Pubblicato in: Sab, Mar 2nd, 2013

Solo in una società giusta i crimini non hanno ragion d’essere/Povertà e criminalità, binomio imperfetto

E la perdita del lavoro è un incentivo alla criminalità?

La maggior parte della letteratura sui rap­porti tra disoccupazione e criminalità confer­ma l’assenza, o quasi, di significatività nella relazione tra andamento della disoccupazione e criminalità, ma la non partecipazione alle at­tività legali è da considerarsi precursore della criminalità.

In realtà alcuni studi dimostrano che durante i periodi di alta disoccupazione gli adulti che restano a casa assumono il ruolo di difensori dei propri beni e custodi dei giova­ni componenti della famiglia, ossia coloro che maggiormente sono soggetti alla delinquenza ed inoltre la minor ricchezza in circolazione, dovuta alla disoccupazione, diminuisce il gua­dagno potenziale nelle attività illegali.

Cosa può fare la società per ridurre la cri­minalità?

In una società giusta nella quale il cittadi­no percepisce che le regole vengono rispettate e ad un reato corrisponde un’adeguata pena/pu­nizione, come per esempio avviene in Norvegia, i crimini non hanno ragion d’essere. Quando il cittadino non percepisce tale senso di giustizia commette reati.

In realtà è la società dei mar­pioni a generare crimini e criminali. Inoltre l’in­dividuo che a fine mese non riesce a sfamare il proprio figlio, vedendo ridotta la propria com­petenza evolutiva in quanto essere umano che tramanda la propria specie può ribellarsi contro il sistema oppure, nella maggior parte dei casi, suicidarsi. Se le leggi sono fatte bene, si ridu­ce la criminalità, poiché l’individuo che si sente protetto dalle regole, le rispetta e non persegue scopi delinquenziali.

Qual è il ruolo dell’istruzione nella gene­si della povertà e della tendenza a delin­quere?

L’istruzione dovrebbe offrire la possibilità di distacco morale tale da alterare la propensione al rischio dell’individuo, portandolo a seguire le regole di condotta della società in cui vive. Un livello alto di istruzione predispone un ri­torno economico più alto dal mercato del lavo­ro e, conseguenzialmente, aumenta il costo del delinquere.

L’istruzione, infine, può offrire una risorsa alternativa di formazione per i ragazzi svantaggiati o cosiddetti a rischio che, per via dell’ambiente sociale in cui vivono e delle loro frequentazioni, possono imitare le cattive abitu­dini dei loro parenti, amici o conoscenti.

Manuela Settimo

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