Pubblicato in: Ven, Dic 12th, 2014

Teatro Antoniano Lecce/Suor Anna Nobili e la “danza spirituale”

Io ballo con Dio…

Dopo la presenza a Squinzano per due anni consecutivi approda finalmente a Lecce, ospite della Diocesi, suor Anna Nobili, la religiosa che dopo un passato tutt’altro che sacro insegna e danza l’Amore di Dio. Con il nuovo spettacolo “Stop! Dove è papa?”, ispirato alla parabola del Padre Mi­sericordioso (conosciuta anche come la parabola del Figliol Prodigo), la suora, con una compagnia di 12 bal­lerini, danzerà sabato 13 dicembre, ore 20.00, presso il Cine-Teatro “An­toniano” di Via Monte San Michele, lo spettacolo attualmente in tournée in tutta Italia. Dopo un passato da ballerina di successo tra le discoteche del Nord e la Tv, suor Anna approda nel 1998 nella congregazione delle Suore Operaie della Santa Casa di Naza­reth, conosciute per la loro missione evangelizzatrice nei luoghi di lavoro. Un cammino lungo e ricco di gioia, ma anche travagliato per l’allontana­mento dalla danza, fino alla propo­sta di mons. Domenico Sigalini di avviare dei corsi di danza cristiana per “la preghiera fatta col corpo, in un mondo, come il nostro, che la relega spesso a pratiche biascicate, senza coinvolgimento di tutta la per­ sona”. Lo scrive lo stesso vescovo di Palestrina, nella prefazione all’auto­biografia della religiosa, pubblicata da Mondadori e intitolata Io ballo con Dio, best seller nello scorso anno dopo i libri di Papa Francesco.

Suor-Anna-Nobili

Corsi, quelli tenuti da suor Anna, che con gli anni sono diventati una vera e propria scuola di danza con più di cento iscritti e due sedi, a Palestrina e Foggia: la “Holy Dance” (www. holydance.it), frequentata da un cen­tinaio di baby-ballerini (dai quattro anni in su), ma anche da adolescenti, giovani e persone di mezza età. Con alcuni di loro, la suora porta in giro per l’Italia “Ruth. Un’amica da non perdere”, uno spettacolo di evangelizzazione da lei interpretato e diretto. Canti, balli e recitazione per annunciare l’amore fedele di Dio nelle piazze e nei teatri, fino alle case di reclusione: «“Un testo biblico ricchissimo, dove il Signore si fa presente nelle relazioni” racconta. Nelle chiese, invece, suor Anna si esibisce con altri ballerini professio­nisti in una “Veglia di Maria” danza­ta, come anche ne “il Cantico delle Creature” in chiave moderna. Oggi, dopo varie testimonianze in Tv, interviste, spettacoli e la pubbli­cazione del libro, suor Anna vede aperture verso la sua vocazione di suora e ballerina: sempre più vesco­vi, sacerdoti, parrocchie e istituti reli­giosi la contattano per un momento insieme. E dice: “Io amministro qualcosa che non mi appartiene: è un servizio che stiamo facendo alla Chiesa, al mondo”. Qualcuno potrebbe storcere il naso sentendo parlare di una suora-balle­rina. “A chi è scettico, propongo di venirci a vedere: spiegare a parole cosa facciamo è difficile”, commenta la religiosa. “Le difficoltà ci sono, lo so: nella nostra società la danza viene strumentalizzata negativamen­te, ragion per cui il popolo di Dio va educato con la necessaria gradualità. Non bisogna mai forzare, al contrario far comprendere che la “danza spiri­tuale” è una forma di preghiera”.

Emanuele Perlangeli

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