelli educativi suggeriti da pedagogisti, per individuare le azioni più idonee che possano essere condivise dai diversi protagonisti del processo formativo.
Si può concludere quindi che lo scopo delle punizioni deve essere sempre educativo: il ragazzo deve capire la regola, l’importanza di quella regola e, soprattutto, la propria responsabilità nel compiere una determinata azione. Inoltre egli deve percepire che la punizione è fondamentalmente giusta e che la legge e l’autorità che l’ha stabilita devono essere rispettate.
Non si deve trascurare però di indicare sempre le vie di uscita, chiarendo non solo che cosa il ragazzo deve fare per rimediare, ma anche cercando di fargli recuperare la propria autostima.
In tal senso sono da considerare positivamente gli sforzi compiuti dalla normativa vigente e dalle scuole che, con impegno e responsabilità, cercano di realizzare con successo le finalità educative e formative cui sono istituzionalmente preposte.
Maria Concetta Caione
Docente di Lettere















