Pubblicato in: Ven, Gen 23rd, 2015

Surbo/Due parole nuove: Integrazione e Accoglienza

Il secondo volume “Il paese nel cuore” pubblicato da Esperidi e realizzato dalle Classi I B e I E.  

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“Il paese nel cuore” è il secondo volu­me stampato per i tipi della Esperidi Edizioni, all’inter­no della collana de “Il Veliero Parlante”, ed è frutto del lavo­ro di gruppo e della creatività letterararia dei ragazzi delle classi 1a B e 1a E dell’Istituto Comprensivo “E. Springer” di Surbo. Questo nuovo libro è, per parafrasare Ornella Castellano, un seme che per la imprevedibile azione del vento farà germogliare un “nuovo umanesimo” e “nuove parole”. Per entrare nel vivo del racconto occorre, per un attimo, chiudere gli occhi, fare silenzio attorno e provare a sentire lo sfrerragliare delle ruote di un treno sotto i piedi… ed immaginare di essere in viaggio verso una meta deter­minata, ma altrettanto scono­sciuta. Questa prima semplice “operazione” è “suggerita” dalla bella copertina dell’agile libretto: un ragazzo osserva, dal finestrino della carrozza di un moderno treno, le monta­gne del valico alpino. Luca è il protagonista del romanzo che vive, in chiave moderna, una storia dal sapore antico, e descrive fantasticamente sensazioni ed emozioni della “nuova” emigrazione verso le regioni del Nord Europa. Sì, cambiano i tempi, la tecnologia impera e la vecchia valigia di cartone – che ha accompagnato negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso i migranti – è divenuta un manegevole trolley… ma le motivazioni del “partire verso terre lontane” sono sempre le stesse: ricerca del benessere e di un lavoro sicuro! La vicenda del giovane protagonista salentino si intreccia, però, con quella di Abdul, un coetano africano che viaggia anch’esso sullo stesso treno verso Co­lonia (la città dei re Magi).

Nuova immagine

Il viaggio segnerà la loro amicia per sempre: “Scesi dal treno [dopo essere giunti a destina­zione, ndr] Abdul e Luca si sa­lutarono promettendosi che si sarebbero rivisti al più presto. In fondo avrebbero vissuto en­trambi nella stessa città…” (p. 14). La permanenza a Colonia offre a Luca la possibilità di organizzare la sua nuova vita sociale, tra picchi di allegria e maturi momenti di sconforto e nostalgia, coinvolgendo gli altri giovani italiani residenti nella nuova città nel “recupe­ro” delle memoria delle tra­dizioni dei paesi d’origine. Il cambio di prospettiva narrativa offre, agli autori del racconto, la possibilità di descrivere -in tre simpatici capitoli – alcu­ni degli aventi popolari del Salento: la “focara” di Novoli, costruita per la festa di s. Antonio abate (17 gennaio); le “tavole” imbandite in occasio­ne di san Giuseppe (19 marzo); il ballo de “la taranta” appar­tenente alla cultura contadina. Nello scorrere delle pagine del racconto non manca il colpo di scena; amicizia ed amore si fondono… e Luca “scopre” di essere inammorato di Magda: la sorella di Abdul. È bene, però, lasciare al lettore l’avventurarsi nel romanzo, per scoprire l’esito finale della vicenda. Qui si vuole, solo, richiamare all’attenzione che il racconto “fa trasparire tutta la sofferenza che si prova nel vivere in un ambiente non proprio nonostante il tentativo evidente di integrazione. La tematica, che affronta il tema dell’emigrazione, verte sul problema dell’abbandono del proprio paese e del conseguen­te inserimento dei protagonisti nel paese d’accoglienza. La finalità nell’affrontare questo tema è stata quella di favorire nei nostri ragazzi lo spirito di accoglienza e di accettazione del diverso” (pp. 3-4).

Pietro Manca 

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