Tanta luce negli occhi di Valentina
Valentina Ronzino/“Il vero problema non è la mia cecità ma i valori che la società di oggi propone. Sono tante le barriere che non hanno né forma e né sostanza”.
“Mi ha aiutato molto il Rinnovamento nello Spirito: con il passar del tempo ho capito che era ciò che desiderava il mio cuore. Il movimento è diventato un’altra famiglia”.
“Ti abbiamo cercato per tutta chiesa! E tu stavi qui in sacrestia!”. Esclamando questo Valentina e sua mamma mi vengono incontro con un entusiasmo che esprime la gioia di vivere che pervade da sempre la loro vita. E così rifugiati nello studio del viceparroco della parrocchia “Santa Maria delle Grazie in Santa Rosa” che lei frequenta, comincia la chiacchierata – intervista con Valentina. Valentina però non riesce a capire perché è stata scelta proprio lei come intervistata “Me lo sono chiesto tante volte. Ma di cosa dobbiamo parlare? Non sono un personaggio famoso”, ripete ridendo, ma tremando allo stesso tempo un po’ di emozione. Timidezza e risolutezza fanno parte di lei, Valentina Ronzino, ventisei anni, nata prematuramente e non vedente fin quasi dalla nascita a causa di un errore medico. La sua risolutezza permette di scavare più in profondità nella sua vita, quasi di far sanguinare alcune ferite che hanno avuto origine dalla sua nascita, come lei stessa racconta “Il mio problema non è congenito. Sono nata vedente e poi a causa di errori medici, di un ‘piccolo incidente di percorso’ sono diventata cieca”. I suoi occhi, però, nonostante tutto, brillano di una luce soprannaturale, dell’essenziale che è invisibile agli occhi fisici e che molto spesso non è carpito dalla gente.
Per questo soggiunge “Il vero problema non è la mia cecità bensì i valori che la società di oggi propone. La maggior parte della gente mi allontana declinando l’incontro con un “è handicappata”, non chiedendosi invece cosa davvero ci sia dietro ai miei occhi che spaventano così tanto. Queste persone creano barriere che non hanno né forma né sostanza. Io però sono caparbia e ciò mi aiuta ad affrontare questi conflitti relazionali”. È proprio la caparbietà e la voglia di vivere che hanno portato Valentina a combattere da sempre “Le mie lotte sono perenni. Sono nate con me; una di queste per esempio riguarda la ricezione dei libri scritti in braille. Nella scuola primaria, infatti, i miei genitori fecero richiesta al comune di Lecce per l’acquisizione dei libri ma il Comune declinava la richiesta di fare la convenzione affinché i libri fossero trascritti in braille. Alla fine, i libri arrivavano ma molto tardi, ad anno scolastico già inoltrato”. È la superficialità di chi non riesce a entrare nell’altro per far suoi i problemi dell’altro. Si manca di misericordia ma soprattutto di umanità. Di misericordia e umanità, ci racconta Valentina, hanno mancato i suoi compagni di classe i quali , a voltea dimenticavano in classe lasciandola sola. Il suo periodo scolastico più bello? “Quello delle elementari e delle medie. Non scorderò mai gli angeli che Dio mi ha messo affianco in quegli anni”.
A questo punto la conversazione è accompagnata dal suono festoso delle campane che annuncia la convocazione dell’assemblea per la S. Messa delle ore 19 nella parrocchia; ascoltandole sorge istintiva la domanda “Quale valore ha la fede per te?”, e lei narra una storia… d’Amore “Mi ha aiutato molto il Rinnovamento nello Spirito (RnS). Avevo cinque anni quando i miei genitori entrarono in contatto con questa realtà tramite amici comuni e ora sono ventidue anni da quando ho cominciato anch’io questo cammino. All’inizio mi son chiesta se facevo parte dell’RnS perché lo desideravo o perché era per me ormai un’abitudine. Col passare del tempo ho capito che era ciò che desiderava il mio cuore. Ora l’RnS è a S.Rosa da dieci anni e grazie a don Antonio, il parroco, a don Mino, attuale viceparroco, ho la certezza di essere in famiglia”. Spontaneamente, e anche un po’ maliziosamente, alla domanda se lei sia arrabbiata con Dio, risponde “Assolutamente no! Non mi passa neanche per la testa! Dio ha un progetto magnifico su ognuno di noi. Con Dio però ho anche un rapporto dialettico; litigo spesso con Lui ma so che sono amata”. Parliamo di desideri e passioni… Valentina è una bravissima cantante. Ha una voce incantevole che mette a disposizione dell’RnS. Su questo ci dice in modo convinto che “il canto è preghiera, ma cantare semplicemente non basta … No, occorre metterci il cuore e fare in modo che le parole cantate corrispondano alla nostra preghiera a Lui.
Altrimenti è mera esecuzione e al Grande Capo non arriva nient’altro che una “bella” voce!”. Anche nel mondo della musica ha incontrato molte difficoltà, barriere che non le hanno permesso di coltivare professionalmente questo suo dono. Racconta “Ho presentato richiesta d’iscrizione al conservatorio di Lecce, ma la domanda è stata respinta perché dovevo pagare da me un insegnamento personalizzato con un insegnante personale”. Lei però non si è limitata al canto ma nel 2013 si è laureata in Lettere Classiche all’Università del Salento con 110 e lode. In quest’ultimo periodo sta frequentando un master in Pari Opportunità e anche in questo caso sono sorte nuove difficoltà “Avevo preso casa a Roma per potermi trasferire lì ma una settimana prima del mio arrivo nella Città Eterna, l’assistente che doveva aiutarmi negli spostamenti ha rinunciato all’incarico e pertanto sono stata costretta a rinunciare al trasferimento. Così ora una volta a settimana vado a Roma per frequentare il master e poi ritorno a Lecce. È molto faticoso ma bello”.Ci congediamo con un’ultima riflessione: cosa occorre fare dal punto di vista etico perché la società cambi rotta e non navighi più a vista? Per cambiare le cose, dice, dobbiamo imparare dai bambini. Essi, infatti, hanno quella sana incoscienza che secondo me è fondamentale al giorno d’oggi. I bambini, infatti, riescono a relazionarsi con chiunque senza farsi condizionare dai limiti fisici o psichici dei loro interlocutori.
Servizio a cura di Simone Stifani



















