Pubblicato in: Ven, Feb 14th, 2014

Solidarietà e Territorio/Se il dono diventa cultura di un popolo

A colloquio con Ada Chirizzi, Presidente della neonata Fondazione di Comunità del Salento.

È stata istituita uf­ficialmente il 15 gennaio scorso la Fondazione di Co­munità del Salento ed è stata presentata al terri­torio sabato 8 febbraio presso l’Hotel Tiziano di Lecce. Tra gli enti fondatori figurano, la Cisl di Lecce, For Life Onlus, Fondazione Francesca Massa, Comunità Emmanuel, Anteas Onlus di Lecce, Banca di Cre­dito Cooperativo di Leverano e Ortokinesis di Carmiano e dal sostegno delle Diocesi di: Lecce, Nardò-Gallipoli, Ugento-Santa Maria di Leuca. Ne abbiamo parlato con la Presidente, Ada Chirizzi.

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Ada Chirizzi, Presidente della Fondazione di Co­munità del Salento e Se­gretario territoriale della Cisl di Lecce, come nasce l’idea di creare la Fonda­zione?

La Fondazione di Comuni­tà del Salento nasce, dopo un lungo percorso di ideazione e progettazione fatto di stop and go, di entusiasmi e tentenna­menti per i tanti ostacoli che un simile ambizioso percorso presenta.

Cos’è la Fondazione di Comunità del Salento?

La Fondazione è una del­le poche del Mezzogiorno, la prima in Puglia. Si tratta di un ente no profit di diritto privato il cui obiettivo è quello di mi­gliorare la qualità della vita della comunità presente su uno specifico territorio e promuove­re al loro interno la cultura del dono e della solidarietà. A dif­ferenza di altri soggetti no pro­fit queste organizzazioni non hanno come scopo l’accumulo di risorse per il perseguimen­to di una causa precisa, di una singola specificità, ma puntano piuttosto a favorire l’attività filantropica dei soggetti attivi della comunità, siano essi cit­tadini, imprese, banche, enti pubblici, ecclesiastici, orga­nizzazioni del Terzo settore. Le fondazioni di comunità hanno come finalità la promozione della cultura della donazione e si prefiggono di stimolare ero­gazioni e contributi a favore di progetti d’utilità sociale ri­muovendo tutti quegli ostacoli che normalmente impediscono ai membri di una comunità di contribuire allo sviluppo del bene comune.

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Quale sarà l’obiettivo da raggiungere insieme agli altri enti fondatori?

La Fondazione non do­vrà limitarsi all’erogazione di risorse, ma bisogna punta­re sulla creazione di network, di reti sociali, che mettano in contatto donatori, investito­ri, istituzioni e organizzazione del Terzo settore presenti in un dato territorio. Una rete, dun­que, potenzialmente in grado di coinvolgere attori sia pubblici che privati nella realizzazio­ne di opere di utilità sociale e, soprattutto, che mira ad un coinvolgimento crescente dei cittadini nelle attività della fondazione. Attraverso la cre­azione di bandi tematici, ad esempio, le fondazioni non solo hanno la possibilità di erogare risorse a vantaggio di molte­plici soggetti presenti sul ter­ritorio, ma anche quella di as­sistere e supportare tali realtà tanto nell’elaborazione quanto nell’implementazione dei pro­getti presentati. In questo modo la fondazione va oltre il ruolo erogativo, presentandosi come soggetto filantropico attivo nello sviluppo di azioni favore­voli al territorio. Rilanciare in maniera operativa la strategia della creazione e riproduzione di beni relazionali.

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