Pubblicato in: Ven, Nov 28th, 2014

Smaldoniane/“Alla nostra porta i poveri bussano da mattino a sera”

Salesiane SS. Cuori- Casa Madre… Viaggio nelle Comunità Religiose presenti nella Diocesi di Lecce.

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Lecce, Porta S. Biagio. Varcarne la soglia significa lasciarsi alle spalle la frenesia del traffico tumultuoso per accedere nel silenzio irenico del centro storico nel dedalo di viuzze compresso dalle mura vetuste. Ed in quest’oasi quasi fuori dal tempo si incastona l’antico convento delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori con l’annessa chiesa dedicata alla Madre di Dio e S. Nicolò, in cui riposano le spoglie mortali del loro fondatore, S. Filippo Smaldone. “La Congregazio­ne- spiegano le suore – è sorta il 25 marzo 1885. Infatti, il sacerdote napoletano si era spe­cializzato nell’insegnamento ai sordi. Aveva frequentato molti corsi, poi era stato chiamato a Lecce proprio per lavorare con loro. Iniziò, quindi, con un gruppetto, che pian piano si accrebbe e, avendo bisogno di una struttura che li accoglies­se, quando misero in vendita questa casa nel 1902, l’acquistò a soli 25000 lire e vi ha fondato quest’Istituto per sordi che li ha ospitati qui fino al 1977. Può nascere spontanea la domanda: “Ma perché proprio i sordi?”. Perché Filippo aveva il sogno di andare in missione, ma i genitori gli imposero perento­riamente di lavorare nella sua terra. Giovanissimo frequenta­va le parrocchie di Napoli.

Un giorno, mentre faceva catechesi ad un gruppetto di bambini, sentì aprire la porta d’ingres­so ed il querulo e lancinante pianto di un bambino abbrac­ciato dalla sua mamma. Egli si avvicinò alla signora e chiese perché il figliolo pianges­se, cercando di offrirgli una caramella. La mamma tra le lacrime gli palesò che il bam­bino era sordo. E da allora in Filippo sorse l’idea di curare i sordomuti. S’impose: “Devono essere il mio pane quotidia­no”. E oggi nelle sue case essi vengono continuamente, adulti o più giovani, per incontri sulla Parola, il nutrimento spirituale. Ecco, non cerca­no tanto il pane quotidiano, quanto il Vangelo, che va loro sbriciolato.

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“Il nostro carisma – spiegano le suore – è vivere profondamente la spiritualità eucaristica e la carità. Sono due elementi inscindibili. Abbia­mo Gesù esposto tutti i giorni nella nostra chiesa. Facciamo l’adorazione la mattina dalle 9.30 alle 12.00, il pomeriggio dalle 16.30 alle 19.00. La comunità si alterna, però anche altre persone vengono in chiesa per l’adorazione”. In pratica, la loro missione è vivere profon­damente il rapporto fraterno con gli altri, tenendo presente che in ogni persona c’è Gesù. Diceva S. Filippo Smaldone: “Ogni povero che bussa alla porta deve trovare in voi una rispondenza vera, leale, perché in ogni persona c’è Gesù vivo e vero”.

E le suore lo fanno concretamente, perché alla loro porta bussano circa 40-50 persone ogni giorno, alle quali donano il panino, la frutta, il dolcetto, quello che hanno. Ma, soprattutto, con il sorriso, pensando che è importante far sentire l’altro una persona viva, vera, un fratello. “Loro ci ringraziano: anche quando non hanno più bisogno, passano vi­cino alla nostra porta, bussano. Dicono “Non desideriamo il panino, oggi, ma solo dirvi che vi vogliamo bene”. E questa è la ricompensa più grande che le consacrate possano ricevere dai poveri. Esse sono devote al Cuore di Gesù e della Madon­na, feste molto significative per la loro Congregazione, oltre a quella del protettore, San Fran­cesco di Sales, e del fondatore, da quando è asceso agli onori dell’altare. Da tale culto nasce il nome di Suore Salesiane dei Sacri Cuori. “Abbiamo molte missioni: in Brasile, Africa, Benin, Tanzania. Siamo circa 400 religiose sparse dapper­tutto. In Italia abbiamo 20-22 case, oltre agli Istituti che assorbono la maggior parte del personale. Abbiamo anche le scuole materne, in cui le nostre sorelle operano veramente a contatto con la gente, colla­borando, inoltre, nelle parroc­chie”.

LA GIORNATA DI COMUNITÀ

La giornata tipo delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori è così cadenzata: si levano al mattino alle 6.00, vanno in chiesa alle 6.25 e iniziano la preghiera comunitaria, le lodi. Alle 7 meno un quarto, partecipano alla cele­brazione della messa, poi consumano la colazione, si adoprano per i servizi in camera e si mettono subito a disposizione della gente che bussa alla loro porta.

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Distribuiscono ai poveri i panini preparati, per tutta la mattinata. Si alternano anche nell’adorazione del SS. Sacramento esposto e nella meditazione persona­le. Alle 13.00 pranzano, riprendono il lavoro alle 16.00, riaprono la porta, ricominciano a dare ciò che i poveri chiedono, alle 16.30 espongono Gesù e si raccolgono nell’adorazione alternata. Alle 18.00, nella preghiera comunitaria, recitano il rosario ed i Vespri e alle 19.30 cenano. Vedono il telegiornale, perché nelle loro ora­zioni intercedono per quanto avviene nel mondo; alle 21.00 pregano insieme e, infine, ognuna si ritira nella propria stanza per il riposo notturno.

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