Pubblicato in: Ven, Mar 21st, 2014

Sei milioni di euro per salvare le nostre Chiese

Intervista/L’Arch. Giuseppe Fiorillo presenta la situazione all’indomani dell’incontro tra il Sindaco e l’Arcivescovo. 

“Santa Croce merita un discorso a parte, poiché curata dalla Soprintendenza stessa. Ha bisogno di interventi non solo nella facciata, ma anche all’interno”. 

Lecce è la “gentile città pu­gliese”, come descrive il compianto Michele Paone, dall’ele­giaca architettura barocca, dall’affascinante e modu­lata grazia delle piazze, dei palazzi, delle chiese, delle vie e dall’accento lucido e gioioso come la duttile e friabile pietra simile a “mol­lica di pane”, che ha favorito l’af­fermarsi di un’arte dai grandi nomi: Riccardi, Zimbalo, Cino, Manieri, Penna etc. Definita “tana di Puglia, l’Atene e la Firenze della regione”, spicca per la verve cortese, acuta, frizzante dei suoi abitanti ed è velata da una malinconia chiaroscurale dei suoi vicoli colorati dalle cascate di malvarose e pelargoni e sui quali si riversano i giardini, retrospicienti le dimore storiche, ove olezzano limo­ni, melograni, rose e violette.

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Abbandonare al degrado e all’in­sulto del tempo questo patrimonio ar­tistico e culturale sarebbe uno scem­pio e un doloroso atto di incuria e di barbarie. In particolare, occorre inter­venire con urgenza su alcune chiese cittadine, S. Anna, S. Teresa, la Catte­drale, S. Maria della Grazia, S. Lucia, ora infestata dai detriti, come com­provato dalle perizie dell’architetto della Curia e responsabile dell’ufficio diocesano Beni Culturali, Giuseppe Fiorillo, che ha risposto alle nostre domande. 

Come è nato l’ unanime interes­samento di Curia e comune di Lecce a tale stato di decadimento strutturale?

Essendo responsabili, quindi, occupati del monitoraggio di tutti i beni, da anni facciamo progetti di re­stauro e inviamo il necessario per ri­cevere i finanziamenti. La situazione di degrado è nota, molto grave in al­cune chiese, apparentemente integre, sane, ma in realtà, come palesato da sopralluoghi effettuati e da un atten­to esame, sussistente. In un incontro di mons. D’Ambrosio con il sindaco Perrone si è parlato di questa incom­benza. Il sindaco ha chiesto di ave­re ragguagli più dettagliati e noi gli abbiamo scritto una lettera, facendo una disamina accurata della situazio­ne. Tra l’altro, abbiamo predisposto dei progetti, inviati reiteratamente tra il 2010 ed il 2013, con le richie­ste di finanziamento alla Presidenza del Consiglio. Tempo fa lo abbiamo ottenuto per chiese che sono rientrate nel progetto Area Vasta, con la quale siamo intervenuti in S. Maria della Nova, sulla facciata di S. Maria del­le Grazie, sul tetto della basilica del Carmine, benché fosse un progetto stralcio, tratto da uno più ampio che comprendeva anche altri edifici di culto. Tutto il pacchetto per l’Area Vasta era di 5 milioni di euro, di cui la Regione ha erogato un milione e mezzo, così abbiamo dovuto ridurre gli interventi. Non è, quindi, un pro­blema appena nato o ex abrupto: lo portiamo da anni e ogni tanto ne par­liamo. 

Da quali motivazioni è incenti­vato il restauro di queste chie­se cittadine, beni culturali non fine a se stessi, ma per una fru­izione più tutelata?

La chiesa di S. Anna ha grossi problemi non solo legati all’uso, ma alla pubblica incolumità, perché vi sono stanze prive di copertura, crol­lata da tempo. Già abbiamo ricevu­to sollecitazione di sistemare questi muri dagli uffici tecnici comunali e dallo stesso comune che è in aderen­za, avendo reparti al Conservatorio, dove, purtroppo, penetra l’acqua piovana attraverso le scale delle ter­razze. S. Maria della Grazia, in piaz­za S. Oronzo, ha il tetto e la facciata ricostruite; però i canali di gronda sono ostruiti, per cui si creano delle infiltrazioni. Lo stesso vale per S. Te­resa, che ha lesioni interne visibili a tutti. Siamo intervenuti sulla faccia­ta, sulle coperture in parte e in alcuni vani che dovrebbero essere il museo della cartapesta, però la chiesa è ri­masta con le sue inefficienze. Da qui la nostra richiesta , periodicamente inoltrata, di contributi per proget­ti tra l’altro già redatti e approvati dalla Soprintendenza, cantierizzabili nell’immediato, se ci fossero i soldi.

I fondi da chi saranno erogati?

Il sindaco ha promesso che si attiverà per i finanziamenti inqua­drati nel Poin. I canali, infatti, sono o la Regione con i fondi comunitari o lo Stato. Non abbiamo parlato di S. Croce, che merita un discorso a parte, poiché curata dalla Soprin­tendenza stessa, pure nella ricerca dei finanziamenti necessari. Ha bi­sogno di interventi non solo nella facciata, ma anche all’interno. Noi abbiamo già inoltrato le richieste di sovvenzioni per la Cattedrale alla Presidenza del Consiglio, sem­pre tramite l’8 per mille. La Cei ha contribuito, ma limitatamente, non con grosse cifre. Con esse riusciamo ad operare ogni tanto secondo l’ur­genza nella Diocesi: una chiesetta ad Acaya, una a Villaconvento, non possiamo pretendere grossi interven­ti. Necessitano 2.600.000 euro per la Cattedrale, 800 – 900mila euro per le altre chiese. La spesa complessiva, nelle priorità enunciate, è di 6 milioni di euro totali, per eseguire i progetti ratificati.

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