Pubblicato in: Dom, Ago 24th, 2014

Surbo/L’altare di Ambrogio Martinelli e i segni del pastorale e della palma

Quattro colonne barocche sorreggono l’intera struttura dedicata al Patrono.

L’opera in pietra leccese fu scol­pita e autografata dal copertine­se Ambrogio Martinelli (1616 – 1684). La struttura compositiva dell’al­tare è costituita da quattro co­lonne tortili trabeate collocate su un’alta fascia basamen­tale. Nella parte sommitale dell’altare, al centro, vi è una nicchia con statua – raffigu­rante la Madonna in trono con il Cristo bambino – ai cui lati sono inoltre quelle di: a destra, Sant’Antonio di Padova, a sinistra (sempre di chi guarda), San Francesco Saverio. Al centro di tutta l’opera si vede una grande cornice rettangolare dove era collo­cato il quadro raffigurante Sant’Oronzo (probabilmente quello oggi appeso sulla pare­te destra del coro). Su ognuna delle facce frontali dei quattro piedistalli che sostengono le colonne tortili è scolpita la figura intera di una santa. Cominciando dal piedistallo di sinistra e procedendo verso destra, la prima è Santa Ca­terina d’Alessandria (con la ruota dentata), segue poi San­ta Lucia (con il vassoio su cui sono i suoi occhi); fra questi due primi piedistalli, sulla parete di fondo, è scolpito un piccolo angelo con pastorale e palma.

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Nel piedistallo della terza colonna è scolpita Santa Apollonia (con la tenaglia e il dente); questa serie si chiude con la figura di Santa Barbara (con una torre) che regge una spada allusiva del suo martirio. Fra gli ultimi dei due piedi­stalli si vede un altro piccolo angelo con in mano la mitra che, così come il pastorale e la palma (tali ultimi due ele­menti sono presenti nell’altro angelo simile e simmetrico a quello di cui si parla), fanno riferimento a Sant’Oronzo Vescovo e Martire. Nell’intercolumnio sinistro, partendo dal basso, è una statua a tutto tondo raffigu­rante santa Veneranda (con il grande e fumante contenitore sul fuoco) segue poi un pic­colo angelo che arriva in volo porgendo una corona floreale sulla testa della Santa; al di sopra vi è Santa Cecilia (men­tre suona un organo a canne) e infine, nella parte più alta, un secondo piccolo angelo con corona floreale. Nell’in­tercolumio destro, dal basso verso l’alto, santa Dorotea sul cui capo un angelo in volo capovolto porge una corona floreale; segue sant’Agata con i segni del suo martirio (il taglio dei seni che porge su un vassoio) e sulla sua testa un angelo con corona floreale.

Fabio Grasso

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