Pubblicato in: Gio, Feb 20th, 2014

Storie di vita/Il sogno di Simona. Ora è realtà

Il racconto di un matrimonio tra due persone speciali. 

Era il tempo di Pentecoste del 1999 e stavo recitando il Rosario allo Spirito Santo con l’espressa intenzione di domandare a Dio un partner, che sapesse comprendermi e col quale formare una famiglia, quando all’im­provviso sentii nel mio cuore risuonare queste arcane parole: “Se tu ti liberi, si libererà anche lui!”. Sulle prime non compresi il senso di quella frase, che tuttavia divenne sempre più chiaro nei giorni seguenti. Prima di andare oltre, occorre fare un passo indietro. Una suo­ra che avevo incontrato frequentando il corso quadriennale di Scienze Religiose nel Seminario della mia città, nei mesi precedenti mi aveva messa in contatto telefonico ed epistolare con un ragazzo di Crema che stava attraversando un momento di forte confusione spiri­tuale. Allora desideravo sinceramente consacrarmi a Dio, motivo per cui stavo approfondendo gli studi religiosi, sia per comprendere meglio l’agire divino nella mia vita e sia per potervi corrispondere con tutto il cuore, in un rendimento di grazie senza fine.

Quindi, quando Mauro – questo era il nome del giovane – mi domandò che cosa desiderassi fare nella mia vita, mi venne spontaneo raccontargli che avevo maturato nel mio cuore il proposito di dedicare la mia esistenza a Dio. Le nostre comunicazio­ni andarono avanti per alcuni mesi, poi per cause di forza maggiore si interrup­pero, un po’ a motivo della mia salute, che mi aveva costretta ad un intervento chirurgico d’urgenza all’esofago, per recuperare una corretta deglutizione, un po’ a causa di un peggioramento della patologia di Mauro, la sclerosi multipla, di cui lui si era ammalato a soli 19 anni, che lo avrebbe costretto in seguito ad abbandonare per sempre il lavoro in banca.

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Quando riprendemmo i contatti, era trascorso ormai un anno e mezzo e molte cose erano cambiate. Proprio in quei giorni, inoltre, mi era giunta inaspettatamente la risposta negativa di una comunità religiosa alla mia richiesta di iniziare un percorso di consacrazione al suo interno ed io, comprendendo che il motivo di tale rifiuto potesse essere proprio l’handicap che mi affliggeva, interpretai sia pur a malincuore tale parere come un segno dal Cielo, che mi stava sbarrando la strada ad una scelta vocazionale che forse non era proprio quella che Dio aveva pensato per me.

Quindi, quando quella sera di Pasqua, Mauro telefonò per farmi gli auguri, colsi la palla al balzo per dirgli che al momento avevo desistito dal proposito di dedicare a Dio la mia vita, anche se di fatto non sapevo se la frase risuonata nel mio cuore si riferisse proprio a lui. E fu allora che, con mia grande sorpresa, lui disse: “Voglio venire a conoscerti. Ti ri­chiamo più avanti, appena avrò organiz­zato il viaggio, per dirti quando potremo incontrarci di persona!”. Quando quella sera pregai, chiesi a Dio di illuminarmi, perché davvero riuscissi a comprende­re il senso di quelle parole nei giorni seguenti. Così ci conoscemmo e da quel momento le nostre strade, fino ad allora separate, s’incontrarono!. Quando un mese fa mi hanno diagno­sticato un serio aggravamento della ma­lattia, lui non ha voluto perdere tempo e mi ha chiesto a bruciapelo se volessi sposarlo. Sulle prime sono rimasta senza parole, ma poi ho riconosciuto in quella richiesta la volontà di Dio su di noi ed ho con gioia detto il mio ‘si’.

Simona Desimone

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