Stalking, una piaga da scoprire e combattere
PARLA ANDREA FELTRI, ESPERTO INTERNAZIONALE IN CRIMINOLOGIA CLINICA/UN REATO PUNITO CON IL CARCERE
Esperto internazionale in criminologia clinica e scienze criminalistiche, noto per illustri seminari sul tema dello stalking.
Dott. Feltri lo stalking negli ultimi tempi sembra essere diventato un problema sociale molto pericoloso, quali possono essere le cause di questi comportamenti?
Le cause possono essere diverse, spesso si traducono in casi di abbandono o di amore respinto (per le vittime più giovani) o per separazione o divorzio. Il movente sembra essere spesso una separazione non accettata. Lo stalker, in realtà, sviluppa disturbi relazionali legati, a sua volta, ad eventi traumatici non elaborati e che manifestano un gran bisogno di “affetto”.
Parliamo di soggetti con una personalità debole o non ancora ben formata e che, per la paura di essere abbandonati, magari come ripetizione di esperienze antiche, o meglio “infantili” di separazioni avvenute, si legano in maniera ossessiva a qualcuno. Si sottolinea quindi la possibile esistenza e persistenza nel soggetto stalker di un modello di attaccamento insicuro, ovvero patologico, per cui il soggetto non può fare a meno dell’altra persona, la quale diventa funzionale per la propria esistenza.
Qual è la “preda” preferita dello stalker?
Tra le diverse tipologie di vittime potrei enucleare la “vittima personale”, ossia quella che ha avuto un precedente rapporto d’amore o d’amicizia con lo stalker, il quale agisce per riconquista o vendetta; la ‘’vittima per professione”, dunque parliamo dei “professionisti d’aiuto”, tra cui rientrano medici, psicologi, assistenti sociali, insegnanti, avvocati, e ogni altra figura contro cui lo stalker pone in atto comportamenti molesti volti ad una richiesta di attenzione oppure una ricerca di vendetta per l’attribuzione di una responsabilità di questi, reale o presunta.
Tra le varie tipologie di vittima vorrei citare anche ‘’la conoscente’’, che si configura quando la vittima è una persona incontrata accidentalmente e con la quale lo stalker non ha alcuna reale relazione; e la “vittima mediatica”, che come dice la definizione stessa è un personaggio famoso, di cui lo stalker è fan.
Qual è la normativa prevista per il reato di stalking in Italia?
Si punisce con il carcere chiunque pedini, assilli, infastidisca pesantemente – con telefonate, insistenti ricerche di contatto – una persona, tanto da causarle gravi stati d’ansia o di paura per la propria incolumità o per quella di un parente prossimo e da costringerla a cambiare abitudini di vita». L’articolo 612 bis del Codice penale parla chiaro, parliamo di stalking, il reato introdotto nel nostro Paese con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11,successivamente, convertito in legge 23 aprile 2009, n. 38, promosso dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna.
Così, scopriamo che alcuni comportamenti che all’apparenza rientrerebbero nella categoria di gesti d’affetto, come l’invio di fiori o regali, telefonate, sms e e-mail, talvolta presagiscono l’inizio di scenari dallo sfondo persecutorio, quando tali “attenzioni” divengono così pesanti da limitare la libertà della persona che ne è oggetto e minarne la privacy, oltre a condurla in uno stato perdurante di ansia o paura.
















