Pubblicato in: Ven, Nov 22nd, 2013

Stefanelli/Finalmente un Leccese alla guida del Conservatorio

PER SANTA CECILIA/IL CONCERTO INAUGURALE 

Nella festività di Santa Cecilia, patrona del­la musica, dei musi­cisti e dei cantanti, al Politeama Greco di Lecce si è tenuto il primo di sedici appuntamenti con la grande musica che animeranno la vita culturale leccese grazie all’impegno esecutivo-interpre­tativo che sarà messo in cam­po, di volta in volta, da assai qualificati artisti attivi nell’alta formazione musicale accade­mica: due manifestazioni a cadenza mensile, nell’ambito del cartellone delle iniziative promosse dal Conservatorio “Tito Schipa” con l’etichetta “Concerti del Conservatorio”, da novembre 2013 a tutto giugno 2014.

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Sentito omag­gio a Giuseppe Verdi nel bicentenario della nascita, il concerto inaugurale dell’anno accademico e del cartellone dei “Concerti del Conservato­rio” ha presentato celeberrime pagine lirico-sinfoniche tratte dalla letteratura vergata dalla straordinaria penna del grande musicista. A dar vita al sugge­stivo programma di musiche verdiane si sono avvicendati sul palco i soprani Raffaella Licciardi, Silvia Susan Rosa­to Franchini, Virna Sforza e il baritono Maurizio Picconi, affiancati e sostenuti dal Coro e dall’Orchestra Sinfonica del Conservatori di Lecce, rispettivamente diretti dal maestro Francesco Muolo e dal maestro Giovanni Pelle­grini.

Santa Cecilia

Simon Vouet, Santa Cecilia

Tra le arie ascoltate, la veemente invettiva “Cortigiani, vil razza dannata” da Rigo­letto (1851), l’aria di Leonora “D’amor sull’ali rosee” dal IV atto del Trovatore (1853), il toccante inno religioso “La vergine degli angeli” intonato dal coro, dalle voci soliste di Leonora e del Padre Guardia­no a chiusura del II atto della Forza del destino (1862), “La luce langue” dell’ambiziosa Lady, aggiunta da Verdi nel II atto dell’edizione francese del Macbeth (1865), la romanza “Ritorna vincitor!” dal I atto di Aida (1871). Tra le pagine sinfoniche, il preludio al I atto della Traviata (1853) che trat­teggia le diverse sfaccettature del personaggio di Violetta, spensierata cortigiana e donna innamorata che si sacrifica in nome dell’amore, e le sinfonie d’apertura di Nabucco (1842), di Luisa Miller (1849) e dei Vespri Siciliani (1855).

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