Se il Bancomat rifiuta la scheda c’è odor di truffa
Carta disabilitata, carta clonata/Consigli…
Una mattina una persona si reca ad uno sportello automatico di Bancoposta e, quando inserisce la carta nella fessura della postazione, le viene rifiutata. Così, si reca all’ufficio postale dove ha aperto il conto per chiedere spiegazioni. L’impiegata le dice che la sua carta è stata disabilitata e che presto le arriverà a casa un nuovo Bancoposta con un’altro pin. La notizia la sorprende e chiede di parlare con il direttore il quale le stampa la sua lista movimenti e qui si svela l’arcano mistero: sull’elenco risultano dei prelievi che la persona titolare di Bancoposta non hai mai eseguito . Questo è quanto accaduto il 20/02/2014 ad una correntista a Lecce.
Le sorprese non finiscono qui. Chiamando il numero verde si è riusciti a capire che l’operazione di inabilitazione è stata fatta in automatico da un sistema interno di autodifesa della carta poiché risultavano dei prelievi anomali eseguiti da uno sportello automatico di una banca estera e per la precisione di origine indonesiana. Il giorno stesso della triste scoperta è stata formulata la denuncia ai carabinieri ed il giorno seguente spedita una raccomandata alla sede centrale di “PosteItaliane” a Roma in cui si dichiarava il disconoscimento dei prelievi, con la denuncia allegata, per richiedere il risarcimento dei danni subiti. Qualche giorno dopo è stata portata la denuncia anche alla polizia postale, tuttavia non c’è stato molto da aggiungere. Per citofono l’incaricato ha comunicato che le indagini potranno proseguire solo se è un magistrato ad ordinarlo. Morale della storia: i soldi rubati sono ormai lontani miglia, i colpevoli forse non verranno mai puniti e il risarcimento dei danni ci sarà, ma si dovrà fare i conti con i tempi lentissimi della burocrazia italiana.
Purtroppo, il fenomeno della clonazione delle carte di credito e bancomat fa parte della nuova tipologia di reati che va di pari passo ai nuovi sistemi elettronici di pagamento e conservazione dei risparmi. Ma allora, per la nostra sicurezza, dobbiamo ritornare al passato, quando i soldi si conservavano sotto il materasso? Come avviene questa truffa e come bisogna comportarsi per prevenirla? Dai carabinieri ci hanno risposto che risulta difficile comprendere perfettamente la tecnica utilizzata da questi truffatori, tuttavia il metodo attualmente più usato è quello dell’utilizzo presso lo sportello Atm di un lettore di dati magnetici posizionato sopra a quello dove viene inserita normalmente la carta, oltre ad una microtelecamera utilizzata per carpire il codice segreto digitato allo sportello dal titolare del bancomat. In alcuni casi al posto della microtelecamera viene posizionata una tastiera sopra quella dello sportello e dotata di sistema di decriptazione del codice digitatato. Una volta carpiti i dati del malcapitato, i truffatori li possono inviare ovunque, anche all’estero.
I consigli sono: guardarsi sempre attorno con molta attenzione quando ci si reca ad una postazione bancomat, fare attenzione ad eventuali anomalie negli spazi dello sportello automatico, effettuare controlli frequenti della propria lista movimenti. All’ufficio postale il direttore ci ha inoltre messo in guardia dai cracker (criminali informatici) delle e-mail. Infatti ci ha rivelato che “PosteItaliane” non manda comunicazioni per mail, ma solo tramite bacheca , sul sito ufficiale, per cui bisogna fare attenzione a non aprire messaggi sospetti che potrebbero rivelarsi ingannevoli, solo per carpire i dati sensibili. Un’ultima raccomandazione. Se dovesse accadere un inconveniente del genere occorre sempre denunciare perché più indizi si hanno a disposizione, più risulterà probabile che i colpevoli vengano rintracciati.
Fatima Grazioli
















