Solidarietà e Territorio/Se il dono diventa cultura di un popolo
A colloquio con Ada Chirizzi, Presidente della neonata Fondazione di Comunità del Salento.
È stata istituita ufficialmente il 15 gennaio scorso la Fondazione di Comunità del Salento ed è stata presentata al territorio sabato 8 febbraio presso l’Hotel Tiziano di Lecce. Tra gli enti fondatori figurano, la Cisl di Lecce, For Life Onlus, Fondazione Francesca Massa, Comunità Emmanuel, Anteas Onlus di Lecce, Banca di Credito Cooperativo di Leverano e Ortokinesis di Carmiano e dal sostegno delle Diocesi di: Lecce, Nardò-Gallipoli, Ugento-Santa Maria di Leuca. Ne abbiamo parlato con la Presidente, Ada Chirizzi.
Ada Chirizzi, Presidente della Fondazione di Comunità del Salento e Segretario territoriale della Cisl di Lecce, come nasce l’idea di creare la Fondazione?
La Fondazione di Comunità del Salento nasce, dopo un lungo percorso di ideazione e progettazione fatto di stop and go, di entusiasmi e tentennamenti per i tanti ostacoli che un simile ambizioso percorso presenta.
Cos’è la Fondazione di Comunità del Salento?
La Fondazione è una delle poche del Mezzogiorno, la prima in Puglia. Si tratta di un ente no profit di diritto privato il cui obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita della comunità presente su uno specifico territorio e promuovere al loro interno la cultura del dono e della solidarietà. A differenza di altri soggetti no profit queste organizzazioni non hanno come scopo l’accumulo di risorse per il perseguimento di una causa precisa, di una singola specificità, ma puntano piuttosto a favorire l’attività filantropica dei soggetti attivi della comunità, siano essi cittadini, imprese, banche, enti pubblici, ecclesiastici, organizzazioni del Terzo settore. Le fondazioni di comunità hanno come finalità la promozione della cultura della donazione e si prefiggono di stimolare erogazioni e contributi a favore di progetti d’utilità sociale rimuovendo tutti quegli ostacoli che normalmente impediscono ai membri di una comunità di contribuire allo sviluppo del bene comune.
Quale sarà l’obiettivo da raggiungere insieme agli altri enti fondatori?
La Fondazione non dovrà limitarsi all’erogazione di risorse, ma bisogna puntare sulla creazione di network, di reti sociali, che mettano in contatto donatori, investitori, istituzioni e organizzazione del Terzo settore presenti in un dato territorio. Una rete, dunque, potenzialmente in grado di coinvolgere attori sia pubblici che privati nella realizzazione di opere di utilità sociale e, soprattutto, che mira ad un coinvolgimento crescente dei cittadini nelle attività della fondazione. Attraverso la creazione di bandi tematici, ad esempio, le fondazioni non solo hanno la possibilità di erogare risorse a vantaggio di molteplici soggetti presenti sul territorio, ma anche quella di assistere e supportare tali realtà tanto nell’elaborazione quanto nell’implementazione dei progetti presentati. In questo modo la fondazione va oltre il ruolo erogativo, presentandosi come soggetto filantropico attivo nello sviluppo di azioni favorevoli al territorio. Rilanciare in maniera operativa la strategia della creazione e riproduzione di beni relazionali.







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