Surbo/L’altare di Ambrogio Martinelli e i segni del pastorale e della palma
Quattro colonne barocche sorreggono l’intera struttura dedicata al Patrono.
L’opera in pietra leccese fu scolpita e autografata dal copertinese Ambrogio Martinelli (1616 – 1684). La struttura compositiva dell’altare è costituita da quattro colonne tortili trabeate collocate su un’alta fascia basamentale. Nella parte sommitale dell’altare, al centro, vi è una nicchia con statua – raffigurante la Madonna in trono con il Cristo bambino – ai cui lati sono inoltre quelle di: a destra, Sant’Antonio di Padova, a sinistra (sempre di chi guarda), San Francesco Saverio. Al centro di tutta l’opera si vede una grande cornice rettangolare dove era collocato il quadro raffigurante Sant’Oronzo (probabilmente quello oggi appeso sulla parete destra del coro). Su ognuna delle facce frontali dei quattro piedistalli che sostengono le colonne tortili è scolpita la figura intera di una santa. Cominciando dal piedistallo di sinistra e procedendo verso destra, la prima è Santa Caterina d’Alessandria (con la ruota dentata), segue poi Santa Lucia (con il vassoio su cui sono i suoi occhi); fra questi due primi piedistalli, sulla parete di fondo, è scolpito un piccolo angelo con pastorale e palma.
Nel piedistallo della terza colonna è scolpita Santa Apollonia (con la tenaglia e il dente); questa serie si chiude con la figura di Santa Barbara (con una torre) che regge una spada allusiva del suo martirio. Fra gli ultimi dei due piedistalli si vede un altro piccolo angelo con in mano la mitra che, così come il pastorale e la palma (tali ultimi due elementi sono presenti nell’altro angelo simile e simmetrico a quello di cui si parla), fanno riferimento a Sant’Oronzo Vescovo e Martire. Nell’intercolumnio sinistro, partendo dal basso, è una statua a tutto tondo raffigurante santa Veneranda (con il grande e fumante contenitore sul fuoco) segue poi un piccolo angelo che arriva in volo porgendo una corona floreale sulla testa della Santa; al di sopra vi è Santa Cecilia (mentre suona un organo a canne) e infine, nella parte più alta, un secondo piccolo angelo con corona floreale. Nell’intercolumio destro, dal basso verso l’alto, santa Dorotea sul cui capo un angelo in volo capovolto porge una corona floreale; segue sant’Agata con i segni del suo martirio (il taglio dei seni che porge su un vassoio) e sulla sua testa un angelo con corona floreale.
Fabio Grasso
















