Pubblicato in: Dom, Set 15th, 2013

Serie A e Serie B non sono categorie scolastiche

Nuove idee per la Scuola che verrà/Un dossier di “tuttoscuola” per il dibattito: l’Istruzione diventi un Affare di Stato e di Famiglia. 

scuola

Sei idee per rilanciare la scuola. È il titolo di un dossier propo­sto dall’autorevole rivista “Tuttoscuola” proprio alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico. Un dossier che, nelle intenzioni dei promotori, “mette a disposizio­ne di tutti coloro che sono in­teressati al presente e al futuro della nostra scuola considera­zioni e proposte, in alcuni casi vere e proprie linee guida, per dare un nuovo volto alla scuo­la, per farla percepire come un soggetto vitale nel corpo della società”. 

PIÙ TEMPO PER FAMIGLIE E STUDENTI

Il rilancio della scuola passe­rebbe, secondo gli esperti, anzi­tutto da un’ottimizzazione delle risorse a disposizione, che vuol dire anche apertura allargata degli istituti italiani: più tem­po e attività a disposizione di famiglie e allievi. La seconda idea è incentrata sulla necessi­ tà di “abbattere la dispersione”, cioè la piaga dell’abbandono scolastico.

ABBASSO LA DISPERSIONE SCOLASTICA

Sono 120mila ogni anno gli studenti che lasciano qualsiasi percorso educativo e si capisce con facilità quale sconfitta – an­zitutto – questo rappresenti per l’istituzione scolastica e quale perdita per il sistema Paese. Servirebbe, per “Tuttoscuola”, ridurre le bocciature, elaborare percorsi flessibili e studiare ap­positi percorsi di recupero.

PREMIARE GLI INSEGNANTI

La scuola avrebbe poi bisogno di “liberare e premiare le ener­gie degli insegnanti” con, tra l’altro, aggiornamento obbliga­torio e meccanismi di carriera che premino chi vuole dare di più. Insegnanti, naturalmente, da valutare e “liberati” da tan­ti adempimenti burocratici che rubano tempo ed energie all’at­tività didattica.

PADOVA 11/09/2006 ©MICHELA GOBBI  APERTURA DELLE SCUOLE, TITO LIVIO

NUOVI METODI DI VALUTAZIONE

Autonomia, controlli e valu­tazione di sistema sono poi un’altra strada da percorrere, che aiuta anche a considerare pienamente l’orizzonte com­plessivo formato da scuole sta­tali e paritarie. Reclutamento del personale, rendicontazione, qualità, sistema di valutazione: tutti elementi da considerare.

RIDURRE GLI SPRECHI

Naturalmente bisognerebbe anche – è un altro punto di “Tuttoscuola” – eliminare spre­chi e diseconomie che tuttora affliggono il sistema scolasti­co, a cominciare dalle micro­scuole e investire, invece, in strutture: edilizia, banda larga, palestre, biblioteche…

VERSO UNA SCUOLA DIGITALE

Infine, il percorso dovrebbe puntare alla digitalizzazione delle scuole, evitando però di creare istituti di serie A e di serie B, allargando di fatto un divario che in Italia già esiste. La scuola digitale, con mezzi e personale formato apposita­mente, potrebbe diventare un elemento di traino decisivo ver­so il futuro.

UN PUNTO DI NON RITORNO

Naturalmente il dossier avan­za considerazioni ben più ap­profondite del poco che si può riprendere in questa sede. Con­siderazioni e proposte che meri­tano di essere dibattute per veri­ficarne tenuta e prospettive, così come auspica la rivista. Speran­do che il dibattito possa dav­vero avviarsi e magari trovare sbocchi operativi, l’iniziativa del dossier sembra intanto un segnale di come la scuola italia­na sia arrivata quasi a un punto di non ritorno, consapevole una volta di più delle difficoltà che la soffocano e convinta della necessità di un ripensamento e di scelte finalmente efficaci per ridare forza all’impegno educa­tivo, decisivo per lo sviluppo del Paese. Un segnale e una richiesta forte di attenzioni, ri­sorse (soprattutto), ma anche di uno sforzo d’inventiva creativa, che la scuola merita e che non è più differibile.

Alberto Campoleoni

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