SQUARCI DI SPERANZA
È in crisi la fiducia nella vita da parte di molti: i giovani non si fidano più degli adulti; alle giovani generazioni mancano i punti di riferimento eppure tante realtà positive esistono e rimangono nascoste: eppure a volte basterebbe la diffusione delle buone notizie per ridestare l’ottimismo e la voglia di continuare a lottare.
Se alle società di capitali ci sforzeremo di sostituire società di persone che mettano in comune energie, lavoro e vita lasciando da parte almeno qualche volta l’intento di accumulare danaro; se ad un minore destinato all’allontanamento dalla sua famiglia di origine saremo in grado di assicurare l’accoglienza in un’altra famiglia anziché il collocamento in un’arida struttura; se ad un anziano solo riusciremo a garantire la presenza di un giovane almeno per qualche minuto al giorno; se al disoccupato verrà assegnata il posto di chi ha un doppio lavoro e decide di rinunziarvi; se le case sfitte saranno poste a disposizione di giovani che vogliono costruire la loro famiglia; se coloro che hanno il problema di come investire il danaro superfluo si apriranno ai bisogni di chi non riesce a sfamare i propri figli; se tanti piccoli gesti di solidarietà e di accoglienza serviranno a lenire l’asprezza del momento presente, forse solo allora potremmo riparlare di speranza senza paura di essere scambiati per ipocriti o visionari.
Il buio della notte si dissolverà quando qua e là saranno accesi tanti piccoli lumini alimentati dall’olio della condivisione e della fratellanza. Educare i bambini, i giovani e – perché no? – anche gli adulti alla speranza vorrà dire così rimboccarsi le maniche, mettersi in gioco, sporcarsi le mani e testimoniare di persona che uniti ce la faremo in uno sforzo condiviso di ricerca della comune umanità.
Al pianto dirotto di un bambino che ha fame o che perde il suo giocattolo la mamma risponde con un gesto che vale a sedare il pianto e a restituire il sorriso: così quel bambino imparerà a sperare!
Al paziente angosciato per la sua salute il calore umano del medico che oltre alla sua competenza e alle sue cure riuscirà a rassicurare il malato sul suo futuro, restituirà speranza.
Ai giovani studenti che perdono interesse allo studio ed alla ricerca in mancanza di una prospettiva di lavoro, un docente illuminato che non distribuirà solo nozioni ma che si farà compagno di strada e maestro di vita, ritornerà l’entusiasmo e quei giovani saranno di nuovo capaci di coltivare i loro sogni e di sostituire alla rabbia la speranza nel domani.
Ogni sforzo per il lavoro degli altri, per il progresso dei poveri, per la redistribuzione delle risorse aprirà squarci di speranza a chi è nella prova e si sente solo. Non dobbiamo aver paura di apparire dei sognatori se con la nostra storia quotidiana riusciremo a testimoniare il gusto e l’amore per la vita; se al nostro desiderio di felicità approderanno i bisogni più profondi di tenerezza, di amicizia, di dialogo e di stupore che salgono dai bambini, dagli adolescenti e da tutti i piccoli della terra.
Maria Rita Verardo Romano
Già Presidente Tribunale Minori di Lecce















