Tempo di Sacramenti… I Ragazzi raccontano
Fanciulli e Preadolescenti proseguono o concludono il cammino dell’Iniziazione Cristiana.
PRIMA CONFESSIONE
DIEGO: “HO LA CERTEZZA CHE DIO AMA TANTO DA PERDONARE TUTTO”
Il giorno della mia prima confessione ero molto elettrizzato, ma anche spaventato. Quella domenica pomeriggio mentre andavo in chiesa, mi sentivo le gambe pesanti, le budella attorcigliate e la strada mi sembrava più lunga del solito. Ad un certo punto ho pensato anche di tornare a casa … ma se la paura faceva 90 la voglia di essere perdonato faceva 180. Arrivato in chiesa ho sentito don Alessandro che parlava con il microfono ed allora, terrorizzato, ho pensato che tutti così avrebbero ascoltato i miei peccati. Ma la mamma mi ha tranquillizzato dicendomi che solo don Ale e Dio li avrebbero sentiti. Mentre stavo seduto ad aspettare, cercavo di ricordarmi tutto quello che avevo combinato e le cose per cui dovevo chiedere perdono. Pensavo che la lista forse era troppo lunga.
Poi è arrivato il mio turno mi sono seduto su quella sedia molto agitato, ma appena ho iniziato a parlare mi sono sentito come se quello fosse il momento più bello della mia vita, perché mi stavo togliendo un grossissimo peso dalle spalle. Quando ho finito mi sono sentito più leggero, il mio cuore era pieno di gioia e pace perché ero stato perdonato e nessuno mi aveva giudicato come io temevo. Adesso ho la certezza che Dio ci ama talmente tanto da perdonare ogni nostro errore. Certo noi per renderlo orgoglioso dobbiamo cercare di non farli, ma se accade so che posso confidargli i miei segreti e lui tramite don Alessandro mi perdona e mi da dei consigli per non sbagliare più. La mia prima confessione è stata bellissima ma penso che sarà bello ogni volta che aprirò il mio cuore a Dio.
Diego Poli
PRIMA COMUNIONE
LEONARDO: “ORA HO UN NUOVO AMICO. EGLI È ENTRATO DENTRO DI ME”
Entrando in chiesa all’inizio della cerimonia, camminavo lento, assaporando il momento in cui avrei accolto Gesù nel mio cuore e nel mio corpo attraverso la comunione. Sorridevo impaziente di arrivare all’istante per cui mi ero tanto a lungo preparato. Il primo passo verso Gesù l’ho fatto quando ho detto al microfono: “eccomi”, una sola, breve parola, ma con un grande significato: sono presente alla cerimonia e consapevole di quel che sto per ricevere. Altri momenti per me significativi sono stati: il bacio del Vangelo e dell’altare, entrambi simboli della mia fede.
Poi finalmente il momento tanto atteso è arrivato, sto parlando del momento in cui ho ricevuto la particola bagnata col vino, queste due cose sono il corpo e il sangue di Cristo Gesù. Ho pensato : “Tutto qui? È così semplice? Davvero oggi Gesù è entrato dentro di me? Credo di si, è proprio così facile perché da oggi ho un nuovo amico disposto a venirmi in contro ogni volta che ne avrò bisogno!”
Leonardo Monterisi
CONFERMAZIONE
MARIA SOFIA: “IL MIO ECCOMI, IL MIO IMPEGNO PER VIVERE DA CRISTIANA”
Il sacramento della Cresima o Confermazione deriva dalla parola greca “Crisma” ossia “olio” ed esprime sia il gesto dell’unzione, sia la materia con il quale è compiuto. Fare la Cresima significa confermare, dire di sì al proprio Battesimo, ma un sì libero e consapevole. Bisogna fare questo importante passo essendo coscienti della responsabilità che ci stiamo assumendo scegliendo di essere figli di Dio, proseguendo la strada che il Padre Nostro ci ha indicato ovvero quella dell’amore e della fedeltà. Al Sacramento della Confermazione si è giunti attraverso un percorso sicuramente iniziato in famiglia, ma affiancato anche dalla pazienza, dalla buona volontà e dal continuo lavoro delle nostre catechiste che continueranno ad essere sempre un punto di riferimento per noi giovanissimi.
Il 2 maggio 2015 è stato il turno del mio “sì”, del mio “eccomi Signore” gridato a voce alta davanti al sacerdote, al vescovo, alle mie catechiste e ai miei parenti che mi hanno accompagnato e continueranno ad accompagnarmi durante il mio cammino di vita cristiana e non solo. Un “eccomi” che è risuonato tra le pareti della mia Parrocchia per indicare che io sono e sarò presente, che ora sono, ancora più di prima, tra le braccia di Gesù. È inspiegabile descrivere il cuore che palpitava forte e la mano del vescovo posata sopra il nostro capo mentre ungeva la nostra fronte, una di quelle emozioni che si ricorderà sempre nella vita come il grande passo verso il mondo adulto e cristiano.
Maria Sofia Giordano




















