Rivoluzione Tecno? La sperimentazione senza fine
Sta per terminare il primo anno scolastico con l’obbligo del registro elettronico in aula.
Il termine utilizzato dal Governo e, di conseguenza dal Ministero dell’Istruzione & C., è quello di “dematerializzazione” che nello specifico prevede all’interno delle Scuole italiane: “Le istituzioni scolastiche ed educative redigono la pagella degli alunni in formato elettronico” e “i docenti adottano registri on line e inviano le comunicazioni agli alunni e alle famiglie in formato elettronico”. Siamo nel luglio del 2012 quando tutto questo viene deciso, già proprio sotto la calura estiva e si da come termine di avvio l’anno scolastico 2013/14, proprio quello che sta per volgere al termine. Inoltre si rimanda ad un Decreto attuativo che, come è ormai buona tradizione consolidata, tarda ancora a venire. Non solo, ma anche la data del “così è!” diventò la data del “se vi pare…”.
Infatti proprio poco prima di partire con la rivoluzione tecnologica del registro on line ci fu la comunicazione che in realtà “Siamo su scherzi a parte!”, perchè se ne riparlerà in un altro dì. Nel frattempo, quando ancora in tanti pensavano che si stesse parlando “finalmente” sul serio, molte o diverse scuole stavano correndo ai ripari. In alcuni casi c’è stata un vera e propria chiamata alle armi, sia da parte dell’esercito del “ora si cambia!”, cioè coloro che dovevano mostrare la propria efficienza e che non vedevano l’ora di essere come le scuole europee (almeno in questo) tutte pixel e web, sia da parte dell’armata del “perchè cambiare?”, cioè coloro che non avevano nessuna intenzione di lasciare le sane e immarcescibili tradizioni consolidate su cui si fonda ogni scuola del Regno (ancora quello), tutte carta, penna e calamaio.
Dopo aver preso tutto e averlo rimandato a Settembre (di chissà quale anno) ecco che si è visto quale generale aveva vinto nelle scuole. Infatti in alcune si è andati avanti con le sperimentazioni e con l’uso delle tecnologie on line a tappe forzate: registro di classe e personale ensamble, comunicazioni alle famiglie, badge per gli alunni, codici a barre, libretti delle assenze con le impronte digitali, pagelle comunicate con i segnali di fumo, ecc… Dove invece hanno vinto i soldati del “come prima, più di prima” si è continuato come se il tempo si fosse fermato, tanto “domani è un altro giorno!”.
Ma la grande rivoluzione non si è fermata solo – passi il termine solo – su questa trincea della registrazione e comunicazione delle valutazioni tra scuola e famiglia, ma è andata oltre. Per la scuola questo è il tempo in cui anche i libri si stanno smaterializzando e stanno entrando in classe attraverso tablet, computer, telefonini e lavagne interattive multimediali. Tutto ciò anche nel tentativo di contenere i costi che nell’ultimo periodo stavano rischiando di lievitare sempre più a causa anche di testi che pur restando uguali nel contenuto, cambiavano editing, quindi codice e dunque prezzo, sempre più alto. Il libro misto (cartaceo e on line o su dvd) permette di contenere la spesa, di aggiornarli continuamente con nuovi contenuti trasmessi attraverso i diversi linguaggi. Problemi collegati a questa novità? Da parte dei docenti un continuo aggiornamento che li dovrebbe portare a creare la struttura delle proprie lezioni, investendo tempo, da parte degli studenti, invece, il problema potrebbe essere quello di ancorarsi sugli strumenti come se fossero un libro, senza farsi distrarre da ciò che non ha nulla a che fare con la scuola.
















