Surbo/A Valentina T. quaranta lettere che volano
Il terzo volume della collana “E le parole”.
“Lettere che volano”, il terzo volume della collana de “Il Veliero Parlante”, edito da Edizioni Esperidi, affronta il tema della legalità, raccontato con semplicità e competenza dagli alunni della 2A, 2B, 2F della Scuola Secondaria di I grado “E. Springer” di Surbo. Quaranta lettere indirizzate “idealmente” a Valentina Terraciano, una bambina vittima di mafia. Come nasce, dunque, la raccolta di epistole? Il gruppo di alunni della scuola “E. Springer”, ha partecipato al concorso “Il Veliero della Libertà”, bandito nell’anno scolastico 2013/2014 nell’ambito delle iniziative culturali promosse da “Il Veliero Parlante” e patrocinato dal Centro Studi “Paolo Borsellino” di Palermo. Le scuole aderenti al bando hanno ricevuto il nome di un bambino vittima di mafia (tra quelli uccisi tra il 1947 ed il 2003), del quale dovevano studiare la vita e realizzare, poi, una mattonella decorativa della chiglia del “Veliero della Libertà” (oggi esposto a Palermo, cfr: http://centropaoloborsellino. com/2014/05/09/da-copertino-rotta-verso-il-futuro-con-il-veliero-parlante). Riflettere, discutere e comunicare idee di legalità è compito preminente della scuola pubblica italiana; attraverso le iniziative didattiche intraprese, nei percorsi di Cittadinanza e Costituzione, i ragazzi imparano a “camminare sulle spalle dei giganti”, ricorda Ornella Castellano, Federico, Gianmarco, Giorgia, Annalory, Siria sono solo alcuni dei “mittenti” delle lettere “inviate” a Valentina Terraciano; agli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, educatori…) il compito di garantire la “tracciabilità” della spedizione.
Perché, come scrive Maria Rosaria Manca nella sua prefazione, “le loro lettere sono libere da orpelli dettati dalla vergogna nel manifestare i propri sentimenti, sono una meravigliosa testimonianza di chi guarda il mondo con la sensibilità e la purezza tipica degli adolescenti, di chi si sente libero di condannare atti di prevaricazione ai danni di innocenti senza doversi nascondere dietro i falsi moralismi della società” (p. 6). Ancora una volta, dunque, emerge la volontà di essere protagonisti, ma senza esibizionismo. Gli studenti che partecipano alle attività de “Il Veliero Parlante” sono fatti così: competenti e coraggiosi. Come non condividere l’idea di Luigi Russo quando scrive: “parole e cuore: ecco l’essenza di questi elaborati”. Il lettore, pertanto, è invitato a “perdersi” nei rivoli della lirica, della prosa e della poesia che riempie le pagine dell’agile volume. “Navigare” nel mondo dei ragazzi (per restare nella metafora del Veliero) non è poi così difficile: occorre solo saper ascoltare a “cuore aperto”. Il loro messaggio è semplice, chiaro ma impegnativo: “il nostro è un invito alla semplicità degli uomini onesti e puri di cuore che sanno conservare inalterati i valori universali e fondamentali dell’esistenza”. Sono “lettere che volano” ed il loro obiettivo è comunicare agli uomini ed alle donne del nostro tempo: bellezza, semplicità e passione per la legalità.
Pietro Manca

















