Pubblicato in: Mar, Mag 28th, 2013

Scuola e Ricerca al ceneo

L’Associazione Nazionale insegnanti e studenti in formazione si presenta: al fianco dei docenti nelle battaglie per ottenere diritti.

Un sindacato, nato nel 2005 come onlus che raccoglieva in­segnanti e studenti in formazione, fina­lizzato alla tutela e alla valoriz­zazione di tutti coloro che ope­rano nell’ambito dell’istruzione e della ricerca e lavorano per il miglioramento della scuola e dell’università pubblica. Ecco come il responsabile regionale per la Puglia, Pasquale Spi­nelli, presenta l’associazione sindacale di cui fa parte e che prende il nome di Anief.

Spesso trascurata, soprat­tutto nei momenti storici mag­giormente critici, la cultura si configura infatti come uno dei beni più preziosi che un popo­lo abbia il diritto e il dovere di custodire, se vuole costruire in maniera saggia e ottimale non solo il presente, ma anche il fu­turo cui va incontro.

Pasquale Spinelli, come e quando nasce l’Anief?

L’Anief nasce come Asso­ciazione Nazionale Insegnanti e Studenti in formazione – onlus – nel 2005 e inizia ad occuparsi delle vicende relative ai corsi SSIS in particolare l’inserimen­to in graduatoria, nel 2009 na­sce ufficialmente come Associa­zione professionale e sindacale.

Per quali obiettivi lottate?

Le nostre battaglie si pro­pongono di tutelare, valorizza­re, promuovere i professionisti dell’Istruzione e della Ricerca per salvaguardare e migliorare la Scuola e l’Università pubbli­ca.

A vantaggio di quali profes­sioni operate e quali sono le categorie in cui l’Anief si suddivide?

Più che a vantaggio, po­tremmo dire che l’Anief rappre­senta e tutela sul piano profes­sionale, sindacale e culturale, i docenti della scuola italiana di ogni ordine e grado, dell’u­niversità, delle accademie e dei conservatori, al fine di miglio­rarne le condizioni professiona­li, giuridiche ed economiche e il prestigio sociale.

L’Italia e – in particolare – la Puglia stanno attraversando le acque tempestose della crisi, che si è abbattuta sen­za mezzi termini anche su scuole e università, attraver­so tagli a più riprese. Si può ancora risalire la china?

L’Italia ha tagliato più di qualsiasi altro Stato europeo sull’istruzione e da Bruxelles arriva una autentica strigliata. “Sono tempi difficili per le fi­nanze nazionali ma abbiamo bi­sogno di un approccio coerente in tema di investimenti pubblici nell’istruzione e nella forma­zione poiché questa è la chiave per il futuro dei nostri giovani e per la ripresa di un’economia sostenibile nel lungo periodo”. Come dire: la crisi c’è ma oc­corre capire cosa tagliare. La tirata di orecchie all’Italia arri­va direttamente dalla Commis­sione europea che ha passato in rassegna i bilanci dei 27 Paesi membri scoprendo che negli ultimi tre anno soltanto otto hanno tagliato sull’istruzione. E l’Italia è la prima.

Si può ancora parlare, oggi, di potere sindacale, o negli ultimi tempi è mutato qual­cosa?

L’emanazione del decreto Brunetta ha creato molta con­fusione per quanto riguarda il regime delle relazioni sinda­cali. Qualcuno ha subito defi­nito superate le attuali norme contrattuali specialmente in merito all’istituto della “con­certazione”: secondo questa in­terpretazione il datore di lavoro avrebbe solo l’obbligo dell’in­formazione alle OO.SS. senza alcun obbligo di confronto.

In realtà la vicenda sembra un po’ più complicata e va analizzata con attenzione. Questa norma è stata interpretata, da molti, nel senso dell’abolizione dell’isti­tuto della “concertazione”, la quale, pertanto, non potrebbe più venir richiesta dalle OO.SS., rimanendo valido il solo diritto all’informazione. Altri hanno interpretato in modo ancora più restrittivo, nel senso che, per alcuni istituti, verrebbe meno anche la contrattazione. Come si è accennato, l’informazione è prevista dall’articolo 7 del ccnl del 1 aprile 1999 e riguar­da “gli atti di valenza generale, anche di carattere finanziario, concernenti il rapporto di la­voro, l’organizzazione degli uffici e la gestione complessiva delle risorse umane”. Allorché si tratti di materie oggetto di concertazione o contrattazio­ne, l’informazione deve essere “preventiva”.

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