Scuola e Famiglia: Se un Genitore incontra un Preside
Quando sono con Maria sto sempre non bene, ma benissimo! – rispose con simpatia il papà della studentessa liceale al Preside, che gli aveva rivolto il saluto di rito nel giorno che le scuole riservano agli incontri con i genitori degli studenti. Con la testa affettuosamente inclinata sull’alta spalla del papà, in segno di delicata corrispondenza d’affetto, la studentessa sorrideva; sapeva bene che i colloqui che il papà avrebbe avuto con i professori avrebbero confermato l’ottima qualità del suo rendimento in questa prima parte dell’anno scolastico.
Con negli occhi un dimesso sorriso che esprimeva ansia, la madre d’un’altra studentessa, sostenuta dal vigile, sommesso sguardo del marito, chiese aiuto al preside dicendo: Valeria lunedì è tornata un po’ turbata a casa. Aveva studiato tanto il latino la sera precedente e dice d’aver fatto anche una buona interrogazione; ma il 6 che le ha dato il professore l’ha delusa. Mia figlia si attendeva almeno 7. Del resto forse non aveva torto, perché nella scuola che ha voluto lasciare prendeva sempre 7.
Non vorrei che Valeria pensasse d’aver sbagliato a cambiare scuola e non mediti di chiedere di tornarvi. Al Preside non mancarono espressioni di esortazione alla serenità della sedicenne liceale. Egli non sarebbe venuto meno al suo dovere di coordinatore didattico, esortando l’insegnante di latino perché aiutasse la dubbiosa studentessa ad acquisire un metodo di studio che le permetta di raggiungere in futuro risultati migliori di quelli ottenuti sinora.
Al terzo incontro serale, il Preside fu intrattenuto da un genitore appassionato di letteratura russa. Il papà di Laura disse d’aver letto tutto Tolstoj, Dostoevskij e Go’gol, ma d’aver ricevuto una preoccupata sensazione dalla lettura del men noto Goncacov, l’autore di Oblòmov, il compassato possidente della Russia zarista, prigioniero d’un inimmaginabile atteggiamento di apatia dalle dimensioni tali che neppure il sentimento dell’amore riesce a mutare.
Il colto genitore vedeva i tratti di Oblòmov nel figlio Mario, il quale, dopo un normale curriculum liceale di quattro anni, sta attraversando un periodo in cui sembra aver perduto passione ed interesse per tutte le discipline di studio. Mi aiuti, preside, supplicava quasi il papà – perché le mie energie sembra che non abbiano nessuna possibilità di restituire a Mario l’interesse per il suo futuro professionale.
Dal quarto all’ennesimo incontro serale, davanti al Preside del Liceo si sono succedute tante espressioni d’ansia e di compiacimento che fanno un po’ sbiadire l’immagine mass-mediale della famiglia priva di passione educativa.
Fabio Scrimitore
Dirigente Scolastico















