Pubblicato in: Dom, Giu 16th, 2013

Stalking, una piaga da scoprire e combattere

PARLA ANDREA FELTRI, ESPERTO INTERNAZIONALE IN CRIMINOLOGIA CLINICA/UN REATO PUNITO CON IL CARCERE

andrea feltri

Esperto internazionale in crimino­logia clinica e scienze criminalisti­che, noto per illustri seminari sul tema dello stalking.

Dott. Feltri lo stalking negli ulti­mi tempi sembra essere diven­tato un problema sociale molto pericoloso, quali possono esse­re le cause di questi comporta­menti?

Le cause possono essere diverse, spesso si traducono in casi di ab­bandono o di amore respinto (per le vittime più giovani) o per separa­zione o divorzio. Il movente sembra essere spesso una separazione non accettata. Lo stalker, in realtà, svi­luppa disturbi relazionali legati, a sua volta, ad eventi traumatici non elaborati e che manifestano un gran bisogno di “affetto”.

Parliamo di soggetti con una personalità debole o non ancora ben formata e che, per la paura di essere abbandonati, ma­gari come ripetizione di esperienze antiche, o meglio “infantili” di separazioni avvenute, si legano in maniera ossessiva a qualcuno. Si sottolinea quindi la possibile esi­stenza e persistenza nel soggetto stalker di un modello di attacca­mento insicuro, ovvero patologico, per cui il soggetto non può fare a meno dell’altra persona, la quale diventa funzionale per la propria esistenza.

Qual è la “preda” preferita dello stalker?

Tra le diverse tipologie di vittime potrei enucleare la “vittima per­sonale”, ossia quella che ha avuto un precedente rapporto d’amore o d’amicizia con lo stalker, il quale agisce per riconquista o vendetta; la ‘’vittima per professione”, dun­que parliamo dei “professionisti d’aiuto”, tra cui rientrano medici, psicologi, assistenti sociali, inse­gnanti, avvocati, e ogni altra figura contro cui lo stalker pone in atto comportamenti molesti volti ad una richiesta di attenzione oppure una ricerca di vendetta per l’attribuzio­ne di una responsabilità di questi, reale o presunta.

Tra le varie tipo­logie di vittima vorrei citare anche ‘’la conoscente’’, che si configura quando la vittima è una persona incontrata accidentalmente e con la quale lo stalker non ha alcuna reale relazione; e la “vittima mediatica”, che come dice la definizione stessa è un personaggio famoso, di cui lo stalker è fan.

Qual è la normativa prevista per il reato di stalking in Italia?

Si punisce con il carcere chiunque pedini, assilli, infastidisca pesantemente – con telefonate, insistenti ricerche di contatto – una persona, tanto da causarle gravi stati d’ansia o di paura per la propria incolumità o per quella di un parente prossimo e da costringerla a cambiare abitudini di vita». L’articolo 612 bis del Codice penale parla chiaro, parliamo di stalking, il reato introdotto nel no­stro Paese con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11,successivamente, con­vertito in legge 23 aprile 2009, n. 38, promosso dal Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfa­gna.

Così, scopriamo che alcuni comportamenti che all’apparenza rientrerebbero nella categoria di gesti d’affetto, come l’invio di fiori o regali, telefonate, sms e e-mail, talvolta presagiscono l’inizio di scenari dallo sfondo persecutorio, quando tali “attenzioni” divengo­no così pesanti da limitare la liber­tà della persona che ne è oggetto e minarne la privacy, oltre a condurla in uno stato perdurante di ansia o paura.

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