Tanti carismi, tanti servizi…un solo Spirito, una sola Chiesa
Il 29 Giugno/In Cattedrale l’istituzione dei nuovi Ministeri. Nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, l’Arcivescovo rinnoverà anche il mandato a coloro che operano nella diocesi da molti anni.
Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore, vi sono diverse attività, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti (1 Cor 12, 4-7). Parole di San Paolo confermate del Decreto Generale Esecutivo dell’Arcidiocesi di Lecce con il quale sono determinati “I criteri e le norme per la formazione, l’istituzione e l’esercizio dei ministeri”, emanato dall’Arcivescovo mons. Domenico D’Ambrosio in data 13 luglio 2011.
I ministeri – ribadisce l’Arcivescovo – costituiscono una grazia, ossia il dono che lo Spirito Santo concede per il bene della Chiesa.
Venerdì 29 giugno, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, nel corso della celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Lecce, l’Arcivescovo istituirà sei nuovi Lettori, 19 Accoliti, 30 Ministri straordinari della Comunione, e rinnoverà il mandato a 282 Ministri istituiti che già operano nella Diocesi.
I candidati alla ministerialità istituita hanno concluso il ciclo triennale presso il Centro di Formazione Teologico Pastorale della Diocesi ed ottenuto dai rispettivi parroci conferma scritta circa la loro idoneità. Dopo l’istituzione, loro compito sarà quello di servirela Chiesacome servi della Comunità, mettendo a frutto il dono di Dio ricevuto, che si concretizza nella testimonianza della carità attraverso l’esercizio specifico di ciascun ministero.
Essi, unitamente a tutti coloro che riceveranno il rinnovo del mandato, s’impegneranno – come prevede il decreto dell’Arcivescovo – a partecipare anche alle iniziative formative e pastorali della Diocesi: incontri mensili, esercizi spirituali e convocazioni liturgiche diocesane secondo il calendario annuale, sotto la guida del Direttore dell’Ufficio Ministeri Istituiti mons. Vincenzo Marinaci.
Pasquale Pennetta
I MINISTRI ISTITUITI A LECCE : (Dati riferiti al Giugno 2012)
282 – Già operanti in Diocesi
6 – Nuovi Lettori
19 – Nuovi Accoliti
30 – Nuovi Ministri straordinari
Le norme diocesane/Vocazioni per la comunità
Quelli del lettore, dell’accolito e del ministro straordinario dell’Eucarestia sono carismi riconosciuti ed esercitati stabilmente a favore della comunità, come spiegato anche nel documento pastorale della Cei, “I ministeri nella Chiesa”. Essi rispondono anzitutto ad una vocazione, che spinge l’individuo a donarsi per il bene collettivo della propria realtà spirituale. In questo senso i ministeri favoriscono la crescita della comunità cristiana, venendo incontro alle esigenze degli uomini di oggi.
“Il ministero del lettore – leggiamo nelle “Norme per la formazione, l’istituzione e l’esercizio dei ministeri” dell’Arcidiocesi di Lecce – parte dall’ambito della Liturgia della Parola che ruota attorno all’ambone, da cui la Parola di Dio viene proclamata e si estende a tutti i campi dell’evangelizzazione. Si pone così come un segno dell’intimo legame che esiste tra l’ascolto della Parola di Dio e la crescita della fede; tra la coscienza che la Parola di Dio è un dono incomparabile e il bisogno di collaborare a trasmetterla agli altri”.
L’accolito rientra nel secondo dei ministeri istituiti, e il suo compito si assolve sull’altare, su cui si celebra l’amore di Cristo. “Questo ministero, nel suo concreto esercizio, è destinato a mettere in risalto l’intimo legame che esiste tra liturgia, l’Eucaristia in particolare, e carità”. Vi è poi il Ministero straordinario della Santa Comunione, “suppletivo e integrativo degli altri ministeri istituiti”. La Chiesa, infatti, “consente che un fedele non ordinato, per motivi di vera necessità, sia deputato dal Vescovo diocesano, in qualità di ministro straordinario, a distribuire la sacra Comunione anche fuori della celebrazione eucaristica”, e a portarla ai malati o anziani della parrocchia che non possano per motivi di saluta partecipare alla S. Messa.
I ministri vengono scelti sulla base di criteri etici e religiosi, come una vita spirituale intensa, l’amore per la Chiesa, la serietà professionale, la stima dei fratelli e la maturità umana. Essi, inoltre, sono tenuti a formarsi anche dopo il conferimento del mandato, per alimentare la fiamma della fede che solo un’azione pastorale permanente può mantenere.















