Si scrive Mobbing, si legge Persecuzione
Un altro fenomeno criminale, un po’ meno chiacchierato, ma tanto grave da indurre chi ne è vittima a vere patologie psichiatriche.
In un’epoca segnata da un mutamento sociale così radicale, notare comportamenti devianti è diventata un’impresa epica. Uno stile di vita ansiogeno e stressante, ha inevitabilmente fratturato le relazioni umane, dando spazio a un “io” spaventosamente grande, che lascia presagire tutto il timore della solitudine e della ricerca spasmodica di sopravvivere nel mondo.
È in questo contesto che si innesca il Mobbing, un altro fenomeno criminale, un po’ meno famoso e chiacchierato, ma abbastanza grave da indurre chi ne è vittima a vere patologie psichiatriche. Una condizione sociale che striscia nella quotidianità delle vite e delle esperienze di gruppi amicali, luoghi di lavoro, famiglia allo scopo di allontanare un membro non gradito dalla propria realtà attraverso una serie di pressioni, insulti, vessazioni e disturbi di tipo morale e psicologico.
Nell’immaginario collettivo, il Mobbing è quell’insieme di comportamenti violenti, tra cui l’isolamento, le umiliazioni, le minacce, l’intimidazione verso persone care, sfocianti nei casi più gravi in omicidi o suicidi da parte di chi non riesce a sostenere un tenore di vita così pressante. Ne viene meno, pertanto, la dignità personale e professionale del singolo, con conseguenti ripercussioni sullo stato emozionale della vittima.















