Senza sicurezza si muore. Anche a scuola
Imprudenza o fatalità?/La tortuosa inchiesta della magistratura leccese per dare risposta ai tanti perché sulla morte di Andrea De Gabriele.
Il ricordo di un ragazzo morto a scuola. L’ultimo posto in cui due genitori, fino ad oggi, avrebbero mai pensato di perdere un figlio.
Morire per recuperare un giubbino. È l’assurdo incidente toccato in sorte alla giovanissima vita di Andrea, il 17enne di Campi Salentina, precipitato per sempre in un burrone di cemento armato, prospiciente la palestra scoperta della succursale del Liceo Scientifico “De Giorgi” di Lecce. La magistratura leccese conduce un’indagine tortuosa che forse svelerà qualche responsabilità, oppure affiderà alla fatalità la morte imprevista e prematura di un ragazzo che di gioia di vivere ne aveva da vendere. E di progetti da elargirne con tanta generosità. Aveva lasciato un “testamento” su Fb: “se riuscissi a guadagnare tanti soldi, non mi dimenticherei certo dei poveri”.
Ora lo piangono in tanti. E il mesto quotidiano pellegrinaggio alla tomba della sua mamma e del suo papà, incapaci di arrendersi ad umana rassegnazione, non riuscirà a dare risposte razionali ai tanti perché che affollano l’anima. I suoi familiari, i suoi compagni di scuola, tutti coloro che avevano avuto il privilegio di conoscerlo e di apprezzarne l’entusiasmo di ragazzo proiettato non lo dimenticheranno. Per sempre resterà il suo volto solare, il suo sorriso sereno, il suo grande altruismo. Il ricordo di un ragazzo morto a scuola. L’ultimo posto in cui due genitori, fino ad oggi, avrebbero mai pensato di perdere un figlio.

















