FESTA DI SANT’ORONZO, GIUSTO E FORTUNATO…FEDE, CONDIVISIONE E OCCASIONE DI DIVERTIMENTO
Gli Auguri dell’Arcivescovo alla Città/Il senso vero della Festa.
Una festa che puntuale, da oltre trecento anni, ci impegna a vivere la gioia della comune appartenenza alla Chiesa di Cristo Gesù, il Santo che da sempre ha voluto associare alla sua immensa santità, uomini e donne che lo hanno seguito sulla strada della perfezione, memori del suo invito : “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”.
La vita santa suggellata dal martirio, suprema testimonianza di amore e fedeltà a Cristo, dei nostri Santi Patroni, intercessori e modelli, ci riporta alle origini della fede cristiana, quando una sparuta minoranza di seguaci del Risorto fa vacillare la forza dell’Impero che deve ricorrere alla persecuzione che distrugge la loro vita fisica ma moltiplica il numero dei credenti tanto che un cristiano della prima ora, Tertulliano, può affermare: sanguis martyrum semen christianorum, il martirio non distrugge ma moltiplica i cristiani. A distanza di secoli ci ritroviamo a ricordare e venerare come modelli di fedeltà a Cristo, quelli che le assurde leggi dell’Impero Romano pensavano di eliminare.
Quale allora il significato di questo nostro ricordo e di questa fede che ci fa sperimentare nella festa la gioia dell’appartenenza all’unica Chiesa di Cristo Gesù? Forse lo abbiamo smarrito presi solo dal chiasso festaiolo che non ci aiuta a comprendere che il ricordo di questi Santi deve essere un riesame della qualità della nostra fede in Cristo e del modello di vita nuova che essa ci impone. Cosa fare per recuperare il senso vero della festa?
Bisogna avere il coraggio di mettere la parola fine al folklore ridondante e all’eccessivo clima festaiolo che ci ha espropriato della vera motivazione che ci vede più che mai insieme in questi giorni di festa. Poiché è festa della comunità bisogna che la stessa sappia educarsi a rendere partecipi della festa tutti, anche quelli che non possono far festa, anche i solitari e gli emarginati sempre più numerosi tra noi. Non posso non riaffermare che il vero ricordo e l’autentica venerazione del nostro Sant’Oronzo dovrà purificarsi anche con la rinunzia al vuoto e offensivo consumismo, moltiplicando la concreta visibilità della solidarietà e della condivisione.
+ Domenico D’Ambrosio
















