Pubblicato in: Gio, Set 24th, 2015

Storie di riscatto… “In fuga” verso un altro domani

Oasi di Libertà/“70 volte 7” è il progetto promosso dalla Chiesa di Lecce per offrire a otto ragazzi detenuti a Borgo San Nicola la possibilità di uscire ogni giorno dall’Istituto di Pena per lavorare presso la struttura alberghiera di Roca. 

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LAVORO E FORMAZIONE/UN APPELLO ALLE PARROCCHIE DELLA DIOCESI: SE POTETE OFFRITE OCCUPAZIONE A QUESTI GIOVANI 

UNA VALIDA ALTERNATIVA ALLA DETENZIONE

Il progetto di formazione di alcuni detenuti impegnati da qualche mese presso le strutture diocesane di Roca è stato esposto da don Elvi De Magi­stris all’assemblea del clero riunita a Roca con l’Arcivescovo. È soprattutto una valida occasione “per dare loro una possibilità di riscattarsi”, ha commenta­to, precisando che il programma deciso insieme con le autorità civili si fonda su due fondamenti: il lavoro e la formazio­ne. E che sarebbe senz’altro molto utile e significativo se alcune parrocchie potes­sero offrire loro una possibilità di lavoro soprattutto nel periodo invernale, come già è stato realizzato negli ambienti di Roca, attualmente in fase di rilancio. La fiducia riposta in loro ha dato già buoni risultati e gli ospiti si sono dichia­rati con chiara soddisfazione molto grati per l’accoglienza. Per quanto poi concerne la loro forma­zione, don Elvi ha rivolto un appello a tutte le comunità ecclesiali per inco­raggiare nuovi volontari nel promuo­vere e sostenere attività socioculturali pomeridiane, quando i detenuti non sono impegnati nel lavoro manuale. Già l’anno scorso l’esperienza formativa con i volontari si è svolta in due pomeriggi settimanali, ora con nuovi operatori si potrebbero programmare ulteriori mo­menti educativi con esperienze teatrali e musicali.

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Quest’esperienza si è dimostrata molto vantaggiosa, poiché è stato riscontrato che può essere una concreta forma alter­nativa di detenzione. Con compiacimento, poi, è opportuno rilevare che non mancano persone gene­rose, tanto che qualche comunità ha già messo a disposizione degli ambienti. In tale contesto, l’Arcivescovo ha fatto cenno alla nota lettera che i detenuti leccesi indirizzarono a Papa Francesco, quando il Pontefice espresse il suo per­sonale compiacimento per aver ricevuto la loro “bella lettera”, e per l’iniziativa promossa dalla Caritas diocesana e dallo stesso presule, inoltre li incorag­giò a guardare con fiducia al futuro, compiendo un percorso di rinnovamen­to e di cambiamento sorretti dalla fede e dalla speranza nel Signore, ricco di misericordia. E, soprattutto, conside­rando davvero significativa l’attività lavorativa come valida forma di rein­serimento sociale, dichiarò di sentirsi “fraternamente vicino a tutti i detenuti della Casa Circondariale di Lecce”.

UN PROGETTO PILOTA IN COLLABORAZIONE CON LA CASA CIRCONDARIALE

VOLONTARI CERCANSI PER VOLARE 

A pochi passi dalla “Grotta della Poesia” a Roca sorge l’Oasi, una struttu­ra alberghiera immersa tra le meraviglie del pa­esaggio mediterraneo. Sembrerebbe un posto come tutti gli altri in cui trascorrere la propria vacanza nel Salento, in realtà gli ospiti dell’Oasi sono trattati in maniera speciale da chi gestisce e lavora nella struttura. Basterebbe leggere le numerosissi­me dediche che affollano il registro d’uscita rivolte agli otto ragazzi che lavorano per gli ospiti, per capire con quanto amore essi lavorino. Questo amore viene apprezzato ancora di più quando si scopre che i ragazzi che portano avanti la strut­tura, sono dei detenuti, impegnati nel progetto “70 volte 7”. Come ci racconta don Elvi De Magistris, che cura e porta avanti questa inizia­tiva, con questo progetto i magistrati permettono ad alcuni detenuti di ac­cedere al lavoro esterno mirando al reinserimento nella società. I ragazzi lavorano come volontari durante il corso dell’intero anno come manu­tentori o giardinieri, seguendo anche corsi di formazione.

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Durante l’estate poi hanno accolto le famiglie ospiti dell’albergo fornendo ogni servizio e continuando a portare avanti le mansioni che svolgevano già nei mesi invernali. Oggi sono otto i ra­gazzi che si danno da fare per gli al­tri grazie a questo progetto, ed altri sette ne hanno fatto parte nei mesi scorsi, e dati i risultati estremamente positivi che si stanno riscontrando si ha intenzione di allargare il proget­to ad altri detenuti che potrebbero giovare di questa opportunità. Ecco perché don Elvi è sempre in cerca di volontari pronti ad appoggiare la sua iniziativa che potrebbe essere un vero e proprio riscatto per diversi ragazzi. I detenuti che ora stanno seguendo questo percorso sono entusiasti del proprio lavoro, perché stanno scoprendo che l’amore che donano ritorna a loro, gratificandoli. Riportiamo quindi la testimonianza di alcuni ragazzi che fanno parte del progetto “70 volte 7”, da cui traggono energie per andare avanti e per guardare al futuro in maniera fiduciosa.

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