Pubblicato in: Mer, Gen 15th, 2014

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FOOTBALL AMERICANO… L’UNICO TEAM AL FEMMINILE DI TUTTO IL SUD ITALIA

IN CAMPO LA  SALENTO VIBRIE

Laura Cardone, Barbara Dell’Anna, Mariusy Castelluzzo, Maria Grazia Lezzi, Caterina Tondo, Ilaria Lat­tante, Francesca Stefanelli, Roberta Romanelli, Federica Quarta, Sa­manta Sergio, Giada Corigliano, Sara Raga­nato, Alessia Sozzo, Eloisa Pellegrino. Sono le ragazze della Salento Vibrie, l’unica squadra di football americano femminile del Salento e di tutto il sud Italia. Il nome è stato scelto dal­le atlete per omaggiare la Società di cui fanno parte, la Dragons, essendo la “vibria”, la mito­logica femmina del drago. Abbiamo incontrato, per tutte, la coordinatrice del team, Laura Car­done e una giocatrice della squadra, Barbara Dell’Anna, che ci hanno raccontato la loro esperienza e ci hanno rivelato i segreti di que­sto sport ancora da noi poco conosciuto.

Vibrie-2

Cos’è la Salento Dragons?

Nata nel 2007 dalla fusione di due squa­dre, una di Brindisi e l’altra di Lecce, oggi rappresenta una realtà con in attivo più di 70 atleti tra under e senior. A febbraio i senior cominceranno a disputare il campionato Cif 9 (campionato italiano football a 9) equivalente ad una serie B del calcio.

Laura, com’è nata la squadra femminile e come sei diventata coordinatrice?

Un po’ per gioco con altre ragazze abbia­mo deciso di provare a creare una squadra femminile coadiuvando la squadra maschile, grazie alla quale ci siamo appassionate al fo­otball. Così, abbiamo iniziato i primi allena­menti con l’aiuto della Società ed in particola­re del presidente Roberto Vitale che è anche giocatore, e di Gabriele di Gennaro che han­no creduto in noi.

Rispetto allo sport maschile ci sono differenze o difficoltà maggiori?

Difficoltà nel comunicare che anche le don­ne possono fare questo sport divertendosi e lo possono fare a tutte le età. Molte donne non conoscono le proprie potenzialità perchè cultu­ralmente siamo state abituate ad essere sempre accomodanti, ma sappiamo essere anche forti e aggressive nello sport quanto l’uomo. Non parlo di forza fisica ma di tecnica e cervello. Sì, le difficoltà ci sono, ma riguardano più la sfera culturale perché si pensa che il football americano sia uno sport solo maschile. Poi, abbiamo differenze nel regolamento di gioco, il più importante è che il football maschile si gioca a 9 mentre quello femminile a 7.

Vibrie

Per giocare a football americano che carat­teristiche bisogna avere?

Principalmente ti deve piacere. Il football è uno sport che ami o odi dal primo momento. Non è un gioco per tutti, uomini o donne che siano. Contrariamente a quello che si pensa, non è necessaria la sola forza fisica, occor­re anche grinta, velocità, tecnica. Ci sono in squadra ragazze esili che si esprimono senza difficoltà. Ognuna gioca nel ruolo che più le compete. Per giocare a football occorre poi, come in tutti gli sport di squadra, la sinergia tra i compagni, perché senza di essa non è pos­sibile mantenere la linea tattica. Proteggere le proprie compagne grazie alle regole ed allo spirito sportivo diventa un po’ come difendere la propria famiglia.

Barbara, come ti sei avvicinata a que­sto sport?

È stato un amore a prima vista e mi sono avvicinata al football grazie a Laura. Ho sco­perto uno sport bellissimo con alti valori come il rispetto per l’avversario e il gioco di squadra.

Partecipate ad iniziative sportive o di volontariato?

Sì, l’anno scorso noi ragazze siamo state testimonial della Lilt, con un’ immagine di co­pertina sul calendario. I ragazzi, ogni anno, a ottobre, il mese della prevenzione del can­cro al seno, durante il campionato utilizzano accessori rosa in segno di solidarietà,come guanti, calzini, scarpe, asciugamani e lo fare­mo anche noi. Il colore abituale della squadra, invece, è il viola.

Fatima Grazioli 

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