Seminari di Bioetica/Il Prof. D’Ambrosio: Ripartire dalla partecipazione diretta della comunità
Il rapporto tra Etica e Politica in Italia in una sincera e cruda radiografia del rev. prof. Rocco D’Ambrosio: questo il tema del secondo incontro del decimo ciclo di seminari ʽVerso nuove frontiere di Bioetica’, su iniziativa del Centro Interuniversitario di Bioetica e Diritti Umani dell’Università del Salento e dell’Istituto di Scienze Religiose di Lecce, in collaborazione con l’Atism.
Lo scorso 22 marzo nella sala Conferenze del Palazzo Codacci-Pisanelli di Lecce, il prof. D’Ambrosio, dal ricco e variegato curriculum, ha messo a disposizione le sue ampie competenze come docente di Filosofia Politica presso la Pontificia Università Gregoriana e di Etica della Pubblica Amministrazione presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione del Ministero dell’Interno, per delineare il percorso che ha portato il nostro Paese ad avere oggi un altissimo tasso di corruzione.
La formazione e la partecipazione che generano responsabilità rappresentano le direttive di riforma della gestione del bene comune, connotata, nell’Italia odierna, dal divorzio tra etica e politica. Questa impietosa realtà è conseguenza di una tradizione che si può far risalire al 1500, con la fotografia italica del Macchiavelli: “Il Principe”disegna una cultura che giustifica qualsiasi mezzo per la realizzazione di fini ʽneutri’, di obiettivi che ci si propone per esclusivi interessi personali.
Com’è lontana la tradizione aristotelica, per la quale la polis, comunità perfetta, raggiunge l’autosufficienza quando “rende possibile la vita, e sussiste per produrre le condizioni di una buona esistenza”! Il raggiungimento della felicità, quindi, è il fine dell’etica politica; felicità da intendersi come corollario di una buona vita comune.















