Pubblicato in: Sab, Mar 29th, 2014

Teatro in Parrocchia/Le Commedie: tanto impegno, grande passione

Due compagnie melendugnesi si presentano: “L’apauru e modesto Cisternino”.

Giorno dopo giorno, nella frenesia del­la vita, si cercano quelle “oasi di Pa­radiso” nelle quali respirare un’aria più leggera, un’aria spensiera­ta. Una leggerezza e spensiera­tezza che però non ci estrania dal nostro essere, bensì lo fa scorgere ed osservare da pro­spettive altre, prospettive che lo rendono più reale, più nostro. E quale migliore arte, se non quella del Teatro, può far ciò in maniera così egregia! Un’arte che unisce, un’arte che insegna, un’arte che arricchisce. Un’ar­te che è realtà, perché, proprio come diceva il grande Jean Genet “Io vado a teatro per ve­dermi, sul palcoscenico, quale non saprei – o non oserei – ve­dermi o immaginarmi e tuttavia quale so di essere”, ognuno di noi non solo guarda, ma vive ogni atto in scena.

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Un amore quello per il te­atro che ha coinvolto così pro­fondamente ed intimamente la comunità melendugnese tanto da far nascere ben due com­pagnie teatrali, che con la loro genialità, forza e vivacità, rega­lano, anno dopo anno, sorrisi, successi ed orgoglio alla picco­la cittadella. I due gruppi, che sono uniti da un “ceppo” ori­ginario comune, sono la com­pagnia teatrale “L’Aparu” e la compagnia teatrale “Modesto Cisternino”. Rappresentati da due grandi cittadini melendu­gnesi, rispettivamente Antonio Strazzullo ed Ivan Potì, alla richiesta di raccontare un po’ questo mondo così affascinante, con grande entusiasmo e gioia ci hanno regalato delle bellissi­me parole.

Quando nasce la compa­gnia teatrale?

STRAZZULLO – La compa­gnia nasce nel 2007, dopo che alcuni membri che originaria­mente facevano parte del Gruppo Teatrale Popolare Melendugnese si sono divisi e fusi con l’Azione cattolica, andando in scena con la prima commedia dal titolo “Coco la Fungia e Cumpari”, dove prese il primo premio l’at­tore non protagonista.

POTÌ – La compagnia nasce nel 1974 come gruppo teatra­le popolare melendugnese per volontà di Modesto Cisternino. Dopo la sua morte, nell’otto­bre del 2010, si è dato vita ad una nuova costituzione con gli stessi proponimenti, e dandole proprio in onore del suo origi­nario fondatore il nome “Mo­desto Cisternino”. Iscritta nel registro regionale delle asso­ciazioni, è un’associazione di promozione sociale ed è affilia­ta Aics (associazione italiana cultura e sport).

Quale è il motivo che por­ta alla sua nascita?

STRAZZULLO – La mia pas­sione per il teatro nasce fin da bambino. Cresco assaporando giorno dopo giorno la vita del teatro, poiché ho la fortuna fin da piccolo di poter ammirare e studiare grandi attori di teatro esibirsi al Teatro Politeama di Napoli, nei pressi del quale mio padre aveva la sua attività. E una volta giunto a Melendugno ho portato con me quell’amore e quella voglia di creare, anche se in piccolo, una compagnia attraverso la quale coltivare e gustare, assieme ad altri, que­sto grande amore.

POTÌ – Sicuramente per il grande amore per il teatro insi­to in ognuno di noi e poi per la volontà di tramandare quelle tradizioni popolari che via via stanno sfumando. Inoltre vi è anche il voler proseguire con i giovani la nostra cultura, poi­ché il nostro sogno nel cassetto è quello di fondare una vera e propria scuola di teatro. Questo desiderio nasce da ciò che noi riteniamo una grande fortuna ed il fiore all’occhiello della compagnia, ossia quello di ave­re nel nostro gruppo tanti gio­vani, che ci permettono quella sorta di passaggio di testimone alle nuove generazioni.

Ad oggi da quanti membri è costituita? Crede che continuerà ad esistere an­che con le nuove genera­zioni?

STRAZZULLO – La com­pagnia è costituita da diciot­to persone e dal momento che all’interno del gruppo vi sono diverse figure di giovani, molto bravi e motivati, sono convinto che continuerà ad esistere at­traverso i nostri giovani, per­ché il loro amore per il teatro è grande.

POTÌ – Ad oggi contiamo tren­tacinque soci effettivi, dai ven­tuno di un tempo. Per quanto riguarda i nostri giovani, ve­dendo la loro propensione e buona volontà mi auguro che possa continuare anche con loro, perché oltre all’aspetto ri­creativo, il teatro è fortemente formativo, poiché ha insito in sé la capacità di far crescere, schiudere l’individuo verso se stesso e quindi verso il mondo, aiutando a far conoscere e su­perare quei limiti che ognuno di noi ha.

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Con quale criterio vengo­no scelti gli spettacoli e quali sono le tematiche maggiormente affrontate?

STRAZZULLO – Le comme­die spesso vengono riprese da grandi copioni napoletani, o comunque da testi che bene si adattano alla terra salentina e che non sono stati precedente­mente messi in scena da altre compagnie nella nostra terra. In particolare si cerca di sot­tolineare ed evidenziare, attra­verso la comicità, quegli “usi e costumi” morali e sociali tipici del nostro tempo e della nostra comunità.

POTÌ – Le commedie vengono scritte dal nostro egregio con­terraneo Enzo Gallo e nelle trame delle sue parole si ri­prendono proprio quei valori antropici che al giorno d’oggi vanno sfumando, quali l’amo­re, i rapporti umani, i valori sociali e attraverso un’intelli­gente ilarità vengono veicolati.

Quale il messaggio che si cerca di trasmettere?

All’unisono i Presidenti hanno espresso il medesimo pensiero – Il messaggio che deve sempre trapelare è un messaggio di unità, di sostegno reciproco, di condivisione e di vita insieme, perché il valore più importante è e sarà sempre il Valore Umano.

Chiara Luna Candido Stomeo

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