Pubblicato in: Ven, Ago 23rd, 2013

FESTA DI SANT’ORONZO, GIUSTO E FORTUNATO…FEDE, CONDIVISIONE E OCCASIONE DI DIVERTIMENTO

Gli Auguri dell’Arcivescovo alla Città/Il senso vero della Festa.

Una festa che puntuale, da oltre trecento anni, ci impegna a vivere la gioia della comune appartenenza alla Chiesa di Cristo Gesù, il Santo che da sempre ha voluto associare alla sua immensa santità, uomini e donne che lo hanno seguito sulla strada della per­fezione, memori del suo invito : “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”.

La vita santa suggellata dal martirio, suprema testimonian­za di amore e fedeltà a Cristo, dei nostri Santi Patroni, inter­cessori e modelli, ci riporta alle origini della fede cristiana, quando una sparuta mino­ranza di seguaci del Risorto fa vacillare la forza dell’Im­pero che deve ricorrere alla persecuzione che distrugge la loro vita fisica ma moltiplica il numero dei credenti tanto che un cristiano della prima ora, Tertulliano, può affermare: sanguis martyrum semen christianorum, il martirio non distrugge ma moltiplica i cristiani. A distanza di secoli ci ritroviamo a ricordare e vene­rare come modelli di fedeltà a Cristo, quelli che le assurde leggi dell’Impero Romano pensavano di eliminare.

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Quale allora il significato di questo nostro ricordo e di questa fede che ci fa sperimentare nella festa la gioia dell’appartenen­za all’unica Chiesa di Cristo Gesù? Forse lo abbiamo smarrito presi solo dal chiasso festaiolo che non ci aiuta a comprendere che il ricordo di questi Santi deve essere un riesame della qualità della nostra fede in Cristo e del modello di vita nuova che essa ci impone. Cosa fare per recuperare il senso vero della festa?

Bisogna avere il coraggio di mettere la parola fine al folk­lore ridondante e all’eccessivo clima festaiolo che ci ha espro­priato della vera motivazione che ci vede più che mai insieme in questi giorni di festa. Poiché è festa della comunità bisogna che la stessa sappia educarsi a rendere partecipi della festa tutti, anche quelli che non pos­sono far festa, anche i solitari e gli emarginati sempre più nu­merosi tra noi. Non posso non riaffermare che il vero ricordo e l’autentica venerazione del nostro Sant’Oronzo dovrà puri­ficarsi anche con la rinunzia al vuoto e offensivo consumismo, moltiplicando la concreta visi­bilità della solidarietà e della condivisione. 

+ Domenico D’Ambrosio

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