Pubblicato in: Dom, Giu 16th, 2013

Stalking, una piaga da scoprire e combattere

Il caso/Negli ultimi tempi occupa “il posto d’onore” nella classifica dei fenomeni culturali e criminali.

Ultimamente il mondo me­diatico sembra aver deciso di bombardare lo spettatore con fatti di cronaca scon­certanti, aprendo la coscien­za a fenomeni criminogeni e sociali fino ad ora taciuti o sottovalutati.

Tra le tante problematiche di cui la società odierna è protagonista, lo Stalking sembra aver occupato il “posto d’onore” nella classifica dei fenomeni criminali più in voga, sia per le svariate forme attraverso cui si insidia e manifesta, sia per la scarsa considerazione che le istituzioni hanno di esso. Stalking dall’inglese “fare la posta” è il fenomeno criminale entro il quale si identificano gli atti persecutori rivolti all’individuo che viene sottratto della libertà di autodeterminarsi.

Pedinamenti, lettere minatorie, insi­stenti chiamate, mail ed sms, insulti tramite social network, appostamenti frequenti, sono le modalità che il per­secutore utilizza per stringere la preda tra le sue grinfie, confiscandole il dono unico della libertà, così da causarle forti stati d’ansia e paura.

Un fenomeno dalle gravi conseguenze psico-sociali che induce la vittima ad accusare innumerevoli fobie, depres­sione e forme di disturbo post-trauma­tico, in seguito a tali esperienze.

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L’oggetto finale dello stalker è dunque, introdursi nell’animo della vittima, logorandola dall’interno, privandola della libertà di autodeterminare la costruzione di una vita privata, libera da agenti esterni e nello svolgimento delle proprie relazioni. Una violenza psicologica di una gra­vità inaudita potrebbe rendere, nei soggetti più vulnerabili, invalidanti gran parte delle attività quotidiane più comuni e automatiche.

Nel timore di peggiorare la propria posizione infatti, l’assillato eviterà di uscire di casa, rinunciando a rapporti amicali e lavorativi. È fondamenta­le quindi, riconoscere il problema e rivolgersi al più presto alle autorità competenti, contattando i centri anti­violenza più vicini, oramai stanziati in ogni capoluogo di provincia, i quali accompagneranno e sosterranno la vittima nell’uscita dal tunnel più buio della propria esistenza.

Il consiglio è di evitare posizioni di chiusura col mondo esterno, l’isolamento è perico­loso, la presenza costante di amici e parenti aiuterà ad esternare emozioni represse e affrontare il problema con maggiore successo. La modifica del proprio numero di cellulare risulta es­sere un forte fattore motivazionale per lo stalker, il quale percependo tensione e debolezza. Sarà più determinato nelle sue azioni. Il possesso di due cellulari è un ottima tattica attraverso cui rac­cogliere quante più prove utili ai fini della denuncia da dimostrare in sede dibattimentale.

Casi isolati di atti invadenti infatti non realizzano reato di stalking, è neces­saria una forte ripetizione di atteggia­menti recidivi nel tempo. Un buon avvocato penalista, saprà certamente, sin dalle prime fasi di tali espressioni invasive, quale strategia adottare, per un pronto ritorno alla normalità, accertandone la gravità dell’accusa.

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