Seminari di Bioetica/Il Prof. D’Ambrosio: Ripartire dalla partecipazione diretta della comunità
Da Luigi Einaudi a Luigi Sturzo e Italo Calvino, poi, la corruzione verrà chiaramente tratteggiata nelle linee che ben conosciamo: quelle di un sistema i cui fondamenti non sono di tipo ʽcongiunturale’ ma ʽstrutturale’. La radice di questo problema, chiarisce il prof. D’Ambrosio, non è tecnica ma culturale.
Infatti episodi di corruzione si possono rinvenire ovunque; quello che differenzia il sistema corruttivo italiano è non solo nelle percentuali, ma soprattutto nella tipologia penetrante di un diffuso malcostume. All’eredità machiavellica si aggiunge un’insinuante antropologia negativa: le caratteristiche più primitive e meschine dell’uomo, dal mero profitto personale all’annientamento dell’altro, giustificano una cultura politica ridotta a ʽtecnica del potere’, oggi definita ʽricerca del consenso’.
La crescita esponenziale della corruzione in Italia risale agli anni ’80, ed è da ricollegarsi alla sospensione della formazione politica operata dai partiti di maggioranza intorno alla metà degli anni ’70. Interrotto il processo formativo e bypassata l’esperienza graduale e lenta nella crescita, il livello della classe politica si abbassa inesorabilmente e aumenta a dismisura la corruzione.
La priorità della questione culturale deve accompagnarsi, allora, alla consapevolezza del valore del nostro popolo. Si deve ripartire dalla partecipazione diretta nella comunità politico-territoriale di appartenenza: i consigli comunali, sollecita il prof. D’Ambrosio, siano resi aperti e fruibili ai cittadini, soprattutto ai più giovani.
Una cultura meno ʽfamilista’, una rinnovata educazione alla legalità, una adeguata riforma legislativa e un esercizio costante di ragione, diritto e morale possono ricreare il meccanismo virtuoso di una vera politica etica! Ricordiamo, infine, che nel prossimo incontro del 18 aprile, il prof. Attilio Pisanò parlerà di Etica, ambiente e diritti.
Giuseppina Capozzi















