Pubblicato in: Sab, Mar 8th, 2014

Se il Bancomat rifiuta la scheda c’è odor di truffa

Carta disabilitata, carta clonata/Consigli… 

Una mattina una persona si reca ad uno sportello automatico di Bancopo­sta e, quando inserisce la carta nella fessura della postazione, le viene rifiutata. Così, si reca all’ufficio postale dove ha aperto il conto per chiede­re spiegazioni. L’impiegata le dice che la sua carta è stata disabilitata e che presto le arriverà a casa un nuovo Bancoposta con un’altro pin. La notizia la sorprende e chiede di parlare con il direttore il quale le stampa la sua lista movimenti e qui si svela l’arcano mistero: sull’e­lenco risultano dei prelievi che la persona titolare di Bancoposta non hai mai eseguito . Questo è quanto accaduto il 20/02/2014 ad una correntista a Lecce.

Le sorprese non finiscono qui. Chiamando il numero verde si è riusciti a capire che l’operazione di inabilitazio­ne è stata fatta in automatico da un sistema interno di autodifesa della carta poiché risultavano dei prelievi anomali eseguiti da uno sportello automatico di una banca estera e per la precisione di origine indonesiana. Il giorno stesso della triste scoperta è stata formulata la denuncia ai carabinieri ed il giorno seguente spedita una raccomandata alla sede centrale di “PosteItaliane” a Roma in cui si dichiarava il disconoscimento dei prelievi, con la denuncia allegata, per richiedere il risarcimento dei danni subiti. Qualche giorno dopo è stata portata la denuncia anche alla polizia postale, tuttavia non c’è stato molto da aggiungere. Per citofono l’incaricato ha comunicato che le indagini potranno proseguire solo se è un magistrato ad ordi­narlo. Morale della storia: i soldi rubati sono ormai lontani miglia, i colpevoli forse non verranno mai puniti e il risarcimento dei danni ci sarà, ma si dovrà fare i conti con i tempi lentissimi della burocrazia italiana.

70c

Purtroppo, il fenomeno della clonazione delle carte di credito e bancomat fa parte della nuova tipologia di reati che va di pari passo ai nuovi sistemi elettronici di pagamento e conservazione dei risparmi. Ma allora, per la nostra sicurezza, dobbiamo ritornare al passato, quando i soldi si conserva­vano sotto il materasso? Come av­viene questa truffa e come bisogna comportarsi per prevenirla? Dai carabinieri ci hanno risposto che risulta difficile comprendere perfettamente la tecnica utilizzata da questi truffatori, tuttavia il me­todo attualmente più usato è quello dell’utilizzo presso lo sportello Atm di un lettore di dati magnetici posizionato sopra a quello dove viene inserita normalmente la carta, oltre ad una microtelecame­ra utilizzata per carpire il codice segreto digitato allo sportello dal titolare del bancomat. In alcuni casi al posto della microtelecame­ra viene posizionata una tastiera sopra quella dello sportello e dotata di sistema di decriptazione del codice digitatato. Una volta carpiti i dati del malcapitato, i truffatori li possono inviare ovunque, anche all’estero.

I consigli sono: guardarsi sempre attorno con molta attenzione quan­do ci si reca ad una postazione ban­comat, fare attenzione ad eventuali anomalie negli spazi dello sportello automatico, effettuare controlli fre­quenti della propria lista movimen­ti. All’ufficio postale il direttore ci ha inoltre messo in guardia dai cracker (criminali informatici) delle e-mail. Infatti ci ha rivelato che “PosteItaliane” non manda comuni­cazioni per mail, ma solo tramite bacheca , sul sito ufficiale, per cui bisogna fare attenzione a non aprire messaggi sospetti che potrebbero rivelarsi ingannevoli, solo per carpire i dati sensibili. Un’ultima raccomandazione. Se dovesse ac­cadere un inconveniente del genere occorre sempre denunciare perché più indizi si hanno a disposizione, più risulterà probabile che i colpe­voli vengano rintracciati.

Fatima Grazioli

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti