Shalom/La Riflessione settimanale dell’Arcivescovo/Chiamati a…risorgere
È il grande invito che risuona in tutta la sua forza e verità in questi giorni santi, in questo giorno, Pasqua di Risurrezione, nel quale il primo tra i fratelli, Cristo Signore, ha sconfitto definitivamente la morte, la nostra morte.
Come non avvertire la verità e la forza delle parole dell’Apostolo Paolo: “Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede >e voi siete ancora nei vostri peccati…siamo da commiserare più di tutti gli uomini?” (1Cor 15,17.19). L’Apostolo continua: “Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti” (1Cor 15,20). Sta qui la novità sconvolgente della nostra fede. Di questa novità siamo chiamati ad essere testimoni. Una fatica che talvolta rende vani i nostri sforzi, visto l’immane potere degli strumenti che tentano di annientare la vita: violenze, guerre, povertà di ogni genere, egoismi che mortificano e degradano.
A fronte di questi spettacoli a noi credenti è chiesto di impegnarci in una lotta che ci veda protagonisti attivi per sconfiggere il pungiglione della morte che è il peccato, i tanti peccati: il silenzio dei pavidi, la paura del sentirci messi all’angolo da una mentalità che non rifugge dal compromesso , che sa scegliere anche forme più o meno larvate di ipocrisia per non esporsi al giudizio dei molti che hanno speranza solo in questa vita.
In questo giorno santo chiediamo al Signore di illuminarci con la sua risurrezione, il grande mistero della speranza, virtù spesso non di casa anche tra noi credenti che a volte abbiamo una vista corta, direbbe il sommo poeta, quanto una spanna. A noi è chiesto di andare oltre gli umani angusti confini: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù dove è Cristo, seduto alla destra di Dio” (Col 3,1).
+Domenico d’Ambrosio
arcivescovo















