Pubblicato in: Ven, Ott 17th, 2014

Speciale Sinodo/Voglia di Famiglia

Al centro dell’attenzione/La Chiesa ma anche la Politica Cheap Pandora Jewelry Canada pone sempre più con insistenza i problemi della coppia sposata.

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IL DIBATTITO DEL SINODO/L’EUCARISTIA AI DIVORZIATI RISPOSATI: PARTIRE SEMPRE DALLE PERSONE 

Il dibattito si fa sempre più partecipato e appassionato. Al centro l’accesso all’Eucaristia per i divorziati risposati. I lavori dell’Assemblea sinodale stanno per concludersi a Roma, dove è esplosa in tutta la sua complessità Pandora Bracelets Canada Sale e delicatezza la questione della Comunione ai divorziati risposati; e chi voleva ridurre, semplificare, appiattire – magari strumentalmente – la rappresentazione mediatica del Sinodo descrivendola come “pola­rizzata” su due fronti contrapposti tra di loro, non ha avuto la meglio.

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Al Sinodo “non si fa la conta”, ha puntualizzato il Portavoce Vaticano, Padre Federico Lombardi, ma è certo che nella Sesta e Settima Congregazione generale, dedicate alle “situazioni pastorali difficili”, il dibattito tra i padri si è scaldato fino a farsi sempre più partecipativo e appassionato. Sul fronte delle unioni omosessuali, nessuna “benedizione” da parte della Chiesa, pur all’inse­gna del rispetto delle singole scelte.

DOTTRINA E SITUAZIONI REALI

“Nel Sinodo non si fa la conta. C’è un ascolto interessato da parte di tutti, molto rispettoso: non mi sembra possibile dire che c’è un orientamento nettamente preva­lente”. Con queste parole, durante il briefing del 9 ottobre, padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, ha risposto alle domande dei giorna­listi relative al “clima” nel Sinodo.

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Facendo il punto sugli interventi in Aula, il portavoce vaticano ha rife­rito che “c’è una linea che parla con molta decisione dell’annuncio del Vangelo del matrimonio, che esige di affermare che se c’è un legame matrimoniale esistente, non è possi­bile l’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati, in coerenza con la dottrina e per fedeltà alla Parola del Signore, e una linea che, non negando l’indissolubilità del matri­monio nella proposta del Signore Gesù, vuole vedere – nella chiave della misericordia, che naturalmente è importantissima per tutti – le situa­zioni vissute e fare un discernimen­to su come affrontarle nelle diverse situazioni specifiche”.

NULLITÀ: TRE INDICAZIONI

“Velocizzare” la nullità, che però non è un “divorzio cattolico”. Al Si­nodo sono emerse “tre indicazioni” per “velocizzare” la dichiarazione di nullità matrimoniale: “Eliminare la doppia sentenza conforme”, finora necessaria secondo il diritto cano­nico, “non esigere un giudizio di un Collegio giudicante” – attualmente sono tre i giudici che agiscono collegialmente – ma “un tribunale con un solo giudice”, e prevedere “una procedura amministrativa”.

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Nel riferirlo ai giornalisti, il Cardi­nale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha spiegato con un esempio cosa s’intenda per “procedura amministrativa”. “Se abbiamo un matrimonio che certa­mente è nullo, perché da entrambi i coniugi è stata esclusa l’indissolubi­lità del matrimonio, e non abbiamo alcuna prova, né testimoniale né documentale, se non l’attestazione dei contraenti, se questi ultimi sono credibili, il vescovo della diocesi può dichiarare che questo matrimo­nio è nullo”.

L’ERMENEUTICA DEL PAPA

“Sulla questione dei divorziati rispo­sati bisogna adottare l’ermeneutica del Papa”. Lo ha detto Coccopalme­rio, secondo il quale “bisogna sal­vare assolutamente la dottrina, ma partire dalle singole persone e dalle loro concrete situazioni, necessità, urgenze, sofferenze. Bisogna dare una risposta a persone concrete che si trovano in condizioni di gravità e urgenza e chiedono una risposta che venga loro incontro”.

ATTENZIONE PASTORALE

“La Chiesa non è una dogana, ma una casa paterna e quindi deve offrire un accompagnamento paziente a tutte le persone, anche a coloro che si tro­vano in situazioni pastorali difficili”. Con questa affermazione, mutuata dal magistero di Papa Francesco, la sala stampa della Santa Sede – in una sintesi diffusa ai media – definisce il dibattito svoltosi l’8 ottobre tra i padri sinodali, durante il quale “è stato riba­dito fortemente che occorre un atteg­giamento di rispetto per i divorziati risposati, perché spesso vivono anche situazioni di disagio o ingiustizia sociale, soffrono in silenzio e cercano in molti casi, attraverso un percorso graduale, di arrivare a partecipare più pienamente alla vita ecclesiale.

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La pastorale dovrà essere, quindi, non repressiva, ma colma di misericor­dia”. Durante l’ora di dibattito libero, si è detto che “è importante evitare attentamente di dare un giudizio mo­rale, di parlare di ‘stato permanente di peccato’, cercando, invece, di far comprendere che la non ammissione al sacramento dell’Eucaristia non elimina del tutto la possibilità della grazia in Cristo ed è dovuta piutto­sto alla situazione oggettiva della permanenza di un precedente legame sacramentale indissolubile”.

COPPIE GAY

“Bisogna essere onesti e dire: per noi, non solo per la Chiesa cattolica ma per la cultura umana in genere, il matrimonio è quello fatto da un uomo e una donna, con elementi ulteriori molto precisi”. Così il Cardinale Coccopalmerio ha risposto a una domanda su una eventuale “benedizione” delle coppie omo­sessuali da parte della Chiesa. “Non giudichiamo queste persone, che riteniamo in buona fede – ha precisa­to il Cardinale – però non possiamo dire che sono come un matrimonio, questo mai”.

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